

Il mestiere del genitore: urgono scuole pubbliche per apprenderlo!
Il problema
Nelle scuole italiane sempre più numerose sono le classi popolate di bambini con gravi disturbi del comportamento. In alcuni casi la loro presenza rende impossibile il normale svolgimento delle lezioni.
In quanto insegnante di scuola primaria mi confronto quotidianamente, senza alcun supporto da parte delle istituzioni, con questa drammatica realtà: l'inadeguatezza da parte delle famiglie nel gestire figli ormai fuori controllo, incapaci di convivere pacificamente con i pari e con l'autorità dell'insegnante in contesti sociali quotidiani come una classe. Ciò a causa di un'educazione carente soprattutto dal punto di vista normativo e relazionale.
La percezione di questa emergenza, che condivido con i miei colleghi di ogni ordine di scuola, è denunciata anche dal mondo scientifico pedagogico: "Il boom di diagnosi che abbiamo visto in questi ultimi anni conferma una tendenza preoccupante: che i bambini pagano le conseguenze della mancanza di riferimenti educativi e pedagogici. Se i basilari dell’educazione non vengono rispettati, si mettono i bambini nei guai.
Non tutto ciò che “disturba” è patologico e non tutti i problemi che un bambino presenta devono essere tradotti e affrontati in chiave medica: molto potrebbe fare la pedagogia, cioè l’educazione. Solo che nessuno – né i genitori né gli insegnanti – di pedagogia sa più nulla, abbandonati a loro stessi, ai siti, ai blog, ai sentimenti.
Un bambino disturbatore invece può essere semplicemente un bambino vivace, immaturo, distratto, un bambino che fa il bambino, oppure un bambino i cui genitori non hanno rispettato i basilari educativi.
Le scuole genitori ad esempio sono totalmente autofinanziate, mentre questo è un compito della collettività. Sul versante educativo non c’è offerta, c’è il deserto. I genitori sono la più grande risorsa che abbiamo, devono essere aiutati con buone informazioni, non lasciati sprofondare nei blog: il problema non è il fai-da-te, ma che un genitore così fa del male a suo figlio." (da un'intervista al pedagogista Daniele Novara). L'intervista completa

Il problema
Nelle scuole italiane sempre più numerose sono le classi popolate di bambini con gravi disturbi del comportamento. In alcuni casi la loro presenza rende impossibile il normale svolgimento delle lezioni.
In quanto insegnante di scuola primaria mi confronto quotidianamente, senza alcun supporto da parte delle istituzioni, con questa drammatica realtà: l'inadeguatezza da parte delle famiglie nel gestire figli ormai fuori controllo, incapaci di convivere pacificamente con i pari e con l'autorità dell'insegnante in contesti sociali quotidiani come una classe. Ciò a causa di un'educazione carente soprattutto dal punto di vista normativo e relazionale.
La percezione di questa emergenza, che condivido con i miei colleghi di ogni ordine di scuola, è denunciata anche dal mondo scientifico pedagogico: "Il boom di diagnosi che abbiamo visto in questi ultimi anni conferma una tendenza preoccupante: che i bambini pagano le conseguenze della mancanza di riferimenti educativi e pedagogici. Se i basilari dell’educazione non vengono rispettati, si mettono i bambini nei guai.
Non tutto ciò che “disturba” è patologico e non tutti i problemi che un bambino presenta devono essere tradotti e affrontati in chiave medica: molto potrebbe fare la pedagogia, cioè l’educazione. Solo che nessuno – né i genitori né gli insegnanti – di pedagogia sa più nulla, abbandonati a loro stessi, ai siti, ai blog, ai sentimenti.
Un bambino disturbatore invece può essere semplicemente un bambino vivace, immaturo, distratto, un bambino che fa il bambino, oppure un bambino i cui genitori non hanno rispettato i basilari educativi.
Le scuole genitori ad esempio sono totalmente autofinanziate, mentre questo è un compito della collettività. Sul versante educativo non c’è offerta, c’è il deserto. I genitori sono la più grande risorsa che abbiamo, devono essere aiutati con buone informazioni, non lasciati sprofondare nei blog: il problema non è il fai-da-te, ma che un genitore così fa del male a suo figlio." (da un'intervista al pedagogista Daniele Novara). L'intervista completa

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Petizione creata in data 28 febbraio 2017
