Legge Home Restaurant


Legge Home Restaurant
Il problema
L'Home Restaurant non è solo "social eating", ma potrebbe diventare un circuito virtuoso di appassionati, nel quale antiche ricette e sapori perduti, senso dell’ospitalità e valorizzazione del prodotto tipico, si fonderebbero in una proposta che permetterebbe lo sviluppo dell'economia in migliaia di famiglie di tutta Italia.
L'attuale legge(*) presentata in Commissione Attività Produttive del Parlamento italiano, che unifica le 4 proposte presentate negli ultimi anni, impone delle restrizioni tali che l'85%(*) di chi prevedeva di aprire un Home Restaurant, con questa legge rinuncerà.
L'obbligo di registrazione su piattaforme telematiche e dell'acquisizione dei pagamenti esclusivamente in via elettronica, il forte limite del numero di coperti (poco più di uno al giorno) e degli introiti consentiti (5000 euro lordi) indicano che gli estensori della proposta di legge hanno inteso tutelare in maniera evidente e preminente gli interessi precostituiti delle associazioni di rappresentanza di quei pubblici esercizi che più volte hanno manifestato insofferenza nei confronti di aperture verso i nuovi modelli.
Questo a fronte di direttive molto chiare dell’Europa. Solo qualche mese fa, a giugno 2016, Elżbieta Bieńkowska, Commissaria responsabile per il Mercato interno, richiamava gli Stati membri sull’importanza di valorizzare e aiutare tutte le forme di economia collaborativa (sharing economy), lanciando addirittura un'”Agenda europea per l’economia collaborativa” che contribuisse a tale scopo.
Auspichiamo con forza, dunque, che l’attuale proposta di legge possa essere rimessa in discussione con le necessarie e opportune modifiche sui punti sopra esposti, per contribuire in maniera efficace alla crescita delle attività economiche di chi, con buona volontà, intende contribuire allo sviluppo dell’accoglienza turistica in Italia e per eliminare la palese discriminazione con cui si è intenzionati a trattare l'attività di Home restaurant rispetto a qualsiasi altra attività contigua, chiaramente in contrasto con i principi di libera concorrenza e con i correlati principi di parità di trattamento e non discriminazione.
(*) Legge unificata:
http://www.homerestaurant.com/docs/LeggeHR1234.pdf
(*) Sondaggio su:
https://www.facebook.com/groups/homerestaurantitalia/

Il problema
L'Home Restaurant non è solo "social eating", ma potrebbe diventare un circuito virtuoso di appassionati, nel quale antiche ricette e sapori perduti, senso dell’ospitalità e valorizzazione del prodotto tipico, si fonderebbero in una proposta che permetterebbe lo sviluppo dell'economia in migliaia di famiglie di tutta Italia.
L'attuale legge(*) presentata in Commissione Attività Produttive del Parlamento italiano, che unifica le 4 proposte presentate negli ultimi anni, impone delle restrizioni tali che l'85%(*) di chi prevedeva di aprire un Home Restaurant, con questa legge rinuncerà.
L'obbligo di registrazione su piattaforme telematiche e dell'acquisizione dei pagamenti esclusivamente in via elettronica, il forte limite del numero di coperti (poco più di uno al giorno) e degli introiti consentiti (5000 euro lordi) indicano che gli estensori della proposta di legge hanno inteso tutelare in maniera evidente e preminente gli interessi precostituiti delle associazioni di rappresentanza di quei pubblici esercizi che più volte hanno manifestato insofferenza nei confronti di aperture verso i nuovi modelli.
Questo a fronte di direttive molto chiare dell’Europa. Solo qualche mese fa, a giugno 2016, Elżbieta Bieńkowska, Commissaria responsabile per il Mercato interno, richiamava gli Stati membri sull’importanza di valorizzare e aiutare tutte le forme di economia collaborativa (sharing economy), lanciando addirittura un'”Agenda europea per l’economia collaborativa” che contribuisse a tale scopo.
Auspichiamo con forza, dunque, che l’attuale proposta di legge possa essere rimessa in discussione con le necessarie e opportune modifiche sui punti sopra esposti, per contribuire in maniera efficace alla crescita delle attività economiche di chi, con buona volontà, intende contribuire allo sviluppo dell’accoglienza turistica in Italia e per eliminare la palese discriminazione con cui si è intenzionati a trattare l'attività di Home restaurant rispetto a qualsiasi altra attività contigua, chiaramente in contrasto con i principi di libera concorrenza e con i correlati principi di parità di trattamento e non discriminazione.
(*) Legge unificata:
http://www.homerestaurant.com/docs/LeggeHR1234.pdf
(*) Sondaggio su:
https://www.facebook.com/groups/homerestaurantitalia/

PETIZIONE CHIUSA
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Petizione creata in data 28 settembre 2016