Atualização do abaixo-assinadoCNAO: può sconfiggere il cancro, ma le cure sono accessibili solo a pochi privilegiati
CONVENZIONI REGIONALI BIENNALI E SOSTEGNO ALLA BATTAGLIA PER L'ADROTERAPIA PER TUTTI

Giulio Della NinaTorino, Itália
15 de dez. de 2016
Buongiorno a tutti,
ho aggiornato i destinatari della petizione, visto che il Presidente del consiglio dei ministri è cambiato.
Mi è stato segnalato nel corso di questi mesi che la regione Marche avrebbe attivato una convenzione che permetterebbe ai suoi cittadini di accedere a questi centri e fruire quindi dell’adroterapia. Ho provato a verificare la notizia e da quanto sono riuscito a capire la regione Marche, al pari della regione Veneto, ha attivato una convenzione con il centro di Trento (dove viene praticata solo la protonterapia) affinché i residenti nella regione Marche (dopo quelli della regione Veneto) possano curarsi presso le sue strutture con un costo che sarà a carico del sistema sanitario marchigiano. Tali convenzioni hanno durata biennale.
Ciò conferma due cose: la prima è che almeno l’adroterapia al momento non è fruibile per la stragrande maggioranza dei cittadini italiani e la seconda che su una materia come questa le regioni si muovono in ordine sparso.
Questo modello di sanità dimostra alcune falle inammissibili: un cittadino che paga le tasse in una regione, il cui sistema sanitario ha programmato un piano di rientro dal disavanzo, ha gli stessi diritti di potersi curare (magari anche qualcuno di più) di uno che non le paga, ma è residente in una regione, il cui sistema sanitario non è vincolato da un piano di rientro dal disavanzo e che può attivare convenzioni o rimborsare con maggiore facilità il costo delle cure ai propri residenti.
Al momento le regioni che hanno attivato un piano di rientro sono 8 (dati rilevati dal sito del ministero della salute) e buona parte delle altre regioni più virtuose non hanno comunque attivato convenzioni, né per la protonterapia, né per l’adroterapia.
Dunque bisogna insistere e continuare a divulgare questa petizione, affinché le istituzioni si accorgano che i cittadini non sono più disposti a subire in silenzio ingiustizie e disuguaglianze.
Al riguardo ringrazio tutti coloro che hanno già firmato e coloro che in questo momento stanno firmando la petizione ed in particolare coloro che l’hanno promossa su Change.org, permettendo così a molti iscritti di visualizzarla, leggerla e sottoscriverla.
Io stesso ho provveduto a promuoverla più volte e con svariate modalità (facebook, email, volantini cartacei) tuttavia i risultati non sono stati particolarmente incoraggianti (circa 150 sottoscrizioni in due settimane). Ho provato a coinvolgere nell’iniziativa, quotidiani nazionali nonché varie tipologie di associazioni, ma anche in questo caso visualizzazioni e sottoscrizioni sono state inferiori alle attese…
Infine ho promosso la petizione diverse volte anche attraverso Change.org. L’ultima promozione di 125,00 € è stata possibile grazie ad una raccolta fondi, fatta tra colleghi ed amici, che generosamente hanno voluto contribuire alla sua diffusione. I risultati mi paiono evidenti: le visualizzazioni e le sottoscrizioni hanno subito un’impennata alcuni giorni dopo aver effettuato la promozione, i cui effetti spero durino per ancora molti giorni.
Tengo a specificare che il piccolo sacrificio economico che ho sostenuto insieme a colleghi ed amici ha permesso di passare da 4481 a più di 10500 sottoscrizioni nel giro di 3 giorni e mezzo. A mio avviso, avendo cercato di divulgare in svariati modi la petizione, la promozione tramite Change.org rappresenta lo strumento più efficace, per far conoscere e sottoscrivere le petizioni online.
Vi invito quindi, se avete a cuore la riuscita dell’iniziativa, a fare altrettanto, divulgandola a vostra volta ad amici, parenti, conoscenti, colleghi, ecc. utilizzando il metodo che ritenete più efficace oppure promuovendola su Change.org, spendendo in base alle vostre possibilità ed all’importanza che ritenete abbia questo argomento (a mio avviso è meglio sacrificare 3/10 euro oggi, per far riuscire un’iniziativa che potenzialmente riguarda tutti, nessuno escluso, piuttosto che rischiare di ritrovarsi un giorno a spendere decine di migliaia di euro per doversi curare se la propria Asl non dovesse avere risorse sufficienti a rimborsare le spese delle terapie).
Quindi forza e coraggio l’unione fa sempre un po’ più di forza. Firmate e fate firmare.
Giulio Della Nina
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