CLENDY: Ritira la pubblicità ispirata al femminicidio


CLENDY: Ritira la pubblicità ispirata al femminicidio
Il problema
Lo scorso anno una donna ogni due giorni è stata uccisa in un episodio di violenza domestica. Ispirarsi a questo tragico dato per farsi pubblicità è crudele e privo di sensibilità verso un fenomeno di violenza diffusa. Cosa c'è di divertente nell'immagine di un corpo senza vita? Mi sento indignata e chiedo che ritiriate questa pubblicità. La violenza è una cosa seria e grave.
Ho sentito parlare di questa pubblicità alla radio e come la conduttrice mi sono sentita dolorosamente stupita del fatto che si potesse fare pubblicità usando il tema della violenza sulle donne. Incuriosita, sono andata a cercare la pubblicità su internet per vedere con i miei occhi ciò di cui avevo solo sentito parlare e quando l'ho trovata mi sono sentita indignata e infastidita del fatto che si volesse mettere in "burletta" un tema così serio.
Ci sono manifesti in cui il "morto", cioè la vittima, è un uomo. Anche cambiando il sesso del soggetto che ha subito violenza, il messaggio rimane comunque eticamente scorretto perchè riduce la violenza su un essere umano ad un problema di "smacchiatura".
Non mi piace, trovo la pubblicità molto spiacevole e lo rivendico anche come "consumatrice": c'è un limite a tutto.

Il problema
Lo scorso anno una donna ogni due giorni è stata uccisa in un episodio di violenza domestica. Ispirarsi a questo tragico dato per farsi pubblicità è crudele e privo di sensibilità verso un fenomeno di violenza diffusa. Cosa c'è di divertente nell'immagine di un corpo senza vita? Mi sento indignata e chiedo che ritiriate questa pubblicità. La violenza è una cosa seria e grave.
Ho sentito parlare di questa pubblicità alla radio e come la conduttrice mi sono sentita dolorosamente stupita del fatto che si potesse fare pubblicità usando il tema della violenza sulle donne. Incuriosita, sono andata a cercare la pubblicità su internet per vedere con i miei occhi ciò di cui avevo solo sentito parlare e quando l'ho trovata mi sono sentita indignata e infastidita del fatto che si volesse mettere in "burletta" un tema così serio.
Ci sono manifesti in cui il "morto", cioè la vittima, è un uomo. Anche cambiando il sesso del soggetto che ha subito violenza, il messaggio rimane comunque eticamente scorretto perchè riduce la violenza su un essere umano ad un problema di "smacchiatura".
Non mi piace, trovo la pubblicità molto spiacevole e lo rivendico anche come "consumatrice": c'è un limite a tutto.

Vittoria confermata
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I decisori
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Petizione creata in data 28 marzo 2013