Petition updateComitato CivicoLa matematica non è un'opinione.
Alessandro SarnoNapoli, Italy
Jun 24, 2017
La matematica non è un’opinione, e su questo siamo tutti d’accordo. Oggi, tuttavia, i conti non tornano e, per dimostrarvelo, vi racconto una breve storiella per capire le percentuali … Facciamo un’ipotesi: se il Dirigente Scolastico afferma che il 90% dei suoi scolari mangia una mela durante la ricreazione, un genitore immagina che su 100 bambini, compagni di scuola del figlio o della figlia, 90 facciano merenda con una mela e gli altri 10 mangino qualcosa d’altro. Forte di questo dato, il genitore, in occasione della festa di compleanno del figlio o della figlia, offre ai suoi amici delle mele, sicuro di incontrare i loro gusti. Con sua grande sorpresa, scopre che pochissimi scelgono la mela e, allora, prima a caso, poi sistematicamente, chiede a ciascuno di loro se la gradiscano o meno, visto che il l’Autorità, il Dirigente Scolastico, ha affermato che quasi tutti la consumano a merenda. Alla fine, il dato reale è il seguente: solo 5 bimbi sui 20 invitati affermano di mangiare la mela a scuola. Con uno sforzo, l’irriducibile genitore si ricorda di come si calcola una percentuale: divide 5 per 20 e moltiplica per 100, ottenendo come risultato 25% !!! I conti non tornano: il Dirigente Scolastico ha affermato che, nella sua scuola, 90 bambini su 100 (il 90%!!!) mangiano le mele. Com’è possibile? Chi ha ragione? Perché i conti non tornano? Beh! Cari amici, la matematica non è un’opinione. La Statistica è una scienza seria e rispettabile. La legge vuole imporre 12 vaccinazioni ma si “danno i numeri” e i “conti non tornano”! Un genitore non può constatare che in classe della figlia 24 bambini su 26 ha preso la varicella e la figlia era l’unica non vaccinata! Ecco, allora, cosa pretendiamo: vogliamo, se esistono, i dati corretti e veritieri di igiene e di medicina preventiva; vogliamo che i componenti della Commissione Sanità del Parlamento Italiano siano messi in grado di pensare con la loro testa, che possano verificare le metodologie di raccolta dei dati epidemiologici, le prassi adottate e l’attendibilità delle organizzazioni all’uopo costituite. Sul sito dell’ISTAT un genitore deve trovare i dati grezzi e trasparenti e deve poterli utilizzare in maniera autonoma ed oggettiva. Una divisione e una moltiplicazione non possono essere considerate operazioni da cervelloni, accessibili solo a professoroni che hanno studiato in America! Registrati su www.comitatocivico.it e sostienici per diffondere il BUON SENSO.
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