Difendiamo la libertà di pensiero di Vittorio Sgarbi

0 hanno firmato. Arriviamo a 1.500.


Libertà, libertà, libertà!

Noi ci rispecchiamo nella libertà di pensiero e nella indipendenza, rispetto a ogni luogo comune, di Vittorio Sgarbi.

Interpretiamo anche i suoi errori come generosi perché sostenuti da una vitalità di pensiero, di cui egli ha dato prova in tutti gli incarichi e ruoli cui è stato chiamato.

Le sue recenti stagioni come Presidente di “Ferrara Arte” e Presidente del “Mart” di Rovereto sono caratterizzate da proposte e programmi innovativi, e da iniziative già realizzate, nonostante i tristi tempi di chiusura.

 A Rovereto la grande mostra su Isadora Duncan, la mostra di Artschwager, prima al Mart che al Guggenheim di Bilbao, il dialogo tra Bernardo Strozzi e Yves Klein, e  tra Arturo Martini e Gino Rossi; e ora le nuove mostre dedicate a Italo Zannier (“ll libro illustrato dall’incisione al digitale / Italo Zannier fotografo innocente”) e a Yervant Gianikian e Angela Ricchi Lucchi (“I diari”); inoltre “Tullio Garbari. Primitivismo e modernità”, a Palazzo delle Albere; e “Il Realismo Magico nell’arte sarda” a Cavalese.

Nelle prossime settimane è prevista (fatta salva l’emergenza sanitaria in corso) l’apertura di tre Focus: ”Ardengo Soffici. Incontro di Dante e Beatrice”, ”Omaggio a Claudia Gian Ferrari” e “After Monet. Il pittorialismo nelle Collezioni del Mart”; e della mostra di “Carlo Benvenuto”.

Sgarbi sta lavorando  da mesi alla tanto attesa mostra “Caravaggio e il contemporaneo”, con opere di Cagnaccio di San Pietro, Burri e Pasolini, la cui apertura è stata posticipata al 27 agosto per la succitata emergenza sanitaria. Sta inoltre perfezionando gli accordi con la Tate Britain di Londra per la mostra su “Constable”. E, ancora, ha voluto la mostra, affidata a Beatrice Avanzi: ”Picasso, de Chirico e Dalì. Dialogo con Raffaello”, nell’anno della celebrazioni del grande artista urbinate.

In relazione con Ferrara Arte, ha previsto la mostra su “Giovanni Boldini”, a Rovereto prima che al Petit Palais di Parigi.

A Ferrara, dove una consolidata rete di protezione, tra politici e sovrintendenti intellettualmente disonesti, cerca di ostacolarlo con l’appoggio dei soliti esponenti di un pensiero unico, ha fortemente voluto la mostra di Gaetano Previati come inizio di una serie di mostre dedicate ad artisti ferraresi: Giambattista Crema,  Arrigo Minerbi, Roberto Melli, legando al castello una parte importante della collezione Cavallini Sgarbi vincolata dallo Stato.

Ha programmato una mostra di Banksy con  opere inedite ed ha determinato, in una città con tutti i monumenti chiusi,  dopo il terremoto del 2012,  la riapertura di Palazzo Schifanoia, con una illuminazione straordinaria e innovativa, e con una importante mostra su “L’oro degli estensi”.

In una città ferma e abituata a dissipare finanziamenti pubblici, l’arrivo di Sgarbi ha sconvolto le rendite di posizione, le nomine e le curatele che prescindono dalle competenze.

Per questo vogliamo sottoscrivere un appello perché egli possa, con totale fiducia, continuare il suo lavoro, utile alla rinascita di istituzioni importanti come il Mart di Rovereto e di Ferrara Arte.

Per questo ti chiediamo di firmare questo documento e di condividerlo con i tuoi amici perché possano fare altrettanto.

Carlo Vulpio, Salvo Nugnes, Nino Ippolito, Sauro Moretti.