
Chiudere e trasformare l'Ilva di Taranto come Shougang Pechino
Il problema
La storia industriale dell’ex Ilva ha segnato profondamente la nostra terra, imponendo per troppo tempo un inaccettabile ricatto tra diritto alla salute e diritto al lavoro. Oggi Taranto non può più accontentarsi di soluzioni tampone o di transizioni infinite.
Sulla scia di grandi esempi internazionali di archeologia industriale riconvertita — come il celebre modello di Pechino (Shougang) — chiediamo un piano straordinario, finanziato con fondi pubblici statali ed europei, che preveda:
La chiusura definitiva degli impianti a ciclo pesante inquinanti e lo stop a qualsiasi produzione nociva per l'ambiente e per la salute umana.
La bonifica integrale e certificata di tutti i terreni, della falda acquifera e dell'area marina antistante, restituendo finalmente il mare e il territorio ai cittadini.
La salvaguardia e la transizione occupazionale garantita per tutti i lavoratori diretti e dell'indotto, impiegando le maestranze in prima linea nelle attività di bonifica, smantellamento e nella successiva fase di costruzione e gestione del nuovo polo.
La nascita di una grande Cittadella del Futuro, della Tecnologia, dell'Arte, delle Fiere e del Benessere, andando ben oltre i modelli esteri e realizzando un polo multifunzionale che includa:Un grande monumento commemorativo centrale, immerso in una vasta area verde, dedicato a tutte le vittime del lavoro e ai cittadini colpiti dai tumori, progettato fondendo le linee della modernità con i richiami alla storia della Magna Grecia, a perenne memoria e monito per il futuro.
Un grande progetto di architettura industriale e attrazione internazionale, valorizzando e riconvertendo i giganti di archeologia industriale in monumenti rigenerati del design, capaci di attrarre flussi turistici globali.
Grandi fiere internazionali e mondiali, riqualificando e riconvertendo le enormi coperture dei parchi minerari in spazi espositivi coperti unici al mondo, ideali per grandi eventi, esposizioni globali, concerti e summit internazionali.
Un polo universitario e di ricerca d'eccellenza dotato di facoltà strategiche e centri avanzati, tra cui una Scuola di Medicina e Infermieristica, un Centro d'Eccellenza per la Ricerca e lo Studio sui Tumori, dipartimenti di Archeologia, ingegneria ambientale e laboratori ad alta tecnologia.
Distretti dell'arte, del design e della manifattura digitale, con spazi espositivi, botteghe artigiane avanzate, residenze per artisti e laboratori di innovazione tecnologico-creativa.
Infrastrutture sportive all'avanguardia, spazi per il tempo libero, hotel e strutture ricettive per rilanciare il turismo culturale e d'affari.
Aree verdi estese, parchi urbani, laghi artificiali, canali navigabili e percorsi d'acqua comunicanti direttamente con il mare aperto — pensati per accogliere il passaggio libero di delfini e tartarughe marine —, ideali per il canottaggio, la nautica e gli sport acquatici, insieme a una grande cascata monumentale, creando un'oasi naturalistica senza eguali nello mar Ionio.
Spazi per la ristorazione, eventi e cultura, capaci di valorizzare le eccellenze del territorio e attrarre investimenti puliti e stabili.
Taranto merita di voltare pagina, passando da simbolo europeo del disagio industriale a capitale internazionale della rigenerazione ecologica, economica, sanitaria e sociale.
Firma la petizione per restituire Taranto ai tarantini.

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Il problema
La storia industriale dell’ex Ilva ha segnato profondamente la nostra terra, imponendo per troppo tempo un inaccettabile ricatto tra diritto alla salute e diritto al lavoro. Oggi Taranto non può più accontentarsi di soluzioni tampone o di transizioni infinite.
Sulla scia di grandi esempi internazionali di archeologia industriale riconvertita — come il celebre modello di Pechino (Shougang) — chiediamo un piano straordinario, finanziato con fondi pubblici statali ed europei, che preveda:
La chiusura definitiva degli impianti a ciclo pesante inquinanti e lo stop a qualsiasi produzione nociva per l'ambiente e per la salute umana.
La bonifica integrale e certificata di tutti i terreni, della falda acquifera e dell'area marina antistante, restituendo finalmente il mare e il territorio ai cittadini.
La salvaguardia e la transizione occupazionale garantita per tutti i lavoratori diretti e dell'indotto, impiegando le maestranze in prima linea nelle attività di bonifica, smantellamento e nella successiva fase di costruzione e gestione del nuovo polo.
La nascita di una grande Cittadella del Futuro, della Tecnologia, dell'Arte, delle Fiere e del Benessere, andando ben oltre i modelli esteri e realizzando un polo multifunzionale che includa:Un grande monumento commemorativo centrale, immerso in una vasta area verde, dedicato a tutte le vittime del lavoro e ai cittadini colpiti dai tumori, progettato fondendo le linee della modernità con i richiami alla storia della Magna Grecia, a perenne memoria e monito per il futuro.
Un grande progetto di architettura industriale e attrazione internazionale, valorizzando e riconvertendo i giganti di archeologia industriale in monumenti rigenerati del design, capaci di attrarre flussi turistici globali.
Grandi fiere internazionali e mondiali, riqualificando e riconvertendo le enormi coperture dei parchi minerari in spazi espositivi coperti unici al mondo, ideali per grandi eventi, esposizioni globali, concerti e summit internazionali.
Un polo universitario e di ricerca d'eccellenza dotato di facoltà strategiche e centri avanzati, tra cui una Scuola di Medicina e Infermieristica, un Centro d'Eccellenza per la Ricerca e lo Studio sui Tumori, dipartimenti di Archeologia, ingegneria ambientale e laboratori ad alta tecnologia.
Distretti dell'arte, del design e della manifattura digitale, con spazi espositivi, botteghe artigiane avanzate, residenze per artisti e laboratori di innovazione tecnologico-creativa.
Infrastrutture sportive all'avanguardia, spazi per il tempo libero, hotel e strutture ricettive per rilanciare il turismo culturale e d'affari.
Aree verdi estese, parchi urbani, laghi artificiali, canali navigabili e percorsi d'acqua comunicanti direttamente con il mare aperto — pensati per accogliere il passaggio libero di delfini e tartarughe marine —, ideali per il canottaggio, la nautica e gli sport acquatici, insieme a una grande cascata monumentale, creando un'oasi naturalistica senza eguali nello mar Ionio.
Spazi per la ristorazione, eventi e cultura, capaci di valorizzare le eccellenze del territorio e attrarre investimenti puliti e stabili.
Taranto merita di voltare pagina, passando da simbolo europeo del disagio industriale a capitale internazionale della rigenerazione ecologica, economica, sanitaria e sociale.
Firma la petizione per restituire Taranto ai tarantini.

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Petizione creata in data 16 settembre 2026