Chiudere e trasformare l'Ilva di Taranto come Shougang Pechino

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Raggiungiamo 100 firme!
Le petizioni con più di 1.000 sostenitori hanno 5 volte più possibilità di vincere!

Il problema

La storia industriale dell’ex Ilva ha segnato profondamente la nostra terra, imponendo per troppo tempo un inaccettabile ricatto tra diritto alla salute e diritto al lavoro. Oggi Taranto non può più accontentarsi di soluzioni tampone o di transizioni infinite.

​Sulla scia di grandi esempi internazionali di archeologia industriale riconvertita — come il celebre modello di Pechino (Shougang) — chiediamo un piano straordinario, finanziato con fondi pubblici statali ed europei, che preveda:

​La chiusura definitiva degli impianti a ciclo pesante inquinanti e lo stop a qualsiasi produzione nociva per l'ambiente e per la salute umana.
​La bonifica integrale e certificata di tutti i terreni, della falda acquifera e dell'area marina antistante, restituendo finalmente il mare e il territorio ai cittadini.
​La salvaguardia e la transizione occupazionale garantita per tutti i lavoratori diretti e dell'indotto, impiegando le maestranze in prima linea nelle attività di bonifica, smantellamento e nella successiva fase di costruzione e gestione del nuovo polo.
​La nascita di una grande Cittadella del Futuro, della Tecnologia, dell'Arte, delle Fiere e del Benessere, andando ben oltre i modelli esteri e realizzando un polo multifunzionale che includa:​Un grande monumento commemorativo centrale, immerso in una vasta area verde, dedicato a tutte le vittime del lavoro e ai cittadini colpiti dai tumori, progettato fondendo le linee della modernità con i richiami alla storia della Magna Grecia, a perenne memoria e monito per il futuro.
​Un grande progetto di architettura industriale e attrazione internazionale, valorizzando e riconvertendo i giganti di archeologia industriale in monumenti rigenerati del design, capaci di attrarre flussi turistici globali.
​Grandi fiere internazionali e mondiali, riqualificando e riconvertendo le enormi coperture dei parchi minerari in spazi espositivi coperti unici al mondo, ideali per grandi eventi, esposizioni globali, concerti e summit internazionali.
​Un polo universitario e di ricerca d'eccellenza dotato di facoltà strategiche e centri avanzati, tra cui una Scuola di Medicina e Infermieristica, un Centro d'Eccellenza per la Ricerca e lo Studio sui Tumori, dipartimenti di Archeologia, ingegneria ambientale e laboratori ad alta tecnologia.
​Distretti dell'arte, del design e della manifattura digitale, con spazi espositivi, botteghe artigiane avanzate, residenze per artisti e laboratori di innovazione tecnologico-creativa.
​Infrastrutture sportive all'avanguardia, spazi per il tempo libero, hotel e strutture ricettive per rilanciare il turismo culturale e d'affari.
​Aree verdi estese, parchi urbani, laghi artificiali, canali navigabili e percorsi d'acqua comunicanti direttamente con il mare aperto — pensati per accogliere il passaggio libero di delfini e tartarughe marine —, ideali per il canottaggio, la nautica e gli sport acquatici, insieme a una grande cascata monumentale, creando un'oasi naturalistica senza eguali nello mar Ionio. 
​Spazi per la ristorazione, eventi e cultura, capaci di valorizzare le eccellenze del territorio e attrarre investimenti puliti e stabili.
​Taranto merita di voltare pagina, passando da simbolo europeo del disagio industriale a capitale internazionale della rigenerazione ecologica, economica, sanitaria e sociale.

​Firma la petizione per restituire Taranto ai tarantini.

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Giuseppe OmmaPromotore della petizione

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