PERCHE’ DICIAMO NO ALLE ARCHEO STAZIONI. 2


SI ALLA METRO, MA NON COSI’. Non solo l'Archeostazione di Chiesa Nuova, ma anche quella di Castel Sant’Angelo va ripensata, dichiarando formalmente una “moratoria” per una soluzione costruttiva alternativa . La Soprintendenza prevede che “i contesti e le strutture archeologiche” eventualmente rinvenuti nel corso dello scavo archeologico e parzialmente collocate nel piano espositivo, siano rapportati alla “fullonica” o lavanderia, rinvenuta durante gli scavi di Piazza Pia, da posizionare nei giardini all’aperto. Si tratta di una operazione di decontestualizzazione, come affermato e denunciato da Filippo Coarelli, il 14 agosto 2024 subito dopo il ritrovamento, nella conferenza stampa di Italia Nostra "Roma e l’archeologia tradita”.
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Castel Sant’Angelo, come Chiesa Nuova, si chiama dunque, "Archeostazione" ma, ..come le altre "Archeostazioni" realizzate nelle fermate della Metro C, … è una realtà artificiale creata ex novo distruggendo e manomettendo il contesto archeologico incontrato durante gli scavi. Le quote e i livelli non sono quelli originali e i reperti, isolati dal contesto originale, sono esposti con una modalità puramente "antiquaria" e non "archeologica". (Giacomo Pani, nel corso del Sit-in svoltosi il 21 marzo scorso in Piazza della Moretta).
La Stazione di Castel Sant’Angelo, come quella della Chiesa Nuova, impone dunque una variante progettuale. Non solo per l’impatto paesaggistico, storico-culturale e per gli eventuali e sempre possibili danni alle strutture antiche, causati dalle vibrazioni e dagli scavi necessari alla costruzione della struttura scatolare in cemento armato (otto piani interrati compreso il solaio di copertura, di 84x28x44 metri-113m cubi circa), che va dal Lungotevere Vaticano fin oltre il Passetto, ma perché questo faraonico manufatto deve essere ridimensionato e riportato alla funzionalità’ di una pura logica di infrastruttura di trasporto, senza infingimenti e mistificazioni, il che impone di trovare soluzioni più rispettose di un bene culturale, patrimonio universale UNESCO, la cui tutela deve rappresentare un imperativo categorico per tutte le istituzioni coinvolte.