Petition updateCHIESA NUOVA OGGI! SUBITO UNA VARIANTE COSTRUTTIVA DELLE ARCHEO STAZIONI!

PERCHE’ DICIAMO NO ALLE ARCHEO STAZIONI. 2

Luisa PlazziRoma, Italy
Apr 1, 2026

SI ALLA METRO, MA NON COSI’. Non solo l'Archeostazione di Chiesa Nuova,  ma anche quella di Castel Sant’Angelo va ripensata, dichiarando formalmente una “moratoria” per una soluzione costruttiva alternativa . La Soprintendenza prevede che  “i contesti e le strutture archeologiche” eventualmente rinvenuti nel corso dello scavo archeologico e parzialmente collocate nel piano espositivo, siano rapportati  alla  “fullonica” o lavanderia, rinvenuta durante gli scavi di Piazza Pia, da posizionare nei giardini all’aperto. Si tratta di una operazione  di decontestualizzazione, come affermato e denunciato  da Filippo Coarelli, il 14 agosto 2024 subito dopo il ritrovamento, nella conferenza stampa di Italia Nostra "Roma e l’archeologia tradita”. 
https://www.youtube.com/watchv=f11msDSfaKk 

Castel Sant’Angelo, come Chiesa Nuova, si chiama dunque, "Archeostazione" ma, ..come le altre "Archeostazioni" realizzate nelle fermate della Metro C, … è una realtà artificiale creata ex novo distruggendo e manomettendo il contesto archeologico incontrato durante gli scavi. Le quote e i livelli non sono quelli originali e i reperti, isolati dal contesto originale, sono esposti con una modalità puramente "antiquaria" e non "archeologica". (Giacomo Pani, nel corso del  Sit-in svoltosi il 21 marzo scorso in Piazza della Moretta). 

La Stazione di Castel Sant’Angelo, come quella della Chiesa Nuova, impone dunque una variante progettuale. Non solo per l’impatto paesaggistico, storico-culturale e per gli eventuali e sempre possibili danni alle strutture antiche, causati dalle vibrazioni e dagli scavi necessari alla costruzione della struttura scatolare in cemento armato (otto piani interrati compreso il solaio di copertura, di 84x28x44 metri-113m cubi circa), che va dal Lungotevere Vaticano fin oltre il Passetto, ma perché questo faraonico manufatto deve essere ridimensionato e riportato alla funzionalità’ di una pura logica di infrastruttura di trasporto, senza infingimenti e mistificazioni, il che impone di trovare soluzioni più rispettose di un bene culturale, patrimonio universale UNESCO, la cui tutela deve  rappresentare un imperativo categorico per tutte le istituzioni coinvolte. 

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