Chiediamo la modifica del Decreto Bernini per Garantire l'Eguaglianza

Il problema

Tanti di noi sono studenti e lavoratori che patirebbero le avverse implicazioni delle regole rigide del Decreto Bernini. Al di là delle nostre esperienze personali, migliaia di studenti delle diverse università telematiche sarebbero angosciati e costretti ad escludersi o cercare soluzioni estere comunque validabili nel nostro paese, contribuendo così a perpetuare la vecchiaia dei metodi di studio e verifiche di profitto antiquate.

Il Decreto Bernini ostacola la flessibilità di tutte le università telematiche e, attraverso la rimozione degli esami online e l'obbligo delle lezioni in diretta (nella misura di un quinto delle stesse), si contribuirebbe alla rinuncia di tanti studenti agli studi a causa del lavoro, delle distanze delle sedi, dei propri impegni personali/familiari e delle proprie condizioni di salute, psicologiche, fisiche, sociali ed economiche. Le istituzioni ancora non hanno capito che, soprattutto per i lavoratori nel privato, per i diritti si fa ancora fatica a farseli riconoscere.

Il Decreto dovrebbe essere modificato per garantire diritti equi ai lavoratori-studenti, non bandendo ma estendendo le intere modalità telematiche anche alle università tradizionali. Esistono le tecnologie necessarie per minimizzare i rischi di copia (per esempio il proctoring live, usati già da diversi enti certificatori europei ed extra-europei, e tutte le misure già in vigore molto efficaci date le diverse testimonianze di colleghi a cui sono stati annullati degli esami).

L'università telematica ha dimostrato il proprio valore durante la pandemia Covid. Secondo un rapporto del MIUR, circa 60.000 studenti hanno scelto le università telematiche durante l'emergenza sanitaria, rivelando il loro fondamentale ruolo nel sistema universitario italiano (MIUR, 2020). Preme far riflettere sull’incremento delle iscrizioni alle telematiche e ai maggiori introiti che hanno registrato: la gente è stata disposta a pagare per la flessibilità delle modalità e non perché è più facile. Anche noi studenti delle telematiche studiamo mesi, magari di notte, per un solo esame.

Il pregiudizio esistente contro l'università telematica non può essere una giustificazione per ostacolare l'accesso alla formazione a distanza, come per gli esami che, in realtà, nella loro modalità offrono equità al merito eliminando i pareri e pregiudizi soggettivi dei docenti. Ricordiamo che le possibilità di copiatura sono possibili anche in presenza, come da recente prova fornita da UniFerrara che ha annullato esami svolti in presenza proprio per sospetti di plagio, anche a discapito di chi sicuramente è stato onesto.

Uniamo le nostre voci in questo petizione per chiedere la modifica del Decreto Bernini, garantendo a tutti gli studenti e, soprattutto, a studenti-lavoratori che devono mantenerei da soli, l'opportunità di godere di un accesso equo all'istruzione.

Firmate la petizione e sostenete la causa.

avatar of the starter
Rosario DMPromotore della petizione

3100

Il problema

Tanti di noi sono studenti e lavoratori che patirebbero le avverse implicazioni delle regole rigide del Decreto Bernini. Al di là delle nostre esperienze personali, migliaia di studenti delle diverse università telematiche sarebbero angosciati e costretti ad escludersi o cercare soluzioni estere comunque validabili nel nostro paese, contribuendo così a perpetuare la vecchiaia dei metodi di studio e verifiche di profitto antiquate.

Il Decreto Bernini ostacola la flessibilità di tutte le università telematiche e, attraverso la rimozione degli esami online e l'obbligo delle lezioni in diretta (nella misura di un quinto delle stesse), si contribuirebbe alla rinuncia di tanti studenti agli studi a causa del lavoro, delle distanze delle sedi, dei propri impegni personali/familiari e delle proprie condizioni di salute, psicologiche, fisiche, sociali ed economiche. Le istituzioni ancora non hanno capito che, soprattutto per i lavoratori nel privato, per i diritti si fa ancora fatica a farseli riconoscere.

Il Decreto dovrebbe essere modificato per garantire diritti equi ai lavoratori-studenti, non bandendo ma estendendo le intere modalità telematiche anche alle università tradizionali. Esistono le tecnologie necessarie per minimizzare i rischi di copia (per esempio il proctoring live, usati già da diversi enti certificatori europei ed extra-europei, e tutte le misure già in vigore molto efficaci date le diverse testimonianze di colleghi a cui sono stati annullati degli esami).

L'università telematica ha dimostrato il proprio valore durante la pandemia Covid. Secondo un rapporto del MIUR, circa 60.000 studenti hanno scelto le università telematiche durante l'emergenza sanitaria, rivelando il loro fondamentale ruolo nel sistema universitario italiano (MIUR, 2020). Preme far riflettere sull’incremento delle iscrizioni alle telematiche e ai maggiori introiti che hanno registrato: la gente è stata disposta a pagare per la flessibilità delle modalità e non perché è più facile. Anche noi studenti delle telematiche studiamo mesi, magari di notte, per un solo esame.

Il pregiudizio esistente contro l'università telematica non può essere una giustificazione per ostacolare l'accesso alla formazione a distanza, come per gli esami che, in realtà, nella loro modalità offrono equità al merito eliminando i pareri e pregiudizi soggettivi dei docenti. Ricordiamo che le possibilità di copiatura sono possibili anche in presenza, come da recente prova fornita da UniFerrara che ha annullato esami svolti in presenza proprio per sospetti di plagio, anche a discapito di chi sicuramente è stato onesto.

Uniamo le nostre voci in questo petizione per chiedere la modifica del Decreto Bernini, garantendo a tutti gli studenti e, soprattutto, a studenti-lavoratori che devono mantenerei da soli, l'opportunità di godere di un accesso equo all'istruzione.

Firmate la petizione e sostenete la causa.

avatar of the starter
Rosario DMPromotore della petizione
Sostieni ora

3100


Voci dei sostenitori

Aggiornamenti sulla petizione