
Riceviamo dall'Associazione Pro Natura Alta Valsusa il seguente comunicato
Comunicato Stampa n. 03 del 19/04/2024
L’appello del Questore di Torino, Vincenzo Ciarambino, ad infrangere il muro del silenzio che protegge la ‘ndrangheta, ha avuto più risonanza ... in Calabria che in Piemonte.
L’inchiesta giudiziaria Echidna, ha condotto all’arresto di esponenti della ‘ndrangheta di Brandizzo con collegamenti diffusi nella provincia di Torino fra cui la Val di Susa, per varie imputazioni (estorsione, corruzione, ecc.) relative, fra l’altro, agli appalti per le opere di “manutenzione” dell’autostrada Torino- Bardonecchia. E' però passato pressoché inosservato (almeno in Piemonte e soprattutto nell’area direttamente interessata da queste attività criminale, cioè la Val di Susa) l’appello lanciato dal Questore di Torino, Vincenzo Ciarambino, alle Amministrazioni pubbliche ed ai cittadini tutti. L'appello del Questore è rompere il muro del silenzio che si stende intorno al crimine organizzato nel nostro territorio. Parlando, il 10 Aprile scorso, alla 172° festa della Polizia, constatato che “la ‘ndrangheta è radicata in questa provincia (Torino) con sostegni e presenze quasi pari ai livelli registrati nelle terre di origine”, il Questore ha infatti esortato tutti, ma soprattutto le amministrazioni pubbliche che “ricevono le informazioni e compongono le liste elettorali” ad “attivarsi, non solo quando sente la percettibile puzza del marcio emessa dalla criminalità, ma anche quando l’illecito è inodore, insapore, ma poi ti pervade e provoca la morte”. Curiosamente, ma vorremo dire anche sciaguratamente, ed a dimostrazione di quanto un appello di questo tipo fosse e sia necessario, esso non è stato ripreso da nessun organo di stampa, cartaceo o on-line , dell’area torinese, bensì solo da una testata locale....calabrese. Il Corriere della Calabria, appunto («In provincia di Torino la ‘ndrangheta è radicata e ha sostegni quasi come in Calabria» corrieredellacalabria.it). Un silenzio, quello dei media torinesi, che fa sorgere il dubbio, non la certezza ma per lo meno il dubbio, che il Questore Ciarambino possa essersi sbagliato, ma non per eccesso, bensì per difetto. Ovvero che i “sostegni e presenze” di cui la ‘ndrangheta gode nell’area torinese siano non “quasi pari” a quelli di cui gode in Calabria, ma addirittura superiori. Preso tristemente atto di ciò, ci auguriamo comunque che quegli amministratori cui il Questore si è rivolto, siano di qui in poi più pronti, attenti e disponibili a fornire il “contributo informativo” che è stato loro richiesto. Sempre dalla Calabria giunge poi, proprio in questi giorni, un’altra notizia. Il CSM ha nominato nuovo Procuratore capo di Torino il dott. Giovanni Bombardieri. Calabrese, di Riace, Bombardieri è stato sostituto procuratore della Dda di Roma fino al 2012, poi procuratore aggiunto di Catanzaro, poi procuratore a Reggio Calabria. In questi diversi incarichi, il dott. Bombardieri ha svolto indagini ed ottenuto significativi successi nella lotta alla criminalità organizzata di origine calabrese.
Ci auguriamo che ciò possa ripetersi in quell’angolo distaccato di Aspromonte che è diventata, molto tristemente e non da ieri, la Val di Susa.