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L’Agenzia per la protezione ambientale degli Stati Uniti (Epa) ha annunciato di aver fissato limiti molto bassi (praticamente lo ZERO TECNICO) per la presenza nelle acque potabili di sei molecole del gruppo dei Pfas.
Per le due molecole collegate a forme tumorali (il Pfoa, cancerogeno per l’uomo e il Pfos, possibile cancerogeno) il limite fissato dall’Epa è pari allo zero tecnico. Con questo provvedimento, l’agenzia Usa prevede che nei prossimi anni si eviterà l’esposizione di circa cento milioni di persone ai Pfas nell’acqua potabile, prevenendo migliaia di decessi attribuibili a queste sostanze.
Unione europea e Italia, invece, restano indietro. Eppure in Veneto siamo di fronte a uno dei più grandi casi di contaminazione da Pfas al mondo e Greenpeace Italia ha dimostrato la presenza di queste sostanze anche nei corsi d’acqua della Toscana e nelle acque potabili di diversi comuni della Lombardia e del Piemonte (in particolare zona di Alessandria e Valle di Susa), a concentrazioni che, da oggi, negli Stati Uniti sono considerate assolutamente pericolose.
Il piano strategico made in Usa – L’Epa ha stabilito limiti molto bassi, oltre che per Pfos e Pfoa, anche per Pfhxs, Pfna e Hfpo-da, altrimenti noto come GenX Chemicals, ma anche un limite per le miscele di due o più di questi ultimi tre Pfas, nonché del Pfbs, che negli anni le industrie hanno iniziato a utilizzare in sostituzione del Pfos per tante applicazioni.
Questa misura fa parte della Pfas Strategic Roadmap dell’Epa. Il governo degli Stati Uniti sta investendo nove miliardi di dollari, la somma più alta messa mai a disposizione sul fronte degli inquinanti eterni. Saranno utilizzati per consentire alle comunità a far fronte alle situazioni di inquinamento dell’acqua potabile da Pfas e altri contaminanti emergenti. A queste risorse, vanno aggiunti i 12 miliardi di dollari stanziati per migliorare la qualità dell’acqua potabile in generale, obiettivo che include la lotta ai Pfas, anche di ultima generazione. “L’acqua potabile contaminata da Pfas ha afflitto le comunità di questo Paese per troppo tempo. Ecco perché dobbiamo fare della lotta ai Pfas una priorità assoluta, investendo risorse storiche per affrontare queste sostanze chimiche dannose e proteggere le comunità a livello nazionale” ha spiegato l’amministratore dell’Epa, Michael Regan.
Cosa accade in Europa?
Nel frattempo, le misure prese dall’Unione europea sono di tutt’altro tenore. Se il regolamento sugli imballaggi in via di approvazione prevede il divieto di Pfas a contatto con gli alimenti (negli Usa le aziende hanno di recente dato seguito a un accordo per interromperne l’uso), proprio in questi giorni il Parlamento di Bruxelles ha confermato l’intesa politica con i governi per rivedere le norme in materia di gestione delle acque. La presenza di inquinanti chimici nelle acque, Pfas compresi, sarà “rigorosamente monitorata”, ma non è previsto alcun divieto o obbligo specifico. Verrà introdotto un divieto di produzione solo di alcune di queste sostanze, ovvero Pfos e Pfoa. Il che non equivale a un divieto anche dell'USO. Il percorso per arrivare a toglierle ovunque sarà perciò ancora lungo, ci vorranno anni.
CIO' E' MOLTO GRAVE!
Per tutte le altre sostanze (circa 14mila secondo l’Environmental protection agency e sei milioni secondo PubChem) esistono delle soglie, fissate a livello europeo nel 2006, e ritenute insufficienti per tutelare la salute. A febbraio 2023, cinque Paesi europei (Danimarca, Germania, Svezia, Paesi Bassi e Norvegia) hanno presentato all’Echa, l’Agenzia europea che si occupa della regolamentazione delle sostanze chimiche prodotte e immesse in commercio, una proposta di revisione del Regolamento Reach del 2006 per la messa al bando.
Nel 2020, come ormai sappiamo l’Europa ha poi adottato una direttiva (attuata in Italia nel 2023) che entrerà in vigore solo nel 2026: il limite per la presenza di Pfas nell’acqua diventa di cento nanogrammi per litro per la somma di venti Pfas (24 in Italia), e cinquecento nanogrammi per tutti i Pfas (gli oltre 10mila).
Del tutto insoddisfacente! Su base scientifico-sanitaria anzitutto. Poi anche per l'assenza della volontà politica di cambiare davvero direzione, tutelando seriamente la salute di tutti noi.
Da ultimo RICORDIAMO l'appuntamento di Giovedì 18 Aprile alle 20:30 ad Avigliana all'Auditorium Bertotto, Via cavalieri di Vittorio Veneto 3:
"Puoi fidarti dell'acqua di SMAT?"
ASSEMBLEA PUBBLICA con Greenpeace Piemonte, Associazione Anemos, ISDE Italia/Associazione Medici per l'Ambiente, Associazione AcquaSicura, Enzo Ferrara.
(Parte del comunicato prende riferimento dall'articolo di Luisiana Gaita sul Fatto Quotidiano di oggi)