Le mostre di Hermann Nitsch istigano alla violenza sugli animali

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Sedi istituzionali ed organi di comunicazione continuano a promuovere l'opera di questo sopravvalutato artista come se fosse giusto utilizzare animali morti per il divertimento del pubblico. I critici, che omettono i particolari violenti della sua opera osannandola a fini commerciali, spesso sono stipendiati dagli enti che organizzano le sue mostre e quindi in conflitto di interesse.

Chi è Hermann Nitsch?
È un artista austriaco considerato uno dei massimi esponenti dell’Azionismo viennese.

Qual è lo scopo della sua arte?
Insinuarsi nel subconscio del singolo colpendolo con immagini di animali sanguinanti e sacrificati in croce, ebbrezza, nudità e sangue. In questi giochi rituali, che durano diversi giorni, si incitano gruppi di persone a squartare animali, a tirarne fuori le viscere e a calpestarle, a imbrattare di sangue delle persone crocifisse e a unirsi in un rito collettivo di frenesia, basato su riti liturgici e sacri.

Nitsch si difende affermando che nelle sue performance impiega soltanto carcasse di animali già morti, macellati nella sua fattoria. Espone anche il suo punto di vista che risulta molto affine a quello degli animalisti, condannando il processo di industrializzazione degli allevamenti.

Ma forse bisognerebbe ricordargli la “Dichiarazione universale dei diritti degli animali" dell'UNESCO del 1978.

Articolo 10
a) Nessun animale deve essere usato per il divertimento dell'uomo.
b) Le esibizioni di animali e gli spettacoli che utilizzano degli animali sono incompatibili con la dignità dell'animale.

Articolo 11
Ogni atto che comporti l'uccisione di un animale senza necessità è un biocidio, cioè un delitto contro la vita.

Articolo 13
a) L'animale morto deve essere trattato con rispetto.
b) Le scene di violenza di cui gli animali sono vittime devono essere proibite al cinema e alla televisione, a meno che non abbiano come fine di mostrare un attentato ai diritti dell'animale.

Noi non ci stiamo! Non è così che si sensibilizza al rispetto della vita. Questa è violenza fine a se stessa.

Già ZAC di Palermo - Zisa Zona Arti Contemporanee del Comune di Palermo - volle portare in mostra questo “Artista” il 10 di Luglio 2015, giorno in cui guarda caso iniziava il Festino di S.Rosalia. Il Comune di Palermo, promotore della mostra, sponsorizzata dall'Elenka Spa, si dilettava con il Sacro ed il Profano, e con la violenza sugli animali per far parlare di sè.

Ma noi non ci stiamo!

NO alla promozione della violenza
NO agli "Artisti" creatori dello stesso male su cui vogliono fare riflettere
SI agli Artisti che documentano la realtà della violenza senza procurarne ulteriormente.
SI agli Artisti che creano bellezza perché il bene genera bene.

(testo di Nicolina La Ciura e Antonio Leto)



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