Chiediamo chiarezza sulla morte dell’Orso Juan Carrito


Chiediamo chiarezza sulla morte dell’Orso Juan Carrito
Il problema
Juan Carrito.
Morto investito di notte su una strada statale, in Abruzzo.
L’ultimo di una lunga serie di orsi, di lupi, che troppo spesso, nell’area del Parco Nazionale d’Abruzzo, finiscono in modo tragico la loro esistenza.
A quasi un mese dalla sua morte, ci sono ancora molti punti oscuri sulla vicenda.
In un rimpallo di responsabilità tipicamente italiano, non è ancora chiaro se in futuro verranno presi provvedimenti efficaci per cercare di risolvere le tantissime problematiche emerse, tra cui:
1) Il controllo rigoroso dei limiti di velocità sulle strade del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, e PROVVEDIMENTI SEVERI per i trasgressori: multe salate, punti in meno sulla patente e ogni altro mezzo che possa scoraggiare comportamenti “poco prudenti” da parte degli automobilisti.
2)L’individuazione di aree REALMENTE PROTETTE dove gli animali possano vivere secondo la loro natura: non più star social con pagine dedicate e followers, non più orsetti confidenti attratti dall’uomo per puro divertimento o peggio per farne un richiamo per turisti.
3) Il RISPETTO della natura “SELVATICA” degli animali, dei loro ritmi di vita naturali, la salvaguardia della loro integrità messa a rischio anche dal difficile rapporto con gli allevatori, evidentemente preoccupati per le incursioni notturne che mettono a repentaglio gli animali, come è avvenuto nel caso dell’orso Carrito e come avviene anche nel caso dei lupi.
4) La SUPERVISIONE DELLE ISTITUZIONI STATALI su quanto avviene nel Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise.
L’orso Carrito è stato cremato e il silenzio sta scendendo sull’intera vicenda.
Ma ad oggi cosa è cambiato?
Quali provvedimenti sono stati presi per esaminare a 360 gradi le tante problematiche?
Cosa si sta facendo per scongiurare che la tragica fine di Juan Carrito, (morto tra atroci sofferenze mentre le macchine continuavano a circolare davanti al suo muso agonizzante e i cellulari riprendevano la sua agonia), possa ripetersi ancora e ancora.
Cosa si sta facendo perché la prossima volta non si parli ancora di “tragica fatalità”?
Chiediamo che il silenzio non scenda sulla vicenda.
Chiediamo che venga fatta chiarezza sui tanti punti oscuri, che vengano presi provvedimenti seri ed efficaci, chiediamo che venga data comunicazione pubblica degli stessi.
Chiediamo che il Ministero dell’Ambiente e la stessa Presidenza del Consiglio intervengano direttamente per cercare di risolvere un problema che non è solo di chi, come noi, ama gli animali, ma che riguarda la tutela di un patrimonio faunistico raro, delicato e unico in Italia e nel mondo.
Grazie a quanti continueranno a lottare per la dignità di Juan Carrito, prezioso orsetto che avrebbe avuto diritto ad una vita decorosa di animale selvatico e non ad essere trasformato in una favola disneyana dal finale tragico.
Valeria Core

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Il problema
Juan Carrito.
Morto investito di notte su una strada statale, in Abruzzo.
L’ultimo di una lunga serie di orsi, di lupi, che troppo spesso, nell’area del Parco Nazionale d’Abruzzo, finiscono in modo tragico la loro esistenza.
A quasi un mese dalla sua morte, ci sono ancora molti punti oscuri sulla vicenda.
In un rimpallo di responsabilità tipicamente italiano, non è ancora chiaro se in futuro verranno presi provvedimenti efficaci per cercare di risolvere le tantissime problematiche emerse, tra cui:
1) Il controllo rigoroso dei limiti di velocità sulle strade del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, e PROVVEDIMENTI SEVERI per i trasgressori: multe salate, punti in meno sulla patente e ogni altro mezzo che possa scoraggiare comportamenti “poco prudenti” da parte degli automobilisti.
2)L’individuazione di aree REALMENTE PROTETTE dove gli animali possano vivere secondo la loro natura: non più star social con pagine dedicate e followers, non più orsetti confidenti attratti dall’uomo per puro divertimento o peggio per farne un richiamo per turisti.
3) Il RISPETTO della natura “SELVATICA” degli animali, dei loro ritmi di vita naturali, la salvaguardia della loro integrità messa a rischio anche dal difficile rapporto con gli allevatori, evidentemente preoccupati per le incursioni notturne che mettono a repentaglio gli animali, come è avvenuto nel caso dell’orso Carrito e come avviene anche nel caso dei lupi.
4) La SUPERVISIONE DELLE ISTITUZIONI STATALI su quanto avviene nel Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise.
L’orso Carrito è stato cremato e il silenzio sta scendendo sull’intera vicenda.
Ma ad oggi cosa è cambiato?
Quali provvedimenti sono stati presi per esaminare a 360 gradi le tante problematiche?
Cosa si sta facendo per scongiurare che la tragica fine di Juan Carrito, (morto tra atroci sofferenze mentre le macchine continuavano a circolare davanti al suo muso agonizzante e i cellulari riprendevano la sua agonia), possa ripetersi ancora e ancora.
Cosa si sta facendo perché la prossima volta non si parli ancora di “tragica fatalità”?
Chiediamo che il silenzio non scenda sulla vicenda.
Chiediamo che venga fatta chiarezza sui tanti punti oscuri, che vengano presi provvedimenti seri ed efficaci, chiediamo che venga data comunicazione pubblica degli stessi.
Chiediamo che il Ministero dell’Ambiente e la stessa Presidenza del Consiglio intervengano direttamente per cercare di risolvere un problema che non è solo di chi, come noi, ama gli animali, ma che riguarda la tutela di un patrimonio faunistico raro, delicato e unico in Italia e nel mondo.
Grazie a quanti continueranno a lottare per la dignità di Juan Carrito, prezioso orsetto che avrebbe avuto diritto ad una vita decorosa di animale selvatico e non ad essere trasformato in una favola disneyana dal finale tragico.
Valeria Core

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Petizione creata in data 24 gennaio 2023