Chiediamo alle Regioni di impugnare il Dl Sicurezza alla Corte Costituzionale

Il problema

Appello alle Regioni a guida progressista: sollecitazione a ricorrere alla Corte Costituzionale contro il Decreto Sicurezza

Alla cortese attenzione dei Presidenti delle Regioni
Emilia-Romagna, Toscana, Puglia, Campania, Umbria e Sardegna

Gentili Presidenti,

con il presente appello desideriamo rivolgerci alle vostre Istituzioni affinché valutiate con urgenza e responsabilità l’opportunità di presentare ricorso in via principale alla Corte Costituzionale contro il recente Decreto Sicurezza, convertito in legge dal Governo.

Tale decreto, come evidenziato da numerosi giuristi, costituzionalisti, magistrati e associazioni della società civile, presenta rilevanti profili di possibile incostituzionalità, in particolare per quanto riguarda:

  • l’uso improprio e reiterato del decreto-legge in assenza dei requisiti di “necessità e urgenza” previsti dall’art. 77 della Costituzione;
  • la compressione di libertà fondamentali garantite dalla Carta (libertà di manifestazione, di espressione, di riunione, art. 17 e 21 Cost.);
  • l’introduzione di fattispecie penali e aggravanti vaghe, sproporzionate e potenzialmente discriminatorie;
  • il rischio di violazione del principio di uguaglianza (art. 3), della funzione rieducativa della pena (art. 27) e dei vincoli derivanti dagli obblighi internazionali e dal diritto dell’Unione Europea (art. 117)

Le Regioni hanno, ai sensi della Costituzione, la facoltà e il dovere di intervenire qualora siano lesi i principi fondamentali dello Stato democratico o siano compromesse competenze dirette. Il ricorso alla Consulta, in quanto strumento di garanzia costituzionale, rappresenta non un atto di ostilità politica, bensì di alta responsabilità istituzionale.

Siamo consapevoli della delicatezza del momento politico e sociale che il Paese attraversa, ma è proprio nei momenti di maggiore tensione che le istituzioni devono dimostrarsi fedeli custodi della legalità costituzionale.

Nel rispetto della vostra autonomia e delle prerogative regionali, chiediamo con fermezza e fiducia che le vostre amministrazioni si attivino nei termini previsti per valutare la presentazione di un ricorso alla Corte Costituzionale.

Certi della vostra attenzione, porgiamo i nostri più cordiali saluti.

 


Chiediamo alle Regioni di impugnare il Dl Sicurezza alla Corte Costituzionale per proteggere la nostra Costituzione e i diritti dei cittadini. La vostra firma può fare la differenza.

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Salvatore BorzellinoPromotore della petizione

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Il problema

Appello alle Regioni a guida progressista: sollecitazione a ricorrere alla Corte Costituzionale contro il Decreto Sicurezza

Alla cortese attenzione dei Presidenti delle Regioni
Emilia-Romagna, Toscana, Puglia, Campania, Umbria e Sardegna

Gentili Presidenti,

con il presente appello desideriamo rivolgerci alle vostre Istituzioni affinché valutiate con urgenza e responsabilità l’opportunità di presentare ricorso in via principale alla Corte Costituzionale contro il recente Decreto Sicurezza, convertito in legge dal Governo.

Tale decreto, come evidenziato da numerosi giuristi, costituzionalisti, magistrati e associazioni della società civile, presenta rilevanti profili di possibile incostituzionalità, in particolare per quanto riguarda:

  • l’uso improprio e reiterato del decreto-legge in assenza dei requisiti di “necessità e urgenza” previsti dall’art. 77 della Costituzione;
  • la compressione di libertà fondamentali garantite dalla Carta (libertà di manifestazione, di espressione, di riunione, art. 17 e 21 Cost.);
  • l’introduzione di fattispecie penali e aggravanti vaghe, sproporzionate e potenzialmente discriminatorie;
  • il rischio di violazione del principio di uguaglianza (art. 3), della funzione rieducativa della pena (art. 27) e dei vincoli derivanti dagli obblighi internazionali e dal diritto dell’Unione Europea (art. 117)

Le Regioni hanno, ai sensi della Costituzione, la facoltà e il dovere di intervenire qualora siano lesi i principi fondamentali dello Stato democratico o siano compromesse competenze dirette. Il ricorso alla Consulta, in quanto strumento di garanzia costituzionale, rappresenta non un atto di ostilità politica, bensì di alta responsabilità istituzionale.

Siamo consapevoli della delicatezza del momento politico e sociale che il Paese attraversa, ma è proprio nei momenti di maggiore tensione che le istituzioni devono dimostrarsi fedeli custodi della legalità costituzionale.

Nel rispetto della vostra autonomia e delle prerogative regionali, chiediamo con fermezza e fiducia che le vostre amministrazioni si attivino nei termini previsti per valutare la presentazione di un ricorso alla Corte Costituzionale.

Certi della vostra attenzione, porgiamo i nostri più cordiali saluti.

 


Chiediamo alle Regioni di impugnare il Dl Sicurezza alla Corte Costituzionale per proteggere la nostra Costituzione e i diritti dei cittadini. La vostra firma può fare la differenza.

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Salvatore BorzellinoPromotore della petizione

I decisori

Presidenti delle Regioni Emilia-Romagna, Toscana, Puglia, Campania, Umbria e Sardegna
Presidenti delle Regioni Emilia-Romagna, Toscana, Puglia, Campania, Umbria e Sardegna

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