Chiediamo ai sindaci di Brescia di non concedere spazi pubblici al comitato “Remigrazione”

Firmatari recenti
Angelica Lo Vecchio e altri 10 hanno firmato di recente.

Il problema

APPELLO AI SINDACI DEI COMUNI DI BRESCIA E PROVINCIA
a non concedere spazi pubblici ai comitati di “Remigrazione e riconquista”
L’istituto della “Remigrazione”, inventato dalla destra neofascista e affidato ad un progetto di legge di iniziativa
popolare, serve a fondare un nuovo quadro legislativo che consenta la deportazione nei paesi d’origine di tutti
gli immigrati presenti sul suolo italiano, sia di coloro che sono in regola con le leggi vigenti, sia di quanti non lo
sono, in ragione dell’aberrante teorema suprematista secondo cui il migrante corromperebbe la purezza della
“stirpe italica”, delle “nostre tradizioni”, della “nostra cultura”, dei “nostri valori”.
Il concetto e l’apparato normativo che lo sostiene è molto chiaro: se ne devono andare tutti dall’Italia e va
impedito, a norma di legge, che altri possano entrarvi.
Il tentativo in atto persegue l’ambizione delirante di liquidare la democrazia, amputare la Costituzione e
radicare nel paese una cultura razzista di massa.
� Gli immigrati presenti in Italia sono tra 5 milioni e mezzo e 6 milioni (circa il 10% della popolazione italiana)
� Circa il 70% è fatto da non comunitari
� A Brescia e provincia sono oltre 155 mila, provenienti da oltre 200 paesi del mondo
� La gran parte di essi è occupata nella siderurgia, nella meccanica, nel commercio, nell’agroalimentare, nelle
materie plastiche, nell’abbigliamento, nell’agricoltura, nella logistica, nel lavoro di cura
� Le imprese bresciane a conduzione di immigrati sono più di 16 mila
Se la criminale campagna d’odio intitolata “remigrazione e riconquista” sfociasse in una legge dello Stato,
l’economia bresciana crollerebbe in un istante.
Ecco, più in dettaglio, cosa prevede la proposta di legge:
- Controllo dei flussi migratori (anche rendendo più difficili le ricongiunzioni familiari);
- Confisca dei beni di quanti favoriscono l’immigrazione;
- Espulsione obbligatoria di chi commetta qualsivoglia reato sul territorio nazionale unito al divieto di
reingresso per 10 anni nel territorio italiano;
- Incentivazione economica del rientro nel paese d’origine del migrante che rinunci in via “definitiva e
irrevocabile” al diritto di soggiorno e alla richiesta di cittadinanza italiana;
- Istituzione di un fondo nazionale per la remigrazione, ottenuto attraverso un drastico taglio di ogni
rivolo della spesa pubblica destinata all’immigrazione;
- Interruzione di qualsiasi forma di finanziamento pubblico alle Ong e rafforzamento degli strumenti
sanzionatori e di repressione dell’attività di accoglienza e di salvataggio;
- Eliminazione del sistema dei flussi migratori per motivi economici e, viceversa, incentivi per
favorire il rientro in Italia dei discendenti di italiani oggi residenti all’estero;
- Istituzione di un fondo per il contrasto alla denatalità rivolto esclusivamente alle famiglie italiane;
- Priorità ai cittadini italiani per l’accesso agli alloggi pubblici e agli asili nido.
Questo abecedario razzista è in aperta violazione della Costituzione che così prescrive:
- Art.2: “La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle
formazioni sociali dove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di
solidarietà politica, economica e sociale”;
- Art.3: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali di fronte alla legge, senza distinzione di
sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”
- Art.10: “L’ordinamento giuridico italiano si conforma alle norme del diritto internazionale generalmente
riconosciute (…). Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l’effettivo esercizio delle libertà
democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d’asilo nel territorio delle Repubblica”
� La “Legge Mancino” del 1993 punisce chiunque diffonda idee di superiorità o odio razziale/etnico,
istighi alla discriminazione o compia atti di violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi. Vieta
inoltre l'esaltazione del fascismo e l'uso di simbologie nazifasciste, introducendo aggravanti per reati
discriminatori. Chi dirige tali organizzazioni, associazioni, movimenti o gruppi è punito con la reclusione
fino a 6 anni.

2
Chiediamo che tutti i comuni della provincia di Brescia, a partire dal
comune capoluogo, rifiutino la concessione di spazi pubblici alle
iniziative dei comitati per la Remigrazione

’Assemblea Permanente Antifascista Brescia

avatar of the starter
Brescia AntifascistaPromotore della petizione

1514

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Angelica Lo Vecchio e altri 10 hanno firmato di recente.

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APPELLO AI SINDACI DEI COMUNI DI BRESCIA E PROVINCIA
a non concedere spazi pubblici ai comitati di “Remigrazione e riconquista”
L’istituto della “Remigrazione”, inventato dalla destra neofascista e affidato ad un progetto di legge di iniziativa
popolare, serve a fondare un nuovo quadro legislativo che consenta la deportazione nei paesi d’origine di tutti
gli immigrati presenti sul suolo italiano, sia di coloro che sono in regola con le leggi vigenti, sia di quanti non lo
sono, in ragione dell’aberrante teorema suprematista secondo cui il migrante corromperebbe la purezza della
“stirpe italica”, delle “nostre tradizioni”, della “nostra cultura”, dei “nostri valori”.
Il concetto e l’apparato normativo che lo sostiene è molto chiaro: se ne devono andare tutti dall’Italia e va
impedito, a norma di legge, che altri possano entrarvi.
Il tentativo in atto persegue l’ambizione delirante di liquidare la democrazia, amputare la Costituzione e
radicare nel paese una cultura razzista di massa.
� Gli immigrati presenti in Italia sono tra 5 milioni e mezzo e 6 milioni (circa il 10% della popolazione italiana)
� Circa il 70% è fatto da non comunitari
� A Brescia e provincia sono oltre 155 mila, provenienti da oltre 200 paesi del mondo
� La gran parte di essi è occupata nella siderurgia, nella meccanica, nel commercio, nell’agroalimentare, nelle
materie plastiche, nell’abbigliamento, nell’agricoltura, nella logistica, nel lavoro di cura
� Le imprese bresciane a conduzione di immigrati sono più di 16 mila
Se la criminale campagna d’odio intitolata “remigrazione e riconquista” sfociasse in una legge dello Stato,
l’economia bresciana crollerebbe in un istante.
Ecco, più in dettaglio, cosa prevede la proposta di legge:
- Controllo dei flussi migratori (anche rendendo più difficili le ricongiunzioni familiari);
- Confisca dei beni di quanti favoriscono l’immigrazione;
- Espulsione obbligatoria di chi commetta qualsivoglia reato sul territorio nazionale unito al divieto di
reingresso per 10 anni nel territorio italiano;
- Incentivazione economica del rientro nel paese d’origine del migrante che rinunci in via “definitiva e
irrevocabile” al diritto di soggiorno e alla richiesta di cittadinanza italiana;
- Istituzione di un fondo nazionale per la remigrazione, ottenuto attraverso un drastico taglio di ogni
rivolo della spesa pubblica destinata all’immigrazione;
- Interruzione di qualsiasi forma di finanziamento pubblico alle Ong e rafforzamento degli strumenti
sanzionatori e di repressione dell’attività di accoglienza e di salvataggio;
- Eliminazione del sistema dei flussi migratori per motivi economici e, viceversa, incentivi per
favorire il rientro in Italia dei discendenti di italiani oggi residenti all’estero;
- Istituzione di un fondo per il contrasto alla denatalità rivolto esclusivamente alle famiglie italiane;
- Priorità ai cittadini italiani per l’accesso agli alloggi pubblici e agli asili nido.
Questo abecedario razzista è in aperta violazione della Costituzione che così prescrive:
- Art.2: “La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle
formazioni sociali dove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di
solidarietà politica, economica e sociale”;
- Art.3: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali di fronte alla legge, senza distinzione di
sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”
- Art.10: “L’ordinamento giuridico italiano si conforma alle norme del diritto internazionale generalmente
riconosciute (…). Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l’effettivo esercizio delle libertà
democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d’asilo nel territorio delle Repubblica”
� La “Legge Mancino” del 1993 punisce chiunque diffonda idee di superiorità o odio razziale/etnico,
istighi alla discriminazione o compia atti di violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi. Vieta
inoltre l'esaltazione del fascismo e l'uso di simbologie nazifasciste, introducendo aggravanti per reati
discriminatori. Chi dirige tali organizzazioni, associazioni, movimenti o gruppi è punito con la reclusione
fino a 6 anni.

2
Chiediamo che tutti i comuni della provincia di Brescia, a partire dal
comune capoluogo, rifiutino la concessione di spazi pubblici alle
iniziative dei comitati per la Remigrazione

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Sindaco di brescia
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