Petition updateChiediamo a Gruppo Pam di eliminare le gabbie per le galline ovaioleiN’s Mercato dichiara il falso riguardo l’approvvigionamento di uova di galline in gabbia

Animal Equality Italia
8 Sept 2017
L’insegna iN’s Mercato del Gruppo Pam inganna i propri consumatori, comunicando il falso riguardo la propria politica relativa alle uova da allevamento in gabbia. A seguito della campagna di Animal Equality, lanciata lo lo scorso 21 giugno al fine di informare i consumatori italiani riguardo al rifiuto da parte dell'azienda di cessare la vendita di uova provenienti da galline allevate in gabbia, in data 22 giugno 2017 l'azienda ha pubblicato il proprio "impegno nei confronti degli animali". Nel comunicato, visionabile sul sito, l’azienda afferma “Le uova presenti nei punti vendita In’s Mercato, provengono già per lo più da allevamenti a terra o biologici, in cui le galline razzolano e si muovono liberamente. Le uova vengono controllate durante tutta la filiera di produzione in modo da garantire al consumatore requisiti igienici e di sicurezza alimentare elevati. Alcune referenze che non rispondono a questo standard sono in fase di smaltimento e non saranno più riassortite” manifestando quindi chiaramente l’intenzione di non approvvigionarsi più di uova di galline allevate in gabbia una volta esaurite le scorte, senza però comunicare una data precisa per l'implementazione di questa politica.
Secondo il Regolamento (CE) N. 853/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio del 29 aprile 2004, il quale stabilisce norme specifiche in materia di igiene per gli alimenti di origine animale, "Le uova devono essere consegnate al consumatore entro un termine di ventun giorni dalla data di deposizione". Più di due mesi sono passati dall'emissione del comunicato ufficiale di iN's Mercato e l'azienda continua a vendere uova provenienti da galline allevate in gabbia, dimostrando la falsità dello stesso.
La palese inattendibilità della dichiarazione emessa da iN’s Mercato ha provocato l’indignazione di migliaia di consumatori italiani che, già attivi nel chiedere una politica di abbandono delle suddette uova, hanno prontamente intensificato la pressione sull’azienda con centinaia di azioni come mailbombing e telefonate. Nonostante tutto ciò, l’insegna si dimostra indifferente e tutt'oggi continua ad approvvigionarsi di uova di galline allevate in gabbia e a mantenere sul proprio sito il comunicato falso.
Pubblicare una dichiarazione falsa è estremamente grave e, sebbene fino ad oggi l’azienda non si sia ancora dovuta confrontare con le possibili conseguenze legali di questa azione, è chiaro a tutti come un gesto del genere dimostri la poca affidabilità dell’insegna e provochi seri dubbi sulla serietà della stessa.
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