Chiedere giustizia per Giacomo Bongiorni: ergastolo per i colpevoli


Chiedere giustizia per Giacomo Bongiorni: ergastolo per i colpevoli
Il problema
La morte di Giacomo Bongiorni non può essere archiviata come una semplice notizia di cronaca.
Giacomo aveva 47 anni. Era un padre di famiglia. La sera tra l’11 e il 12 aprile 2026, nel centro di Massa, ha perso la vita dopo una brutale aggressione avvenuta davanti agli occhi del figlio di 11 anni e della sua compagna. Secondo quanto riportato dalle fonti, tutto sarebbe nato da un rimprovero rivolto a un gruppo di giovani che stava lanciando bottiglie di vetro contro la vetrina di un negozio. In pochi istanti, da un richiamo di buonsenso si sarebbe passati alla violenza.
Questa vicenda ha sconvolto non solo una famiglia, ma un’intera comunità. Perché quando un uomo muore così, per motivi tanto futili quanto assurdi, non viene colpita solo la vittima: viene colpito il senso stesso di sicurezza, di convivenza civile e di fiducia nella giustizia.
Le indagini sono ancora in corso e sarà la magistratura ad accertare ogni responsabilità nel dettaglio. Ma già oggi quello che emerge è gravissimo. Le fonti riferiscono che per il caso risultano fermati due giovani maggiorenni e un minorenne con accuse collegate all’omicidio, mentre altri minori risultano indagati per rissa aggravata. Dai primi accertamenti e dagli esami medico-legali sarebbe emerso che Giacomo è morto per i colpi alla testa subiti durante l’aggressione.
Questa causa mi sta a cuore come uomo, come cittadino e come genitore. Perché nessuno dovrebbe morire per aver fatto un richiamo di buonsenso. E nessun figlio dovrebbe assistere a una scena così devastante. Il dolore della famiglia Bongiorni merita rispetto, vicinanza e soprattutto giustizia.
Con questa petizione non vogliamo sostituirci ai giudici. Vogliamo però far sentire con forza la voce di chi non accetta che una vita venga spezzata così e poi dimenticata dopo pochi giorni. Chiediamo che venga fatta piena luce sui fatti, che siano accertate tutte le responsabilità individuali, che vengano riconosciute tutte le aggravanti eventualmente emerse nel corso dell’inchiesta e che, se le responsabilità saranno confermate, per gli adulti responsabili venga chiesto e applicato il massimo della pena previsto dalla legge, fino all’ergastolo.
Una risposta severa e giusta non restituirà Giacomo ai suoi cari. Ma può dare un segnale chiaro: chi distrugge una vita con una violenza di questo livello deve pagare fino in fondo.
Per questo chiediamo a tutti i cittadini di firmare e condividere questa petizione. Per Giacomo. Per la sua famiglia. Per dire che il silenzio e l’indifferenza non possono essere l’ultima parola.
Robby Giusti Segui il profilo

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Il problema
La morte di Giacomo Bongiorni non può essere archiviata come una semplice notizia di cronaca.
Giacomo aveva 47 anni. Era un padre di famiglia. La sera tra l’11 e il 12 aprile 2026, nel centro di Massa, ha perso la vita dopo una brutale aggressione avvenuta davanti agli occhi del figlio di 11 anni e della sua compagna. Secondo quanto riportato dalle fonti, tutto sarebbe nato da un rimprovero rivolto a un gruppo di giovani che stava lanciando bottiglie di vetro contro la vetrina di un negozio. In pochi istanti, da un richiamo di buonsenso si sarebbe passati alla violenza.
Questa vicenda ha sconvolto non solo una famiglia, ma un’intera comunità. Perché quando un uomo muore così, per motivi tanto futili quanto assurdi, non viene colpita solo la vittima: viene colpito il senso stesso di sicurezza, di convivenza civile e di fiducia nella giustizia.
Le indagini sono ancora in corso e sarà la magistratura ad accertare ogni responsabilità nel dettaglio. Ma già oggi quello che emerge è gravissimo. Le fonti riferiscono che per il caso risultano fermati due giovani maggiorenni e un minorenne con accuse collegate all’omicidio, mentre altri minori risultano indagati per rissa aggravata. Dai primi accertamenti e dagli esami medico-legali sarebbe emerso che Giacomo è morto per i colpi alla testa subiti durante l’aggressione.
Questa causa mi sta a cuore come uomo, come cittadino e come genitore. Perché nessuno dovrebbe morire per aver fatto un richiamo di buonsenso. E nessun figlio dovrebbe assistere a una scena così devastante. Il dolore della famiglia Bongiorni merita rispetto, vicinanza e soprattutto giustizia.
Con questa petizione non vogliamo sostituirci ai giudici. Vogliamo però far sentire con forza la voce di chi non accetta che una vita venga spezzata così e poi dimenticata dopo pochi giorni. Chiediamo che venga fatta piena luce sui fatti, che siano accertate tutte le responsabilità individuali, che vengano riconosciute tutte le aggravanti eventualmente emerse nel corso dell’inchiesta e che, se le responsabilità saranno confermate, per gli adulti responsabili venga chiesto e applicato il massimo della pena previsto dalla legge, fino all’ergastolo.
Una risposta severa e giusta non restituirà Giacomo ai suoi cari. Ma può dare un segnale chiaro: chi distrugge una vita con una violenza di questo livello deve pagare fino in fondo.
Per questo chiediamo a tutti i cittadini di firmare e condividere questa petizione. Per Giacomo. Per la sua famiglia. Per dire che il silenzio e l’indifferenza non possono essere l’ultima parola.
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Petizione creata in data 15 aprile 2026