

Chiedere ad ACEA di rispettare Pomata a Tivoli
Il problema
L'area di Pomata a Tivoli è uno degli ultimi lembi dell'Agro Romano, un luogo di straordinaria bellezza e importanza archeologica. Il vincolo paesaggistico e archeologico apposto dal ministero nel 2001 la descrive come un complesso paesaggistico tra i più importanti d'Italia, caratterizzato dai resti delle grandi ville di otium dell'aristocrazia romana, tra olivi secolari, un paesaggio fra i più citati in opere pittoriche, architettoniche e letterarie. Qui si incontrano anche i quattro principali acquedotti di Roma antica (Anio Vetus, Aqua Marcia, Anio Novus, Aqua Claudia) collegati da opere per la ridistribuzione delle acque. L'area include la zona di rispetto (buffer zone) del parco archeologico di Villa Adriana, tra i più famosi e visitati d'Italia, nel Patrimonio dell'Umanità dell'UNESCO.
Questa preziosa area è oggi minacciata da un progetto dell'ACEA per il raddoppio dell'acquedotto Marcio. Si prevede, tra l'altro, la livellazione di una vasta area di cantiere all'interno della buffer zone, con l'eliminazione di migliaia di olivi secolari. In base al trattato stipulato dal governo con l'UNESCO, ogni intervento di rilievo nella buffer zone deve essere sottoposto a valutazione d'impatto, e, in caso di valutazione negativa, la realizzazione dell'opera comporta l'esclusione del bene dal Patrimonio dell'Umanità. Non risulta però che ACEA abbia iniziato la procedura.
ACEA, una delle maggiori aziende nella gestione delle risorse idriche e energetiche, deve essere in grado di svolgere le proprie attività nel rispetto dell'ambiente. Questo territorio non è solo testimonianza del passato, ma anche una risorsa fondamentale per il nostro futuro. Gli stessi olivi secolari, alcuni forse millenari, costituiscono una preziosa biodiversità, studiata per la resilienza ai cambiamenti climatici, testimoniata dalla loro lunga vita.
Chiediamo ad ACEA di rispettare quest'area preziosa, elaborando, anche con soluzioni alternative, un progetto che ottemperi alle prescrizioni dei vincoli e del trattato internazionale con l'UNESCO.
Vi invitiamo a firmare questa petizione per conservare la bellezza e l'integrità archeologica e paesaggistica. Insieme possiamo fare in modo che questo gioiello continui a brillare anche in futuro.

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Il problema
L'area di Pomata a Tivoli è uno degli ultimi lembi dell'Agro Romano, un luogo di straordinaria bellezza e importanza archeologica. Il vincolo paesaggistico e archeologico apposto dal ministero nel 2001 la descrive come un complesso paesaggistico tra i più importanti d'Italia, caratterizzato dai resti delle grandi ville di otium dell'aristocrazia romana, tra olivi secolari, un paesaggio fra i più citati in opere pittoriche, architettoniche e letterarie. Qui si incontrano anche i quattro principali acquedotti di Roma antica (Anio Vetus, Aqua Marcia, Anio Novus, Aqua Claudia) collegati da opere per la ridistribuzione delle acque. L'area include la zona di rispetto (buffer zone) del parco archeologico di Villa Adriana, tra i più famosi e visitati d'Italia, nel Patrimonio dell'Umanità dell'UNESCO.
Questa preziosa area è oggi minacciata da un progetto dell'ACEA per il raddoppio dell'acquedotto Marcio. Si prevede, tra l'altro, la livellazione di una vasta area di cantiere all'interno della buffer zone, con l'eliminazione di migliaia di olivi secolari. In base al trattato stipulato dal governo con l'UNESCO, ogni intervento di rilievo nella buffer zone deve essere sottoposto a valutazione d'impatto, e, in caso di valutazione negativa, la realizzazione dell'opera comporta l'esclusione del bene dal Patrimonio dell'Umanità. Non risulta però che ACEA abbia iniziato la procedura.
ACEA, una delle maggiori aziende nella gestione delle risorse idriche e energetiche, deve essere in grado di svolgere le proprie attività nel rispetto dell'ambiente. Questo territorio non è solo testimonianza del passato, ma anche una risorsa fondamentale per il nostro futuro. Gli stessi olivi secolari, alcuni forse millenari, costituiscono una preziosa biodiversità, studiata per la resilienza ai cambiamenti climatici, testimoniata dalla loro lunga vita.
Chiediamo ad ACEA di rispettare quest'area preziosa, elaborando, anche con soluzioni alternative, un progetto che ottemperi alle prescrizioni dei vincoli e del trattato internazionale con l'UNESCO.
Vi invitiamo a firmare questa petizione per conservare la bellezza e l'integrità archeologica e paesaggistica. Insieme possiamo fare in modo che questo gioiello continui a brillare anche in futuro.

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Petizione creata in data 21 ottobre 2026