Chi soccorre deve essere formato: riconosciamo il ruolo del soccorritore 118

1

Raggiungiamo 5 firme!
Le petizioni con più di 1.000 sostenitori hanno 5 volte più possibilità di vincere!

Il problema

Il soccorritore del 118 salva vite. Perché in Italia non esiste ancora uno standard nazionale di formazione?
Mi chiamo Raffaele e sono un volontario della Croce Rossa Italiana.

Attraverso il volontariato ho conosciuto da vicino il mondo dell'emergenza sanitaria e il ruolo fondamentale che ogni giorno migliaia di soccorritori svolgono sul territorio italiano.

Il sistema di emergenza territoriale italiano si basa anche sul contributo fondamentale dei volontari del 118. Sono cittadini formati che dedicano il proprio tempo gratuitamente alla comunità e che permettono al servizio di emergenza di raggiungere ogni giorno migliaia di persone.

Tuttavia, esiste un problema strutturale che non può più essere ignorato.

In Italia il soccorritore del 118 non ha ancora un riconoscimento nazionale.
A differenza di altre figure che operano nel mondo sanitario, come infermieri, tecnici sanitari o psicologi, il soccorritore del 118 non possiede oggi uno standard formativo nazionale unico.

La formazione viene stabilita principalmente a livello regionale, con ulteriori differenze tra Aziende Sanitarie e associazioni di volontariato.

Questo significa che persone con lo stesso ruolo, la stessa responsabilità e lo stesso compito possono aver seguito percorsi formativi molto diversi a seconda del territorio in cui operano.

In alcune realtà i percorsi formativi superano le 120-150 ore, mentre in altre possono essere molto più brevi, arrivando anche a circa 40 ore.

Questa variabilità non è più compatibile con la complessità delle emergenze che un soccorritore può trovarsi ad affrontare.

Una grande responsabilità senza uno standard adeguato.
Il soccorritore non è un professionista sanitario, ma opera comunque in un contesto nel quale ogni decisione può influenzare la salute e la vita di una persona.

La giurisprudenza ha riconosciuto che chi svolge attività di soccorso può assumere una posizione di garanzia nei confronti del paziente: questo significa avere un dovere concreto di tutela della persona assistita e rispondere delle proprie azioni o omissioni.

Esiste quindi un paradosso:

al soccorritore vengono affidate responsabilità importanti, ma la preparazione necessaria per affrontarle non è definita attraverso uno standard nazionale uniforme.

Il problema non è la volontà dei volontari. È il sistema.
I volontari del 118 vogliono aiutare nel miglior modo possibile.

Le ambulanze italiane dispongono spesso di strumenti avanzati e fondamentali: defibrillatori, sistemi di ossigenoterapia, dispositivi per l'immobilizzazione e molte altre tecnologie.

Il problema non è la mancanza di materiale.

Il problema è garantire che ogni soccorritore abbia una formazione sufficientemente approfondita per comprendere quando, come e perché utilizzare ogni strumento.

Negli ultimi anni molte pratiche sono state aggiornate dalle evidenze scientifiche.

Un esempio è l'ossigenoterapia: oggi sappiamo che non sempre "più ossigeno" significa "più beneficio", e che la somministrazione deve essere valutata in base alle condizioni del paziente.

Un altro esempio è l'immobilizzazione spinale: per anni è stata applicata in modo molto esteso, mentre le attuali conoscenze suggeriscono un utilizzo più selettivo basato su criteri clinici.

Questi sono solo due esempi di quanto sia importante una formazione aggiornata e basata sulle linee guida internazionali.

Non si tratta di criticare i volontari.

Si tratta di mettere i volontari nella condizione di operare meglio.

Non chiediamo di introdurre il modello del paramedico.
Il dibattito spesso porta alla proposta di creare anche in Italia la figura del paramedico.

Tuttavia, il modello del paramedico anglosassone prevede un professionista sanitario con un percorso formativo pluriennale, con competenze molto ampie.

L'Italia dispone già di professionisti sanitari come medici e infermieri, figure fondamentali che però oggi soffrono già di una grave carenza di personale.

Trasformare tutti i soccorritori volontari in paramedici significherebbe modificare completamente un sistema che oggi funziona grazie alla disponibilità di migliaia di cittadini che dedicano volontariamente parte del proprio tempo.

La forza del volontariato non deve essere eliminata.

Deve essere valorizzata.

La richiesta: una riforma nazionale della formazione del soccorritore 118.
Chiediamo al Ministero della Salute e alla Conferenza delle Regioni di avviare un percorso per definire uno standard nazionale del soccorritore del 118.

Chiediamo:

  • il riconoscimento nazionale della figura del soccorritore del 118;
  • un percorso formativo minimo uniforme in tutta Italia;
  • una maggiore componente pratica e di tirocinio supervisionato;
  • aggiornamenti periodici obbligatori basati sulle linee guida scientifiche più recenti;
  • criteri condivisi per competenze, responsabilità e protocolli operativi;
  • una collaborazione più stretta tra soccorritori, infermieri, medici e Centrali Operative 118.

Il Veneto può essere il punto di partenza.

La Regione Veneto negli ultimi anni ha investito nel potenziamento del sistema di emergenza-urgenza, attraverso lo sviluppo dei mezzi avanzati e dell'assistenza infermieristica sul territorio.

Proprio per questo può diventare una Regione capofila nel promuovere una revisione della formazione dei soccorritori.

Chiediamo alla Regione Veneto di farsi promotrice presso le altre Regioni e presso il Governo di un percorso che porti finalmente a uno standard nazionale.

La sicurezza del paziente non dovrebbe dipendere dal luogo in cui vive.
Quando un cittadino chiama il 118 non sceglie quale equipaggio arriverà.

Non dovrebbe essere il territorio, la Regione o l'associazione di appartenenza a determinare il livello minimo di preparazione di chi interviene in un'emergenza.

Ogni cittadino italiano merita lo stesso livello di sicurezza.

Ogni soccorritore merita una formazione adeguata alla responsabilità che gli viene affidata.

Firma questa petizione per chiedere una riforma nazionale della formazione del soccorritore del 118.

avatar of the starter
Raffaele CampironiPromotore della petizione

I decisori

Orazio Schillaci
Orazio Schillaci
Ministro della salute
Massimiliano Fedriga
Massimiliano Fedriga
Presidente della Conferenza delle Regioni
Manuela Lanzarin
Manuela Lanzarin
Presidente della V Commissione Consiliare Sanità della Regione Veneto
Gino Gerosa
Gino Gerosa
Assessore alla Sanità della Regione Veneto
Alberto Stefani
Alberto Stefani
Presidente della Regione Veneto

Aggiornamenti sulla petizione