Che Milano torni ad avere spazio per tutti


Che Milano torni ad avere spazio per tutti
Il problema
Milano è la mia casa, la mia città natale, un luogo che dispone(va) di spazio per tutti, nel quale tutti dovrebbero poter esercitare il diritto di scelta.
Opponiamoci al divieto di fumo all'aperto.
Il divieto di fumo all'aperto, suffragato da motivazioni ambientaliste inverosimili, non solo rappresenta una restrizione non necessaria ai diritti dei fumatori ma anche, e soprattutto, un'ingerenza pesantissima, un atto di proibizionismo e bullismo istituzionale, un segnale inaccettabile di autoritarismo, un'azione di moralismo imposto che non si può e non si deve accettare, a prescindere dal fatto che si fumi o meno.
Il fondamentalismo, di qualunque tipo sia, è contrario alla libertà anche quando utilizza come pretesto ecologismo o salutismo.
Per una città libera ed inclusiva, per una libera espressione del diritto di scelta si chiede una revisione di questo divieto per trovare una soluzione più equa e rispettosa dei diritti di tutti i cittadini di Milano.
Nota:
Attenzione a dire "tanto io non fumo" o "tanto io non sono di Milano"
Nella nostra società è indispensabile convivere con altre persone i cui comportamenti, diversi dai nostri, ci possono infastidire: chi non ha un cane si trova spesso in contrasto con chi ce l'ha, chi non ama svegliarsi con le campane tollera il campanile quartiere, chi si muove a piedi è infastidito dalle auto, chi guida una macchina è irritato dalle biciclette...
Alla base del vivere civile sta la tolleranza dell'altro, la sopportazione di quei fastidi che gli altri, vivendo secondo il proprio diritto di scelta, inevitabilmente provocano.
Eliminare il diritto di scelta uniformando con la forza il comportamento individuale non è una via percorribile in una società che ama definirsi democratica ma è puro esercizio di potere.
E se domani fosse vietato possedere un cane perché il nostro amico a quattro zampe infastidisce chi non l'ha? Trovare un pretesto di matrice ecologista o salutista è davvero facile: gli allevamenti inquinano, i cani mordono e portano parassiti... È un attimo: i pretesti per mutilare la libertà si trovano sempre.
L'autoritarismo è pericoloso e contagioso: chi non vive a Milano rischia che la propria città segua i deliri eco-fondamentalisti del capoluogo lombardo: per questo tutti sono invitati a firmare questa petizione.
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Il problema
Milano è la mia casa, la mia città natale, un luogo che dispone(va) di spazio per tutti, nel quale tutti dovrebbero poter esercitare il diritto di scelta.
Opponiamoci al divieto di fumo all'aperto.
Il divieto di fumo all'aperto, suffragato da motivazioni ambientaliste inverosimili, non solo rappresenta una restrizione non necessaria ai diritti dei fumatori ma anche, e soprattutto, un'ingerenza pesantissima, un atto di proibizionismo e bullismo istituzionale, un segnale inaccettabile di autoritarismo, un'azione di moralismo imposto che non si può e non si deve accettare, a prescindere dal fatto che si fumi o meno.
Il fondamentalismo, di qualunque tipo sia, è contrario alla libertà anche quando utilizza come pretesto ecologismo o salutismo.
Per una città libera ed inclusiva, per una libera espressione del diritto di scelta si chiede una revisione di questo divieto per trovare una soluzione più equa e rispettosa dei diritti di tutti i cittadini di Milano.
Nota:
Attenzione a dire "tanto io non fumo" o "tanto io non sono di Milano"
Nella nostra società è indispensabile convivere con altre persone i cui comportamenti, diversi dai nostri, ci possono infastidire: chi non ha un cane si trova spesso in contrasto con chi ce l'ha, chi non ama svegliarsi con le campane tollera il campanile quartiere, chi si muove a piedi è infastidito dalle auto, chi guida una macchina è irritato dalle biciclette...
Alla base del vivere civile sta la tolleranza dell'altro, la sopportazione di quei fastidi che gli altri, vivendo secondo il proprio diritto di scelta, inevitabilmente provocano.
Eliminare il diritto di scelta uniformando con la forza il comportamento individuale non è una via percorribile in una società che ama definirsi democratica ma è puro esercizio di potere.
E se domani fosse vietato possedere un cane perché il nostro amico a quattro zampe infastidisce chi non l'ha? Trovare un pretesto di matrice ecologista o salutista è davvero facile: gli allevamenti inquinano, i cani mordono e portano parassiti... È un attimo: i pretesti per mutilare la libertà si trovano sempre.
L'autoritarismo è pericoloso e contagioso: chi non vive a Milano rischia che la propria città segua i deliri eco-fondamentalisti del capoluogo lombardo: per questo tutti sono invitati a firmare questa petizione.
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Petizione creata in data 6 gennaio 2025