Razan RashidiUnited Kingdom
Dec 8, 2024

Cari firmatari, 

Questo è  un messaggio che stavamo attendendo di poter scrivere da tantissimi anni. Bashar al-Assad se ne è andato. Il popolo siriano ha rovesciato il regime di Assad. Oggi i nostri cuori scoppiano di speranza. Un criminale di guerra della peggior specie da oggi non avrà più il potere di torturare, affamare, bombardare e incarcerare arbitrariamente il popolo siriano.

Il regime che ha causato sofferenze e traumi indescrivibili per decenni non ha più il potere di commettere crimini di guerra. I siriani in Siria e in tutto il mondo stanno cantando: “La Siria appartiene al popolo siriano, non appartiene alla famiglia Assad”. Noi cantiamo insieme a loro. Ragheed al-Tatari, il prigioniero politico più a lungo detenuto in Siria, dopo ben 43 anni è stato liberato, e insieme a lui tanti altri altri prigionieri politici e dissidenti.

Scriviamo queste parole pensando ai tanti amici e alle persone care che abbiamo perso negli ultimi anni. I nostri cuori si spezzano perché non possono essere testimoni di questi momenti insieme a noi.

Il nostro sogno di libertà e democrazia, iniziato quasi 14 anni fa, era quello di una transizione pacifica del potere dalle mani autoritarie a quelle del popolo siriano - tutti insieme, diversi e con le proprie differenze, ma uniti nella nostra visione di dare vita ad una nuova Siria.

Noi di The Syria Campaign ci impegniamo a continuare a lavorare con tutti quelli che sostengono i diritti umani, per garantire che la visione di una Siria libera e democratica si realizzi.

La speranza che proviamo oggi assomiglia a quelle prime settimane di tanti anni fa in cui siamo scesi in piazza e abbiamo osato chiedere libertà e dignità. Credevamo che il mondo si sarebbe unito a noi per proteggere l'umanità e difendere i valori che sostenevano di avere a cuore.

Chi di voi ci ha sostenuto e incoraggiato, conosce bene il viaggio che abbiamo intrapreso da allora fino ad oggi. Siete stati con noi quando ci siamo mobilitati a gran voce contro i bombardamenti degli ospedali, contro le armi chimiche utilizzate per annientare intere comunità, contro l'uso sistematico della detenzione arbitraria e della sparizione forzate, che avevano lo scopo di schiacciare i nostri spiriti. Voi, e centinaia di migliaia di persone in tutto il mondo, siete stati al nostro fianco e avete reso più forti le nostre richieste di protezione per il popolo siriano e di giustizia per coloro che hanno commesso  crimini di guerra.

Oggi quelle richieste sono ancora più urgenti. È tempo che i siriani guidino una Siria pacifica. Libera e democratica e dove le differenze sono accolte e rispettate.

È il momento per la Siria e per la comunità internazionale di ridare vita al processo di transizione politica per la Siria che porti a libere elezioni, così come indicato nella Risoluzione 2254 delle Nazioni Unite.

C'è molto da fare. Siamo impazienti di continuare a impegnarci affinchè si continui fare giustizia per il popolo siriano. Molte persone sono ancora detenute o scomparse e le famiglie di tutto il mondo sperano di poter tornare alle loro case e città e riunirsi ai loro cari. Quasi ogni siriano porta con sé dolori e sofferenze in questo momento. È un momento davvero promettente: la possibilità di creare una nuova bellissima Siria.

Grazie di cuore,

Laila e tutto il team di The Syria Campaign

P.S. Le settimane a venire saranno cruciali. Se volete potete fare una piccola donazione per sostenere il nostro lavoro e contribuire a costruire una Siria libera, giusta e democratica.

Foto: il giornalista Ali Haj Suleiman festeggia insieme agli abitanti della città di Salamiyah.

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