
Le regole si fanno prima che la partita inizi, oppure si fanno man mano che la stessa si svolge, secondo la piega che la situazione va prendendo?
Perché se ci si dice che la proprietà privata non deve esistere perché può essere un danno o per qualunque altro motivo, per noi può anche andare bene, ma ci si deve dire prima, non durante o dopo.
Se ci si dice che dobbiamo rispettare i patti contenuti in un contratto chiamato Costituzione, allora noi ci muoveremo secondo quei Patti.
E se, putacaso, tra quei Patti ce ne fossero alcuni che dicono che la Proprietà Privata è sacra ed inviolabile e che è riconosciuta e garantita dalla Legge, allora noi sapremo che se lavoreremo sodo potremo farci la nostra casa e, perché no, potremmo riuscire a farne una anche per i nostri figli, che c'è di male?
È vero che l'articolo 42 della Costituzione non si riferisce ad essa, la Proprietà Privata, nei termini di un dritto limitandosi a stabilire che vada riconosciuta e garantita dalla legge che dovrà determinarne il modo di acquisto, di godimento ed i limiti, allo scopo di assicurarne la funzione sociale.
Ed è vero che tale ultima funzione può giustificare discipline legislative restrittive delle facoltà del proprietario.
Ma non può in alcun modo giustificare lo svuotamento sostanziale del diritto di proprietà senza la corresponsione di un equo indennizzo per l'espropriato.
E poi, ci chiediamo e chiediamo a chi ha fatto tale affermazione e a chi la condivide: perché la proprietà privata sarebbe un danno?
Fermo restando che tutti avrebbero diritto ad una casa e ad una vita decorosa, siamo sicuri che se Tizio riesce onestamente a farsi una seconda casa, ma anche una terza, faccia un danno alla società?
Perché, purtroppo, ci sono persone che per sfortuna, per incapacità o per cattiva volontà, versano in condizioni tali che difficilmente avranno mai accesso ad un mutuo e di conseguenza difficilmente avranno la possibilità di comprarsi una casa.
Allora, se Tizio ha comprato un appartamento per un figlio e nell'attesa che egli vada a viverci decide di darla in affitto ad un prezzo accettabile ad una famiglia che per i motivi di cui sopra casa invece non ne ha, considerando che non si arricchisce dato che su 500 euro di canone sì e no gliene restano la metà (tra IMU, IRPEF, e lavori di manutenzione straordinaria che toccano sempre al proprietario), sta facendo un danno alla società o sta svolgendo una funzione sociale?
Ed in particolare, non sta forse svolgendo la funzione sociale che spetterebbe allo Stato ma di cui quest'ultimo si è ben lavate le mani?
Se Tizio non avesse lavorato sodo per fare una casa per i figli, oggi quella famiglia che per tutte le vicissitudini di questo mondo non può comprarsela, sarebbe senza casa.
E quando diciamo Tizio intendiamo dire qualunque piccolo proprietario immobiliare, parliamo di gente che possiede qualche immobile, non di milionari, di gente che magari di quei canoni ci vive, quando riesce a prenderli.
Se centomila Tizi invece di fare sacrifici per avere una seconda casa per i propri figli avesse pensato a divertirsi, oggi centomila famiglie che sono in affitto sarebbero senza casa.
E tornando al discorso iniziale, a chi si è lasciato andare ad elucubrazioni come minimo anacronistiche, vorrei dire: è facile parlare quando si vive su un altro pianeta, annidati al calduccio di 3.700 euro netti al mese e tutte le garanzie possibili ed immaginabili.
Se non ci fosse stato chi si è sacrificato per la propria famiglia e per i propri figli, data la latitanza di quelle Istituzioni di cui lei è fiero esponente, oggi migliaia di famiglie sarebbero senza casa perché migliaia di case molto semplicemente non esisterebbero.
La proprietà privata era negata dalla costituzione, ma da quella dell'Unione Sovietica del 1936 (e abbiamo visto che fine hanno fatto l'URSS e il comunismo reale e relativa "costituzione") che ammetteva solo la proprietà dei beni di consumo.
Siamo in Italia caro Signore, e che le piaccia o no, la Proprietà Privata è concepita, auspicata e difesa dalla nostra Costituzione che, per quanto disattesa e massacrata dalla nostra classe politica che ha evidentemente altri interessi, rimane in vigore e prima o poi tornerà ad essere la Guida della nostra Società.
Se lei vuole espropriare chi possiede più di una casa, faccia pure, ma deve risarcire in modo equo gli espropriati.
Perché lo dice la Costituzione e perché diversamente non sarebbe un esproprio ma una rapina.
E tanti saluti a Lenin.
Firmate la petizione on-line
http://chng.it/HSLVmBkC