Bocelli e il 50º anniversario del terremoto del 1976. Il senso e i costi


Bocelli e il 50º anniversario del terremoto del 1976. Il senso e i costi
Il problema
Il 7 maggio 2026, a Gemona del Friuli, la Regione Friuli Venezia Giulia ha scelto di celebrare il cinquantesimo anniversario del terremoto del 1976 con un grande concerto di Andrea Bocelli.
Nessuno nega il valore simbolico di un evento popolare, né il diritto del pubblico di apprezzare un artista conosciuto in tutto il mondo. Il punto è un altro.
Una ricorrenza come il cinquantesimo anniversario del terremoto del Friuli non è un semplice evento spettacolare. È una ferita storica, una memoria civile, un passaggio identitario profondo per una comunità che ha conosciuto distruzione, lutto, ricostruzione, solidarietà, lavoro collettivo e dignità.
Per questo molti cittadini si sarebbero aspettati una proposta culturale diversa. Più legata al territorio. Più attenta alla storia musicale, corale, teatrale e linguistica del Friuli. Più capace di coinvolgere le orchestre, i cori, le bande, i compositori, gli autori, le associazioni culturali e le energie artistiche regionali. Con importanti ricadute sull'indotto culturale.
Il Friuli non è povero di cultura. Non ha bisogno di essere rappresentato soltanto attraverso un grande nome mediatico acquistato dall’esterno. Avrebbe potuto costruire un evento corale, plurale, profondamente friulano, capace di unire memoria popolare, musica colta, tradizione, nuove composizioni, testimonianze, lingua friulana e partecipazione delle comunità colpite.
Per questo chiediamo alla Regione Friuli Venezia Giulia:
di rendere pubblici tutti i costi diretti e indiretti sostenuti per il concerto del 7 maggio 2026 a Gemona;
di pubblicare atti, contratti, contributi, affidamenti, beneficiari, impegni di spesa e liquidazioni relativi all’evento;
di chiarire quali soggetti pubblici e privati abbiano sostenuto economicamente l’iniziativa;
di promuovere, per le future commemorazioni civili, percorsi culturali più partecipati, trasparenti e radicati nel territorio.
Questa non è una petizione contro un artista.
È una richiesta di rispetto per la memoria del Friuli.
È una richiesta di trasparenza sull’uso delle risorse pubbliche.
È una richiesta di cultura, non soltanto di spettacolo.
Il terremoto del 1976 non è stato un palcoscenico. È stato una tragedia, una prova collettiva, una pagina decisiva della nostra storia. A cinquant’anni di distanza, quella memoria merita di essere celebrata con profondità, misura, competenza e coinvolgimento reale della comunità.

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Il problema
Il 7 maggio 2026, a Gemona del Friuli, la Regione Friuli Venezia Giulia ha scelto di celebrare il cinquantesimo anniversario del terremoto del 1976 con un grande concerto di Andrea Bocelli.
Nessuno nega il valore simbolico di un evento popolare, né il diritto del pubblico di apprezzare un artista conosciuto in tutto il mondo. Il punto è un altro.
Una ricorrenza come il cinquantesimo anniversario del terremoto del Friuli non è un semplice evento spettacolare. È una ferita storica, una memoria civile, un passaggio identitario profondo per una comunità che ha conosciuto distruzione, lutto, ricostruzione, solidarietà, lavoro collettivo e dignità.
Per questo molti cittadini si sarebbero aspettati una proposta culturale diversa. Più legata al territorio. Più attenta alla storia musicale, corale, teatrale e linguistica del Friuli. Più capace di coinvolgere le orchestre, i cori, le bande, i compositori, gli autori, le associazioni culturali e le energie artistiche regionali. Con importanti ricadute sull'indotto culturale.
Il Friuli non è povero di cultura. Non ha bisogno di essere rappresentato soltanto attraverso un grande nome mediatico acquistato dall’esterno. Avrebbe potuto costruire un evento corale, plurale, profondamente friulano, capace di unire memoria popolare, musica colta, tradizione, nuove composizioni, testimonianze, lingua friulana e partecipazione delle comunità colpite.
Per questo chiediamo alla Regione Friuli Venezia Giulia:
di rendere pubblici tutti i costi diretti e indiretti sostenuti per il concerto del 7 maggio 2026 a Gemona;
di pubblicare atti, contratti, contributi, affidamenti, beneficiari, impegni di spesa e liquidazioni relativi all’evento;
di chiarire quali soggetti pubblici e privati abbiano sostenuto economicamente l’iniziativa;
di promuovere, per le future commemorazioni civili, percorsi culturali più partecipati, trasparenti e radicati nel territorio.
Questa non è una petizione contro un artista.
È una richiesta di rispetto per la memoria del Friuli.
È una richiesta di trasparenza sull’uso delle risorse pubbliche.
È una richiesta di cultura, non soltanto di spettacolo.
Il terremoto del 1976 non è stato un palcoscenico. È stato una tragedia, una prova collettiva, una pagina decisiva della nostra storia. A cinquant’anni di distanza, quella memoria merita di essere celebrata con profondità, misura, competenza e coinvolgimento reale della comunità.

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Petizione creata in data 9 maggio 2026