Blocchiamo la riduzione dei docenti distaccati negli Istituti storici del Veneto

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Nicola Vaccari e altri 19 hanno firmato di recente.

Il problema

A seguito della convenzione attiva tra il Ministero dell’Istruzione e del Merito e l’Ufficio Scolastico Regionale del Veneto, 5 docenti sono assegnati in distacco presso gli Istituti storici per la storia della Resistenza e della società contemporanea delle province di  Belluno, Treviso, Venezia, Verona e Vicenza. Il loro numero non era mai stato messo in discussione fin dai tempi della trasformazione dei precedenti comandi negli attuali distacchi previsti dalla cosiddetta "Legge sulla buona scuola" del 2015, e in alcune provincie i distacchi sono presenti da molti più anni.

In questi giorni, l’Ufficio Scolastico Regionale del Veneto ha comunicato la decisione di ridurre da 5 a 2 i distacchi in questione, senza tuttavia specificare quali territori saranno interessati da questo significativo taglio.

La notizia ha suscitato immediata preoccupazione e ha dato luogo a una diffusa mobilitazione tra gli insegnanti del Veneto.

I docenti coinvolti svolgono un ruolo fondamentale: contribuiscono alla didattica della storia nelle scuole, promuovono la formazione degli insegnanti e sostengono percorsi di educazione civica, con particolare attenzione ai valori fondanti della Costituzione e della memoria della Resistenza. Si tratta di un lavoro di alto valore culturale e civile, riconosciuto e apprezzato da studenti, docenti e istituzioni scolastiche.

La riduzione dei distacchi rischia di compromettere in modo significativo queste attività, indebolendo un presidio fondamentale sia per la qualità dell’insegnamento della storia e per la formazione civica delle nuove generazioni, sia per la presenza attiva sui territori e per la trasmissione della conoscenza e della consapevolezza della storia regionale e locale. Si tratta di un lavoro essenziale, riconosciuto come tale anche dalla legge della Regione Veneto n. 23 del 15 settembre 2025.

Unitevi a noi per chiedere all’Ufficio Scolastico Regionale del Veneto e al Ministero dell’Istruzione e del Merito di riconsiderare questa decisione, garantendo la continuità di un’esperienza che rappresenta un punto di riferimento per il sistema educativo regionale per tutte e cinque le province coinvolte.

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Antonio SpinelliPromotore della petizione

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A seguito della convenzione attiva tra il Ministero dell’Istruzione e del Merito e l’Ufficio Scolastico Regionale del Veneto, 5 docenti sono assegnati in distacco presso gli Istituti storici per la storia della Resistenza e della società contemporanea delle province di  Belluno, Treviso, Venezia, Verona e Vicenza. Il loro numero non era mai stato messo in discussione fin dai tempi della trasformazione dei precedenti comandi negli attuali distacchi previsti dalla cosiddetta "Legge sulla buona scuola" del 2015, e in alcune provincie i distacchi sono presenti da molti più anni.

In questi giorni, l’Ufficio Scolastico Regionale del Veneto ha comunicato la decisione di ridurre da 5 a 2 i distacchi in questione, senza tuttavia specificare quali territori saranno interessati da questo significativo taglio.

La notizia ha suscitato immediata preoccupazione e ha dato luogo a una diffusa mobilitazione tra gli insegnanti del Veneto.

I docenti coinvolti svolgono un ruolo fondamentale: contribuiscono alla didattica della storia nelle scuole, promuovono la formazione degli insegnanti e sostengono percorsi di educazione civica, con particolare attenzione ai valori fondanti della Costituzione e della memoria della Resistenza. Si tratta di un lavoro di alto valore culturale e civile, riconosciuto e apprezzato da studenti, docenti e istituzioni scolastiche.

La riduzione dei distacchi rischia di compromettere in modo significativo queste attività, indebolendo un presidio fondamentale sia per la qualità dell’insegnamento della storia e per la formazione civica delle nuove generazioni, sia per la presenza attiva sui territori e per la trasmissione della conoscenza e della consapevolezza della storia regionale e locale. Si tratta di un lavoro essenziale, riconosciuto come tale anche dalla legge della Regione Veneto n. 23 del 15 settembre 2025.

Unitevi a noi per chiedere all’Ufficio Scolastico Regionale del Veneto e al Ministero dell’Istruzione e del Merito di riconsiderare questa decisione, garantendo la continuità di un’esperienza che rappresenta un punto di riferimento per il sistema educativo regionale per tutte e cinque le province coinvolte.

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Antonio SpinelliPromotore della petizione

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