Basta violenza senza tutele: protezione anche per chi vive con coinquilini

Firmatari recenti
Carmela Liuzzi e altri 19 hanno firmato di recente.

Il problema

La tua casa dovrebbe essere il posto più sicuro.
Oggi però, se subisci violenza da un coinquilino con cui sei costretto a convivere, la legge non ti protegge come se accadesse con un familiare o un partner. Questo vuoto normativo mette in pericolo studenti, donne, lavoratori e chiunque viva in coabitazione.

Il problema: la legge italiana prevede misure immediate (allontanamento, divieto di avvicinamento, ordine di protezione) solo nei casi di violenza domestica tra familiari o partner affettivi.
La conseguenza: chi subisce violenza da un coinquilino non ha le stesse tutele e, anche dopo aver denunciato, può trovarsi costretto a continuare a vivere con il proprio aggressore.
Perché oggi è urgente: con gli affitti sempre più alti, la convivenza tra estranei è una realtà diffusa nelle città italiane. Senza una legge aggiornata, migliaia di persone restano vulnerabili.
La richiesta: chiediamo al Parlamento italiano di colmare questo vuoto normativo e di estendere le misure di protezione previste per la violenza domestica anche ai casi di convivenza abitativa non familiare.

IL CASO - SEGUI IL LINK AL DOSSIER INFORMATIVO >>> https://tinyurl.com/CasaSicuraPerTutti

In Italia, se subisci violenza in casa da un familiare o da un partner, la legge ti tutela subito: l’aggressore può essere allontanato e tu sei protetto.

Ma se la violenza arriva da un coinquilino con cui dividi la casa per necessità economiche o per contratto d’affitto, la legge non prevede le stesse misure. Questo significa che una vittima, anche dopo aver denunciato, può essere costretta a continuare a vivere sotto lo stesso tetto con chi l’ha picchiata o minacciata.

Con gli affitti sempre più alti, convivere con persone estranee è ormai una realtà diffusa: studenti, lavoratori fuori sede, donne e uomini che cercano soluzioni accessibili. Ma senza una protezione adeguata, chi subisce violenza resta senza difesa.

👉 Chiediamo al Parlamento italiano di colmare questo vuoto normativo e di estendere le misure di protezione (allontanamento, divieto di avvicinamento, ordine di protezione) anche ai casi di convivenza abitativa non familiare.

La sicurezza in casa è un diritto di tutti, non solo di chi vive con la famiglia o con un partner.

Firma la petizione per chiedere una legge che protegga ogni persona nella propria casa.

SEGUI IL LINK AL DOSSIER INFORMATIVO >>> https://tinyurl.com/CasaSicuraPerTutti

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Enrica CuccaresePromotore della petizione

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La tua casa dovrebbe essere il posto più sicuro.
Oggi però, se subisci violenza da un coinquilino con cui sei costretto a convivere, la legge non ti protegge come se accadesse con un familiare o un partner. Questo vuoto normativo mette in pericolo studenti, donne, lavoratori e chiunque viva in coabitazione.

Il problema: la legge italiana prevede misure immediate (allontanamento, divieto di avvicinamento, ordine di protezione) solo nei casi di violenza domestica tra familiari o partner affettivi.
La conseguenza: chi subisce violenza da un coinquilino non ha le stesse tutele e, anche dopo aver denunciato, può trovarsi costretto a continuare a vivere con il proprio aggressore.
Perché oggi è urgente: con gli affitti sempre più alti, la convivenza tra estranei è una realtà diffusa nelle città italiane. Senza una legge aggiornata, migliaia di persone restano vulnerabili.
La richiesta: chiediamo al Parlamento italiano di colmare questo vuoto normativo e di estendere le misure di protezione previste per la violenza domestica anche ai casi di convivenza abitativa non familiare.

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In Italia, se subisci violenza in casa da un familiare o da un partner, la legge ti tutela subito: l’aggressore può essere allontanato e tu sei protetto.

Ma se la violenza arriva da un coinquilino con cui dividi la casa per necessità economiche o per contratto d’affitto, la legge non prevede le stesse misure. Questo significa che una vittima, anche dopo aver denunciato, può essere costretta a continuare a vivere sotto lo stesso tetto con chi l’ha picchiata o minacciata.

Con gli affitti sempre più alti, convivere con persone estranee è ormai una realtà diffusa: studenti, lavoratori fuori sede, donne e uomini che cercano soluzioni accessibili. Ma senza una protezione adeguata, chi subisce violenza resta senza difesa.

👉 Chiediamo al Parlamento italiano di colmare questo vuoto normativo e di estendere le misure di protezione (allontanamento, divieto di avvicinamento, ordine di protezione) anche ai casi di convivenza abitativa non familiare.

La sicurezza in casa è un diritto di tutti, non solo di chi vive con la famiglia o con un partner.

Firma la petizione per chiedere una legge che protegga ogni persona nella propria casa.

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