BASTA RUBINETTI A SECCO! DIFENDIAMO IL DIRITTO ALL’ACQUA A BRACCIANO

Firmatari recenti
Paolo Panetta e altri 11 hanno firmato di recente.

Il problema

Premessa
Noi cittadini firmatari, residenti nelle aree servite da Acea Ato2, denunciamo i continui disservizi idrici che da anni colpiscono le nostre case: cali di pressione, interruzioni serali e notturne, e una mancanza cronica di continuità nell’erogazione dell’acqua potabile.

Non si tratta più di semplici disagi tecnici:
si tratta della negazione di un diritto umano universale, riconosciuto dall’ONU (Risoluzione 64/292 del 28 luglio 2010) e tutelato dalla Costituzione Italiana (artt. 2, 32 e 117).

Questa situazione mina la salute pubblica, mette in difficoltà famiglie con bambini, anziani e persone con disabilità, e costringe molti cittadini a trasferirsi temporaneamente o a sostenere spese aggiuntive per supplire a un servizio che dovrebbe essere garantito.

 
Un danno umano e ambientale
Senza acqua non si può vivere dignitosamente.
Non ci si può lavare, non si possono lavare piatti e stoviglie, non si può mantenere un’igiene minima.

Molti cittadini sono costretti a usare salviette detergenti, piatti monouso, bottiglie d’acqua e altri prodotti usa e getta per ripulirsi o cucinare.
Questa situazione genera un doppio danno: umano e ambientale.

Ogni giorno, per sopperire all’assenza d’acqua:

  • aumentano i rifiuti in plastica e i materiali non biodegradabili;
  • si producono tonnellate di salviette e contenitori che finiscono nell’indifferenziata;
  • cresce l’impronta ecologica di un servizio pubblico inefficiente.

L’acqua si difende anche dall’inquinamento e dalla plastica.
L’Unione Europea, con la Direttiva (UE) 2019/904 (“Single Use Plastics Directive”), e lo Stato Italiano, con il D.Lgs. 196/2021, hanno stabilito il divieto di molti prodotti in plastica monouso per ridurre l’inquinamento delle acque e salvaguardare gli ecosistemi.
La stessa Regione Lazio, con la Legge Regionale 28/2019, ha vietato l’uso di plastica monouso su spiagge e aree pubbliche, riconoscendo che la tutela ambientale e la tutela dell’acqua sono inseparabili.

Perché l’acqua non si difende solo quando manca dai rubinetti: si difende ogni giorno, proteggendola da sprechi, contaminazioni e cattiva gestione.

In altre parole, la crisi idrica di Bracciano è anche un problema ambientale: un circolo vizioso che trasforma un diritto negato in un’emergenza ecologica.

 
Una libertà da difendere
Durante un incontro istituzionale con il Sindaco di Bracciano e un rappresentante di Federconsumatori, ai cittadini è stato chiesto di non avviare una class action contro Acea Ato2.
Una richiesta simile è inaccettabile, perché nessuna istituzione può chiedere ai cittadini di rinunciare al diritto di difendersi collettivamente.

Il Codice del Consumo (D.Lgs. 206/2005, art. 140-bis), la Costituzione e le Delibere ARERA (655/2015, 311/2019, 609/2021) garantiscono espressamente il diritto dei cittadini a un servizio continuo, efficiente e non discriminatorio, e riconoscono la legittimità delle azioni collettive in caso di violazioni.

Acea Ato2 non può scaricare le proprie responsabilità sui cittadini, pretendendo che ognuno si doti a proprie spese di pompe o autoclavi per ricevere un bene essenziale.
L’acqua è un diritto, non un privilegio.

 
Cosa chiediamo:

  1. Ripristino immediato degli standard minimi di pressione e continuità stabiliti da ARERA.
  2. Trasparenza totale: pubblicazione dei dati tecnici di pressione e portata della rete idrica di Bracciano.
  3. Riconoscimento automatico degli indennizzi previsti per ogni disservizio.
  4. Risarcimento integrale per chi ha dovuto trasferirsi o sostenere spese per acqua sostitutiva.
  5. Tutela prioritaria per famiglie con soggetti fragili: bambini, anziani, persone con disabilità.
  6. Piano tecnico straordinario di manutenzione e potenziamento della rete.
  7. Divieto di scaricare oneri sugli utenti per impianti di accumulo o sollevamento: il gestore deve garantire la pressione fino al contatore.
  8. Tavolo permanente di monitoraggio tra Comune, cittadini, ARERA e associazioni indipendenti dei consumatori.
  9. Impegno del Comune di Bracciano a sostenere le azioni legittime dei cittadini, non a scoraggiarle.
  10. Riconoscimento dell’impatto ambientale del disservizio e adozione di misure di compensazione ecologica.

 
Conclusione
L’acqua è vita, salute, ambiente e dignità.
Negarla significa violare la Costituzione, la legge e i più elementari principi di umanità.

Noi cittadini di Bracciano diciamo basta ai rubinetti a secco.
Chiediamo giustizia, trasparenza e responsabilità da parte di Acea Ato2 e delle istituzioni locali.

Perché senza acqua non c’è salute.
Senza acqua non c’è igiene.
Senza acqua non c’è ambiente.
Senza acqua non c’è vita.

✍️ Firma anche tu per difendere il diritto all’acqua, alla salute e all’ambiente a Bracciano.
Insieme possiamo far valere la legge e riprenderci la dignità.

 

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Alessandra LizzioPromotore della petizione

1919

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Noi cittadini firmatari, residenti nelle aree servite da Acea Ato2, denunciamo i continui disservizi idrici che da anni colpiscono le nostre case: cali di pressione, interruzioni serali e notturne, e una mancanza cronica di continuità nell’erogazione dell’acqua potabile.

Non si tratta più di semplici disagi tecnici:
si tratta della negazione di un diritto umano universale, riconosciuto dall’ONU (Risoluzione 64/292 del 28 luglio 2010) e tutelato dalla Costituzione Italiana (artt. 2, 32 e 117).

Questa situazione mina la salute pubblica, mette in difficoltà famiglie con bambini, anziani e persone con disabilità, e costringe molti cittadini a trasferirsi temporaneamente o a sostenere spese aggiuntive per supplire a un servizio che dovrebbe essere garantito.

 
Un danno umano e ambientale
Senza acqua non si può vivere dignitosamente.
Non ci si può lavare, non si possono lavare piatti e stoviglie, non si può mantenere un’igiene minima.

Molti cittadini sono costretti a usare salviette detergenti, piatti monouso, bottiglie d’acqua e altri prodotti usa e getta per ripulirsi o cucinare.
Questa situazione genera un doppio danno: umano e ambientale.

Ogni giorno, per sopperire all’assenza d’acqua:

  • aumentano i rifiuti in plastica e i materiali non biodegradabili;
  • si producono tonnellate di salviette e contenitori che finiscono nell’indifferenziata;
  • cresce l’impronta ecologica di un servizio pubblico inefficiente.

L’acqua si difende anche dall’inquinamento e dalla plastica.
L’Unione Europea, con la Direttiva (UE) 2019/904 (“Single Use Plastics Directive”), e lo Stato Italiano, con il D.Lgs. 196/2021, hanno stabilito il divieto di molti prodotti in plastica monouso per ridurre l’inquinamento delle acque e salvaguardare gli ecosistemi.
La stessa Regione Lazio, con la Legge Regionale 28/2019, ha vietato l’uso di plastica monouso su spiagge e aree pubbliche, riconoscendo che la tutela ambientale e la tutela dell’acqua sono inseparabili.

Perché l’acqua non si difende solo quando manca dai rubinetti: si difende ogni giorno, proteggendola da sprechi, contaminazioni e cattiva gestione.

In altre parole, la crisi idrica di Bracciano è anche un problema ambientale: un circolo vizioso che trasforma un diritto negato in un’emergenza ecologica.

 
Una libertà da difendere
Durante un incontro istituzionale con il Sindaco di Bracciano e un rappresentante di Federconsumatori, ai cittadini è stato chiesto di non avviare una class action contro Acea Ato2.
Una richiesta simile è inaccettabile, perché nessuna istituzione può chiedere ai cittadini di rinunciare al diritto di difendersi collettivamente.

Il Codice del Consumo (D.Lgs. 206/2005, art. 140-bis), la Costituzione e le Delibere ARERA (655/2015, 311/2019, 609/2021) garantiscono espressamente il diritto dei cittadini a un servizio continuo, efficiente e non discriminatorio, e riconoscono la legittimità delle azioni collettive in caso di violazioni.

Acea Ato2 non può scaricare le proprie responsabilità sui cittadini, pretendendo che ognuno si doti a proprie spese di pompe o autoclavi per ricevere un bene essenziale.
L’acqua è un diritto, non un privilegio.

 
Cosa chiediamo:

  1. Ripristino immediato degli standard minimi di pressione e continuità stabiliti da ARERA.
  2. Trasparenza totale: pubblicazione dei dati tecnici di pressione e portata della rete idrica di Bracciano.
  3. Riconoscimento automatico degli indennizzi previsti per ogni disservizio.
  4. Risarcimento integrale per chi ha dovuto trasferirsi o sostenere spese per acqua sostitutiva.
  5. Tutela prioritaria per famiglie con soggetti fragili: bambini, anziani, persone con disabilità.
  6. Piano tecnico straordinario di manutenzione e potenziamento della rete.
  7. Divieto di scaricare oneri sugli utenti per impianti di accumulo o sollevamento: il gestore deve garantire la pressione fino al contatore.
  8. Tavolo permanente di monitoraggio tra Comune, cittadini, ARERA e associazioni indipendenti dei consumatori.
  9. Impegno del Comune di Bracciano a sostenere le azioni legittime dei cittadini, non a scoraggiarle.
  10. Riconoscimento dell’impatto ambientale del disservizio e adozione di misure di compensazione ecologica.

 
Conclusione
L’acqua è vita, salute, ambiente e dignità.
Negarla significa violare la Costituzione, la legge e i più elementari principi di umanità.

Noi cittadini di Bracciano diciamo basta ai rubinetti a secco.
Chiediamo giustizia, trasparenza e responsabilità da parte di Acea Ato2 e delle istituzioni locali.

Perché senza acqua non c’è salute.
Senza acqua non c’è igiene.
Senza acqua non c’è ambiente.
Senza acqua non c’è vita.

✍️ Firma anche tu per difendere il diritto all’acqua, alla salute e all’ambiente a Bracciano.
Insieme possiamo far valere la legge e riprenderci la dignità.

 

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Alessandra LizzioPromotore della petizione
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Petizione creata in data 28 agosto 2025