Basta ingiustizie nell’ISEE: detraiamo i PRESTITI personali come i mutui!


Basta ingiustizie nell’ISEE: detraiamo i PRESTITI personali come i mutui!
Il problema
Il sistema ISEE attuale è cieco e punisce chi ha bisogno di un prestito per sopravvivere o migliorare la propria casa.
Oggi, se hai un mutuo per la casa, lo Stato ti permette di scalarlo dal calcolo della tua ricchezza. Ma se hai chiesto un prestito personale o la cessione del quinto dello stipendio — magari perché la banca non ti ha concesso il mutuo, o perché dovevi ristrutturare d’urgenza, o per spese sanitarie e familiari — quel debito per lo Stato non esiste.
Anzi, accade l’assurdo: i soldi del prestito che passano sul tuo conto corrente alzano la tua giacenza media, facendoti apparire "ricco" sulla carta, mentre nella realtà ogni mese sei soffocato dalle rate da pagare.
Perché questa è un'ingiustizia inaccettabile?
- Discriminazione sociale: Chi è più solido riceve un mutuo e paga meno tasse (ISEE più basso). Chi è più in difficoltà deve ripiegare su un prestito e viene punito con un ISEE più alto, perdendo bonus nido, sconti in bolletta e agevolazioni scolastiche.
- La rata è un’uscita reale: Una rata da 300€ per un prestito incide sul tenore di vita esattamente come una rata del mutuo. Perché la prima viene ignorata e la seconda no?
- Il paradosso del patrimonio: Il prestito gonfia il patrimonio mobiliare ma non permette di dichiarare la passività (il debito residuo). È un calcolo matematicamente falso e moralmente iniquo.
COSA CHIEDIAMO AL GOVERNO E AL MINISTERO DEL LAVORO:
Chiediamo la modifica immediata del DPCM 159/2013 affinché:
- Nel calcolo del patrimonio mobiliare ISEE sia possibile detrarre il debito residuo di prestiti e finanziamenti regolarmente contratti con istituti bancari e finanziari certificati.
- Venga ristabilito il principio di equità fiscale: l'ISEE deve fotografare la ricchezza reale delle famiglie, non quella virtuale drogata dai debiti.
Non possiamo permettere che un sistema burocratico arcaico tolga aiuti concreti a chi sta già facendo sacrifici per pagare un finanziamento.
Firma anche tu per chiedere un ISEE più giusto e vicino alla realtà delle famiglie italiane!
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Il problema
Il sistema ISEE attuale è cieco e punisce chi ha bisogno di un prestito per sopravvivere o migliorare la propria casa.
Oggi, se hai un mutuo per la casa, lo Stato ti permette di scalarlo dal calcolo della tua ricchezza. Ma se hai chiesto un prestito personale o la cessione del quinto dello stipendio — magari perché la banca non ti ha concesso il mutuo, o perché dovevi ristrutturare d’urgenza, o per spese sanitarie e familiari — quel debito per lo Stato non esiste.
Anzi, accade l’assurdo: i soldi del prestito che passano sul tuo conto corrente alzano la tua giacenza media, facendoti apparire "ricco" sulla carta, mentre nella realtà ogni mese sei soffocato dalle rate da pagare.
Perché questa è un'ingiustizia inaccettabile?
- Discriminazione sociale: Chi è più solido riceve un mutuo e paga meno tasse (ISEE più basso). Chi è più in difficoltà deve ripiegare su un prestito e viene punito con un ISEE più alto, perdendo bonus nido, sconti in bolletta e agevolazioni scolastiche.
- La rata è un’uscita reale: Una rata da 300€ per un prestito incide sul tenore di vita esattamente come una rata del mutuo. Perché la prima viene ignorata e la seconda no?
- Il paradosso del patrimonio: Il prestito gonfia il patrimonio mobiliare ma non permette di dichiarare la passività (il debito residuo). È un calcolo matematicamente falso e moralmente iniquo.
COSA CHIEDIAMO AL GOVERNO E AL MINISTERO DEL LAVORO:
Chiediamo la modifica immediata del DPCM 159/2013 affinché:
- Nel calcolo del patrimonio mobiliare ISEE sia possibile detrarre il debito residuo di prestiti e finanziamenti regolarmente contratti con istituti bancari e finanziari certificati.
- Venga ristabilito il principio di equità fiscale: l'ISEE deve fotografare la ricchezza reale delle famiglie, non quella virtuale drogata dai debiti.
Non possiamo permettere che un sistema burocratico arcaico tolga aiuti concreti a chi sta già facendo sacrifici per pagare un finanziamento.
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Petizione creata in data 19 febbraio 2026