

BASTA ILLEGALITÀ E ABUSI SUGLI ANIMALI
Il problema
DOPO DECENNI DI DENUNCE E SOFFERENZA, DICIAMO BASTA: PRETENDIAMO L’INTERVENTO DEL GOVERNO!
Sono decenni che volontari, associazioni e inchieste televisive mostrano la stessa tragica realtà: migliaia di cani maltrattati e abbandonati a sé stessi, condannati all’ergastolo in box di cemento freddo e strutture fatiscenti, senza cure sufficienti, senza mai un gioco o una carezza. Animali meravigliosi che muoiono lentamente nella sofferenza e nell’indifferenza generale. La stessa sofferenza, purtroppo, riguarda anche centinaia di migliaia di gatti randagi.
Abbiamo protestato, segnalato, riempito i social di rabbia e lamentele. Ma nulla si è mosso.
I volontari sono stremati: non possono più accollarsi da soli le conseguenze di un sistema fallito. Ma la verità che forse molti non sanno è che le leggi per proteggere questi animali esistono già. Gli standard minimi sul benessere animale e le norme sulla prevenzione del randagismo ci sono (a partire dalla Legge Quadro 281/1991). Il problema è che le istituzioni locali non applicano pienamente la legge!
Non possiamo più tollerare così tanta sofferenza e assistere alla Pubblica Amministrazione che si tira indietro di fronte le proprie responsabilità. È ora di rivolgerci direttamente a chi ha il potere di agire!
Noi del Comitato Addio Randagismo ETS, una rete operativa di circa 150 associati fra associazioni, volontari e cittadini animalisti, diciamo basta. Raccogliamo le vostre firme per presentarle direttamente ai vertici delle nostre Istituzioni ed esigere un cambiamento strutturale e immediato.
A CHI È RIVOLTA QUESTA PETIZIONE
Al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, alla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e al Sottosegretario al Ministero della Salute con delega alla sanità animale On. Marcello Gemmato.
COSA CHIEDIAMO CON QUESTA PETIZIONE?
Chiediamo l’applicazione immediata della Legge n.281/1991 in materia di animali di affezione e prevenzione del randagismo attraverso questi interventi urgenti:
1 - Prevenzione Nazionale e un Commissario Straordinario: Istituire, presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, la figura del Commissario Straordinario per l’Emergenza Randagismo. Una figura dotata di poteri sostitutivi e di coordinamento interistituzionale per superare la frammentazione e l’inerzia burocratica tra Regioni, Comuni e ASL. Il Commissario avrà il compito di definire gli obiettivi nazionali, vincolare fondi alla prevenzione, imporre campagne mirate di sterilizzazione e controlli a tappeto sui microchip di tutti i cani sul territorio italiano, tracciando i dati ricevuti annualmente dalle Regioni e misurando i risultati rispetto agli obiettivi prefissati dichiarando guerra al fenomeno dei 2 milioni di cani fantasma.
2 - Controlli sull’operato degli organi pubblici: Avviare verifiche e audit rigorosi su Comuni, canili convenzionati e ASL per assicurare la piena osservanza della Legge n. 281/1991, della Legge n. 189/2004 e delle successive riforme legislative a tutela degli animali (incluse le nuove disposizioni sull’Inasprimento delle pene per reati e omissioni), nonché l’immediata attuazione delle direttive vincolanti del Commissario Straordinario.
3 - Riforma dei Canili e Garanzia di Trasparenza: Trasformare le strutture in centri di recupero e transito orientati alle adozioni, superando la mera custodia a vita. Chiediamo l’eliminazione definitiva delle gare d’appalto al massimo ribasso (che generano incuria e maltrattamenti), definendo per legge una tariffa minima inderogabile a tutela del benessere animale e stabilendo il numero massimo di 300 cani in un’unica struttura d’accoglienza nel rispetto delle esigenze fisiologiche degli animali.
4 - Contrasto al Mercato Nero e alla mercificazione dei cani: Indirizzare NAS, Polizia Municipale, Carabinieri Forestali e ASL al contrasto degli allevamenti abusivi ed all’esecuzione di controlli sul rispetto delle normative vigenti, vietare la vendita di cuccioli on line e introdurre una moratoria straordinaria sulle importazioni dall’estero dei cuccioli che entrano con documenti contraffatti finché non verranno stabilite nuove regole e controlli più stringenti.
5 - Leva Fiscale: Ridurre l’IVA su alimenti, farmaci e cure veterinarie con un calmiere sulle prestazioni. Chiediamo anche una tassa sulle vendite commerciali di cani per sovvenzionare programmi di microchippatura per le famiglie meno abbienti e di sterilizzazione dei cani vaganti impiegati in pastorizia e aziende agricole gratuita.
6 - Educazione e sensibilizzazione nazionale: Una campagna del servizio pubblico (RAI) sull'adozione responsabile, abbinata all'inserimento di moduli obbligatori di Educazione Civica per conoscere meglio e rispettare gli animali d'affezione, insegnando l'obbligo di microchip e la convivenza responsabile. L'obiettivo è formare giovani e famiglie all'empatia, contrastando alla radice il fenomeno dell'abbandono e dell'incuria di cani e gatti.
UNA BATTAGLIA DI CIVILITÀ CHE RIGUARDA TUTTI!
Questa petizione non chiede nuove leggi. Chiede che lo Stato applichi con continuità e fermezza una normativa che esiste da oltre trent’anni. Per gli animali, per i cittadini, per i volontari e per il corretto utilizzo delle risorse pubbliche.
✍️ Metti la tua firma ora e passa parola. Servono 50.000 firme per costringere il Governo e il Parlamento ad ascoltarci. Questa è un’emergenza nazionale che non può più essere ignorata: facciamo sentire la voce dei cittadini e difendiamo gli animali innocenti!
FIRMA ORA QUESTA PETIZIONE E CONDIVIDILA OVUNQUE: Bastano 30 secondi per trasformare l’indignazione in un cambiamento reale e mettere fine a questo strazio.
Comitato Addio Randagismo ETS



DOSSIER: DOVE NASCE IL PROBLEMA
La Legge Quadro n. 281/1991 rappresenta ancora oggi uno degli strumenti più avanzati per prevenire il randagismo e tutelare gli animali. Tuttavia, dopo oltre trent’anni, molte delle misure che essa prevede continuano a non essere applicate sul territorio nazionale. Il risultato è un paradosso inaccettabile: una legge nata per il benessere animale che, restando inapplicata, si trasforma in causa di sofferenza per migliaia di cani e consente a dinamiche speculative di gravare sui contribuenti.
COSA PREVEDE LA LEGGE E COSA VIENE SISTEMATICAMENTE IGNORATO
· Tradita la funzione dei canili (da centri di transito a ergastoli a vita):
La normativa stabilisce che i canili debbano essere strutture temporanee di passaggio verso l'adozione. Nella realtà, la mancata applicazione dei protocolli trasforma i canili convenzionati con i comuni in ergastoli di cemento e luoghi di sofferenza, dove migliaia di cani sono condannati a una vita di isolamento, incuria, e stress fino alla morte.
· Violato l'obbligo del 60% dei fondi alla Prevenzione:
La Legge 281/1991 impone alla Pubblica Amministrazione di destinare almeno il 60% delle risorse statali alla prevenzione (sterilizzazioni, microchip, controlli). Questa norma viene calpestata: si continua a sprecare denaro pubblico per accalappiare e recludere gli animali anziché affrontare il problema alla radice.
· Drenaggio illegittimo di risorse pubbliche:
L'assenza di prevenzione genera un circolo vizioso che prosciuga i bilanci dei Comuni (specialmente al Centro-Sud, spesso già in dissesto finanziario), alimentando un business della custodia a vita a spese dei contribuenti.
UNA REALTÀ SCIOCCANTE!
I dati ufficiali (Rapporti LAV, Legambiente, Ministero della Salute) fotografano un’emergenza nazionale senza precedenti che non può più essere ignorata:
❌ Oltre 100.000 cani sono reclusi nei canili rifugio e sanitari italiani, ridotti a prigionieri innocenti.
❌ Fino a 700.000 cani vaganti popolano le nostre strade, spesso morendo di stenti, fame o incidenti.
❌ Un abbandono ogni 6 minuti: nell’ultimo anno si sono registrati circa 85.000 abbandoni ufficiali di soli cani, dato che sale a oltre 130.000 includendo i gatti.
❌ 250 milioni di euro all’anno: è la spesa complessiva annua sostenuta dai Comuni italiani per il solo mantenimento dei canili, una cifra tre volte superiore al budget annuale messo a disposizione del governo per la gestione dei 24 parchi naturali nazionali.
PERCHÉ COSI’ TANTI CANI ABBANDONATI:
1) Due milioni di “cani fantasma” e l’illegalità
L’attuale situazione non è una fatalità, ma un fenomeno alimentato da circa 2 milioni di cani "invisibili", conseguenza diretta di un mercato sommerso privo di controlli e riconducibile a 4 cause principali:
- Cani da lavoro e campagna non gestiti: Animali da caccia, pastorizia o azienda agricole lasciati liberi senza microchip né sterilizzazione, che generano cucciolate continue destinate all’abbandono.
- Allevamenti abusivi e cucciolate "in nero": Un business sommerso di cucciolate abusive per far cassa sulla pelle degli animali che non rispettano gli standard sul benessere animale. I controlli dei NAS, riportano che anche il 30% degli allevamenti ufficiali presentano gravi irregolarità sul benessere animale ("allevamenti lager").
- Traffico illecito dall’Est Europa: Cuccioli importati dai puppy mills, strappati prematuramente alle madri, privi di garanzie sanitarie che entrano in Italia con documenti falsificati per essere venduti in allevamenti illegali e on-line.
- Impunità totale ed evasione fiscale: La vendita di cani privi di microchip e in nero rende impossibile identificare i proprietari. Questo garantisce zero sanzioni per chi abbandona o maltratta e alimenta l’elusione fiscale.
2) Assenza di una regia centrale e "scarica barile" tra enti
Oggi la gestione del randagismo è frammentata tra troppi attori, ognuno responsabile di un pezzo del sistema:
- Ministero della Salute: emana le linee guida generali e gestisce l'Anagrafe Canina Nazionale.
- Regioni: devono approvare i piani di prevenzione, ripartire i fondi e monitorare il territorio.
- Comuni: sono responsabili dei cani vaganti, finanziano la custodia nei canili e controllano l'anagrafe tramite la Polizia Locale.
- ASL (Servizi Veterinari): devono eseguire le sterilizzazioni, applicare i microchip e fare le ispezioni sanitarie nelle strutture.
Il risultato? Senza una regia centrale, le responsabilità si disperdono tra gli enti e manca completamente una strategia per abbattere i 2 milioni di cani fantasma, vera radice di randagismo e abbandoni. Inoltre, nessuno sanziona l'inerzia su sterilizzazioni e microchip: le azioni si bloccano e a pagarne le conseguenze sono solo gli animali e i cittadini.
Il randagismo e la sofferenza degli animali d’affezione (cani e gatti) nel nostro Paese è diventato un sistema fuori controllo che calpesta la civiltà e dissangua le casse dei comuni. Questo scenario drammatico è reso possibile da un’unica causa: la non applicazione delle normative sul territorio.
FAI SENTIRE IL TUO "BASTA": CHIEDI LA REALE APPLICAZIONE DELLE NORMATIVE VIGENTI E L'ISTITUZIONE DI UN COMMISSARIO STRAORDINARIO PER GESTIRE L'EMERGENZA. FIRMA E FAI GIRARE QUESTA PETIZIONE!
Servono 50.000 firme per portare questa battaglia direttamente sul tavolo del Governo. Il tuo gesto richiede solo pochi secondi, ma insieme faremo la differenza per porre fine alla sofferenza di migliaia di animali.
SOSTIENI LE NOSTRE BATTAGLIE LEGALI CONTRO L’INERZIA ISTITUZIONALE
Il Comitato Addio Randagismo ETS Non si limita a chiedere il rispetto delle regole: denunciamo le negligenze amministrative e avviamo azioni contro organi pubblici inadempienti che violano le leggi sulla tutela animale.
Le battaglie giudiziarie contro le Istituzioni richiedono risorse e un costante supporto legale. Puoi aiutarci a portare avanti le nostre attività e pretendere il rispetto delle normative in ogni sede opportuna con una piccola donazione.
Comitato Addio Randagismo ETS - IBAN: IT12D0503303800000000112127
Grazie per il tuo sostegno!

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DOPO DECENNI DI DENUNCE E SOFFERENZA, DICIAMO BASTA: PRETENDIAMO L’INTERVENTO DEL GOVERNO!
Sono decenni che volontari, associazioni e inchieste televisive mostrano la stessa tragica realtà: migliaia di cani maltrattati e abbandonati a sé stessi, condannati all’ergastolo in box di cemento freddo e strutture fatiscenti, senza cure sufficienti, senza mai un gioco o una carezza. Animali meravigliosi che muoiono lentamente nella sofferenza e nell’indifferenza generale. La stessa sofferenza, purtroppo, riguarda anche centinaia di migliaia di gatti randagi.
Abbiamo protestato, segnalato, riempito i social di rabbia e lamentele. Ma nulla si è mosso.
I volontari sono stremati: non possono più accollarsi da soli le conseguenze di un sistema fallito. Ma la verità che forse molti non sanno è che le leggi per proteggere questi animali esistono già. Gli standard minimi sul benessere animale e le norme sulla prevenzione del randagismo ci sono (a partire dalla Legge Quadro 281/1991). Il problema è che le istituzioni locali non applicano pienamente la legge!
Non possiamo più tollerare così tanta sofferenza e assistere alla Pubblica Amministrazione che si tira indietro di fronte le proprie responsabilità. È ora di rivolgerci direttamente a chi ha il potere di agire!
Noi del Comitato Addio Randagismo ETS, una rete operativa di circa 150 associati fra associazioni, volontari e cittadini animalisti, diciamo basta. Raccogliamo le vostre firme per presentarle direttamente ai vertici delle nostre Istituzioni ed esigere un cambiamento strutturale e immediato.
A CHI È RIVOLTA QUESTA PETIZIONE
Al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, alla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e al Sottosegretario al Ministero della Salute con delega alla sanità animale On. Marcello Gemmato.
COSA CHIEDIAMO CON QUESTA PETIZIONE?
Chiediamo l’applicazione immediata della Legge n.281/1991 in materia di animali di affezione e prevenzione del randagismo attraverso questi interventi urgenti:
1 - Prevenzione Nazionale e un Commissario Straordinario: Istituire, presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, la figura del Commissario Straordinario per l’Emergenza Randagismo. Una figura dotata di poteri sostitutivi e di coordinamento interistituzionale per superare la frammentazione e l’inerzia burocratica tra Regioni, Comuni e ASL. Il Commissario avrà il compito di definire gli obiettivi nazionali, vincolare fondi alla prevenzione, imporre campagne mirate di sterilizzazione e controlli a tappeto sui microchip di tutti i cani sul territorio italiano, tracciando i dati ricevuti annualmente dalle Regioni e misurando i risultati rispetto agli obiettivi prefissati dichiarando guerra al fenomeno dei 2 milioni di cani fantasma.
2 - Controlli sull’operato degli organi pubblici: Avviare verifiche e audit rigorosi su Comuni, canili convenzionati e ASL per assicurare la piena osservanza della Legge n. 281/1991, della Legge n. 189/2004 e delle successive riforme legislative a tutela degli animali (incluse le nuove disposizioni sull’Inasprimento delle pene per reati e omissioni), nonché l’immediata attuazione delle direttive vincolanti del Commissario Straordinario.
3 - Riforma dei Canili e Garanzia di Trasparenza: Trasformare le strutture in centri di recupero e transito orientati alle adozioni, superando la mera custodia a vita. Chiediamo l’eliminazione definitiva delle gare d’appalto al massimo ribasso (che generano incuria e maltrattamenti), definendo per legge una tariffa minima inderogabile a tutela del benessere animale e stabilendo il numero massimo di 300 cani in un’unica struttura d’accoglienza nel rispetto delle esigenze fisiologiche degli animali.
4 - Contrasto al Mercato Nero e alla mercificazione dei cani: Indirizzare NAS, Polizia Municipale, Carabinieri Forestali e ASL al contrasto degli allevamenti abusivi ed all’esecuzione di controlli sul rispetto delle normative vigenti, vietare la vendita di cuccioli on line e introdurre una moratoria straordinaria sulle importazioni dall’estero dei cuccioli che entrano con documenti contraffatti finché non verranno stabilite nuove regole e controlli più stringenti.
5 - Leva Fiscale: Ridurre l’IVA su alimenti, farmaci e cure veterinarie con un calmiere sulle prestazioni. Chiediamo anche una tassa sulle vendite commerciali di cani per sovvenzionare programmi di microchippatura per le famiglie meno abbienti e di sterilizzazione dei cani vaganti impiegati in pastorizia e aziende agricole gratuita.
6 - Educazione e sensibilizzazione nazionale: Una campagna del servizio pubblico (RAI) sull'adozione responsabile, abbinata all'inserimento di moduli obbligatori di Educazione Civica per conoscere meglio e rispettare gli animali d'affezione, insegnando l'obbligo di microchip e la convivenza responsabile. L'obiettivo è formare giovani e famiglie all'empatia, contrastando alla radice il fenomeno dell'abbandono e dell'incuria di cani e gatti.
UNA BATTAGLIA DI CIVILITÀ CHE RIGUARDA TUTTI!
Questa petizione non chiede nuove leggi. Chiede che lo Stato applichi con continuità e fermezza una normativa che esiste da oltre trent’anni. Per gli animali, per i cittadini, per i volontari e per il corretto utilizzo delle risorse pubbliche.
✍️ Metti la tua firma ora e passa parola. Servono 50.000 firme per costringere il Governo e il Parlamento ad ascoltarci. Questa è un’emergenza nazionale che non può più essere ignorata: facciamo sentire la voce dei cittadini e difendiamo gli animali innocenti!
FIRMA ORA QUESTA PETIZIONE E CONDIVIDILA OVUNQUE: Bastano 30 secondi per trasformare l’indignazione in un cambiamento reale e mettere fine a questo strazio.
Comitato Addio Randagismo ETS



DOSSIER: DOVE NASCE IL PROBLEMA
La Legge Quadro n. 281/1991 rappresenta ancora oggi uno degli strumenti più avanzati per prevenire il randagismo e tutelare gli animali. Tuttavia, dopo oltre trent’anni, molte delle misure che essa prevede continuano a non essere applicate sul territorio nazionale. Il risultato è un paradosso inaccettabile: una legge nata per il benessere animale che, restando inapplicata, si trasforma in causa di sofferenza per migliaia di cani e consente a dinamiche speculative di gravare sui contribuenti.
COSA PREVEDE LA LEGGE E COSA VIENE SISTEMATICAMENTE IGNORATO
· Tradita la funzione dei canili (da centri di transito a ergastoli a vita):
La normativa stabilisce che i canili debbano essere strutture temporanee di passaggio verso l'adozione. Nella realtà, la mancata applicazione dei protocolli trasforma i canili convenzionati con i comuni in ergastoli di cemento e luoghi di sofferenza, dove migliaia di cani sono condannati a una vita di isolamento, incuria, e stress fino alla morte.
· Violato l'obbligo del 60% dei fondi alla Prevenzione:
La Legge 281/1991 impone alla Pubblica Amministrazione di destinare almeno il 60% delle risorse statali alla prevenzione (sterilizzazioni, microchip, controlli). Questa norma viene calpestata: si continua a sprecare denaro pubblico per accalappiare e recludere gli animali anziché affrontare il problema alla radice.
· Drenaggio illegittimo di risorse pubbliche:
L'assenza di prevenzione genera un circolo vizioso che prosciuga i bilanci dei Comuni (specialmente al Centro-Sud, spesso già in dissesto finanziario), alimentando un business della custodia a vita a spese dei contribuenti.
UNA REALTÀ SCIOCCANTE!
I dati ufficiali (Rapporti LAV, Legambiente, Ministero della Salute) fotografano un’emergenza nazionale senza precedenti che non può più essere ignorata:
❌ Oltre 100.000 cani sono reclusi nei canili rifugio e sanitari italiani, ridotti a prigionieri innocenti.
❌ Fino a 700.000 cani vaganti popolano le nostre strade, spesso morendo di stenti, fame o incidenti.
❌ Un abbandono ogni 6 minuti: nell’ultimo anno si sono registrati circa 85.000 abbandoni ufficiali di soli cani, dato che sale a oltre 130.000 includendo i gatti.
❌ 250 milioni di euro all’anno: è la spesa complessiva annua sostenuta dai Comuni italiani per il solo mantenimento dei canili, una cifra tre volte superiore al budget annuale messo a disposizione del governo per la gestione dei 24 parchi naturali nazionali.
PERCHÉ COSI’ TANTI CANI ABBANDONATI:
1) Due milioni di “cani fantasma” e l’illegalità
L’attuale situazione non è una fatalità, ma un fenomeno alimentato da circa 2 milioni di cani "invisibili", conseguenza diretta di un mercato sommerso privo di controlli e riconducibile a 4 cause principali:
- Cani da lavoro e campagna non gestiti: Animali da caccia, pastorizia o azienda agricole lasciati liberi senza microchip né sterilizzazione, che generano cucciolate continue destinate all’abbandono.
- Allevamenti abusivi e cucciolate "in nero": Un business sommerso di cucciolate abusive per far cassa sulla pelle degli animali che non rispettano gli standard sul benessere animale. I controlli dei NAS, riportano che anche il 30% degli allevamenti ufficiali presentano gravi irregolarità sul benessere animale ("allevamenti lager").
- Traffico illecito dall’Est Europa: Cuccioli importati dai puppy mills, strappati prematuramente alle madri, privi di garanzie sanitarie che entrano in Italia con documenti falsificati per essere venduti in allevamenti illegali e on-line.
- Impunità totale ed evasione fiscale: La vendita di cani privi di microchip e in nero rende impossibile identificare i proprietari. Questo garantisce zero sanzioni per chi abbandona o maltratta e alimenta l’elusione fiscale.
2) Assenza di una regia centrale e "scarica barile" tra enti
Oggi la gestione del randagismo è frammentata tra troppi attori, ognuno responsabile di un pezzo del sistema:
- Ministero della Salute: emana le linee guida generali e gestisce l'Anagrafe Canina Nazionale.
- Regioni: devono approvare i piani di prevenzione, ripartire i fondi e monitorare il territorio.
- Comuni: sono responsabili dei cani vaganti, finanziano la custodia nei canili e controllano l'anagrafe tramite la Polizia Locale.
- ASL (Servizi Veterinari): devono eseguire le sterilizzazioni, applicare i microchip e fare le ispezioni sanitarie nelle strutture.
Il risultato? Senza una regia centrale, le responsabilità si disperdono tra gli enti e manca completamente una strategia per abbattere i 2 milioni di cani fantasma, vera radice di randagismo e abbandoni. Inoltre, nessuno sanziona l'inerzia su sterilizzazioni e microchip: le azioni si bloccano e a pagarne le conseguenze sono solo gli animali e i cittadini.
Il randagismo e la sofferenza degli animali d’affezione (cani e gatti) nel nostro Paese è diventato un sistema fuori controllo che calpesta la civiltà e dissangua le casse dei comuni. Questo scenario drammatico è reso possibile da un’unica causa: la non applicazione delle normative sul territorio.
FAI SENTIRE IL TUO "BASTA": CHIEDI LA REALE APPLICAZIONE DELLE NORMATIVE VIGENTI E L'ISTITUZIONE DI UN COMMISSARIO STRAORDINARIO PER GESTIRE L'EMERGENZA. FIRMA E FAI GIRARE QUESTA PETIZIONE!
Servono 50.000 firme per portare questa battaglia direttamente sul tavolo del Governo. Il tuo gesto richiede solo pochi secondi, ma insieme faremo la differenza per porre fine alla sofferenza di migliaia di animali.
SOSTIENI LE NOSTRE BATTAGLIE LEGALI CONTRO L’INERZIA ISTITUZIONALE
Il Comitato Addio Randagismo ETS Non si limita a chiedere il rispetto delle regole: denunciamo le negligenze amministrative e avviamo azioni contro organi pubblici inadempienti che violano le leggi sulla tutela animale.
Le battaglie giudiziarie contro le Istituzioni richiedono risorse e un costante supporto legale. Puoi aiutarci a portare avanti le nostre attività e pretendere il rispetto delle normative in ogni sede opportuna con una piccola donazione.
Comitato Addio Randagismo ETS - IBAN: IT12D0503303800000000112127
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Petizione creata in data 8 agosto 2026