Basta "furbetti" del delivery: vogliamo regole uguali per tutti i rider!

Il problema

Premessa: La realtà dei fatti
I sottoscritti intendono portare all'attenzione delle Autorità una situazione di illegalità diffusa nel mondo delle consegne a domicilio (Glovo, Deliveroo e similari). Esiste oggi un mercato parallelo gestito da soggetti che, eludendo i controlli preliminari delle piattaforme, creano e vendono "Fake Account" a individui privi dei requisiti legali (come permessi di soggiorno validi).

Analisi del Fenomeno
Come evidenziato quotidianamente dai lavoratori del settore, il sistema si articola nelle seguenti criticità:

Il mercato degli account falsi:

Si è consolidato un business illegale dove profili rider vengono affittati o venduti a terzi. Questo costringe i lavoratori irregolari a pagare una vera e propria "tangente" ai gestori dei profili per poter accedere alla piattaforma. Il risultato è che l'utente finale visualizza un nome (es. "Gianni"), ma alla consegna si presenta un soggetto diverso e non tracciabile.


Il "Cannibalismo degli ordini" (Multi-accounting):

 È frequente osservare soggetti che operano con più dispositivi e identità fittizie contemporaneamente. Questa pratica permette loro di accaparrarsi una quantità sproporzionata di ordini, sottraendo illegalmente volumi di lavoro ai rider regolari.

Danno verso i lavoratori onesti: 

La proliferazione incontrollata di rider irregolari causa una drastica riduzione dei guadagni per chi opera nel rispetto delle regole, paga le tasse e versa i contributi.


Danno Erariale e Sicurezza:

Trattandosi di "account fantasma", i redditi prodotti restano totalmente in una zona grigia, generando un danno diretto allo Stato (evasione fiscale e contributiva) e un problema di sicurezza pubblica dovuto alla mancata identificazione di chi circola sul territorio.
 
Le nostre richieste alle Istituzioni


Alla luce di quanto esposto, chiediamo che lo Stato e le Forze dell’Ordine intervengano con azioni concrete, mirate e collaborative

Operazioni di controllo "su strada": Chiediamo pattugliamenti mirati presso i centri di ritiro (ristoranti e dark store) per verificare la corrispondenza tra il documento d'identità del rider e il profilo attivo sul dispositivo.


Protocolli di accesso sicuro: Chiediamo che le piattaforme siano obbligate a implementare protocolli di accesso che garantiscano l'identità certa del lavoratore, da definire in corso d'opera con le autorità competenti per impedirne la cessione a terzi.


Collaborazione attiva e responsabilità delle piattaforme: Le aziende devono essere chiamate a rispondere della presenza di profili falsi sulle loro app e devono collaborare fornendo dati alle autorità per smantellare la rete di vendita degli account.


Sanzioni severe: Prevedere l'espulsione immediata e definitiva per chiunque venga sorpreso a gestire o utilizzare account multipli o fittizi seguito da denuncia per sostituzione di persona

Conclusioni
Non possiamo accettare che il diritto al lavoro venga calpestato da un sistema di illegalità organizzata. Chiediamo alle Istituzioni di uscire dall'ombra e di ripristinare la legalità nelle nostre strade, tutelando chi lavora onestamente.

 

 

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Gaetano SantoroPromotore della petizione

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Il problema

Premessa: La realtà dei fatti
I sottoscritti intendono portare all'attenzione delle Autorità una situazione di illegalità diffusa nel mondo delle consegne a domicilio (Glovo, Deliveroo e similari). Esiste oggi un mercato parallelo gestito da soggetti che, eludendo i controlli preliminari delle piattaforme, creano e vendono "Fake Account" a individui privi dei requisiti legali (come permessi di soggiorno validi).

Analisi del Fenomeno
Come evidenziato quotidianamente dai lavoratori del settore, il sistema si articola nelle seguenti criticità:

Il mercato degli account falsi:

Si è consolidato un business illegale dove profili rider vengono affittati o venduti a terzi. Questo costringe i lavoratori irregolari a pagare una vera e propria "tangente" ai gestori dei profili per poter accedere alla piattaforma. Il risultato è che l'utente finale visualizza un nome (es. "Gianni"), ma alla consegna si presenta un soggetto diverso e non tracciabile.


Il "Cannibalismo degli ordini" (Multi-accounting):

 È frequente osservare soggetti che operano con più dispositivi e identità fittizie contemporaneamente. Questa pratica permette loro di accaparrarsi una quantità sproporzionata di ordini, sottraendo illegalmente volumi di lavoro ai rider regolari.

Danno verso i lavoratori onesti: 

La proliferazione incontrollata di rider irregolari causa una drastica riduzione dei guadagni per chi opera nel rispetto delle regole, paga le tasse e versa i contributi.


Danno Erariale e Sicurezza:

Trattandosi di "account fantasma", i redditi prodotti restano totalmente in una zona grigia, generando un danno diretto allo Stato (evasione fiscale e contributiva) e un problema di sicurezza pubblica dovuto alla mancata identificazione di chi circola sul territorio.
 
Le nostre richieste alle Istituzioni


Alla luce di quanto esposto, chiediamo che lo Stato e le Forze dell’Ordine intervengano con azioni concrete, mirate e collaborative

Operazioni di controllo "su strada": Chiediamo pattugliamenti mirati presso i centri di ritiro (ristoranti e dark store) per verificare la corrispondenza tra il documento d'identità del rider e il profilo attivo sul dispositivo.


Protocolli di accesso sicuro: Chiediamo che le piattaforme siano obbligate a implementare protocolli di accesso che garantiscano l'identità certa del lavoratore, da definire in corso d'opera con le autorità competenti per impedirne la cessione a terzi.


Collaborazione attiva e responsabilità delle piattaforme: Le aziende devono essere chiamate a rispondere della presenza di profili falsi sulle loro app e devono collaborare fornendo dati alle autorità per smantellare la rete di vendita degli account.


Sanzioni severe: Prevedere l'espulsione immediata e definitiva per chiunque venga sorpreso a gestire o utilizzare account multipli o fittizi seguito da denuncia per sostituzione di persona

Conclusioni
Non possiamo accettare che il diritto al lavoro venga calpestato da un sistema di illegalità organizzata. Chiediamo alle Istituzioni di uscire dall'ombra e di ripristinare la legalità nelle nostre strade, tutelando chi lavora onestamente.

 

 

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Gaetano SantoroPromotore della petizione

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