Basta complicità: l’Italia agisca per fermare il massacro a Gaza


Basta complicità: l’Italia agisca per fermare il massacro a Gaza
Il problema
Abbiamo imparato a convivere con l’orrore come se fosse rumore di fondo. Le immagini di macerie, i bambini feriti, gli ospedali distrutti: scorrono sui nostri schermi e scompaiono nel flusso quotidiano. Non è ignoranza: è una scelta. La più comoda, la più vile.
La storia non ci chiederà se sapevamo, ma perché abbiamo scelto di distogliere lo sguardo.
La catastrofe umanitaria (dati ONU, OMS, UNICEF, The Lancet, RSF)
- Al 22 settembre 2025 il bilancio ufficiale supera 65.000 morti e 165.000 feriti. Uno studio su The Lancet stima che le vittime reali possano superare quota 80.000.
- 25.000 bambini uccisi: più che in tutti gli altri conflitti globali degli ultimi quattro anni messi insieme. Ogni giorno 10 bambini perdono una o entrambe le gambe (Save the Children).
- L’OMS ha confermato la carestia in corso: oltre 640.000 persone in “fase catastrofica”, con la fame usata come arma di guerra.
- Solo 10 ospedali su 36 sono parzialmente funzionanti: mancano elettricità, medicine, anestetici.
- Più di 222 giornalisti uccisi a Gaza dall’inizio dell’offensiva: un tasso di mortalità senza precedenti (RSF).
Questa non è una guerra tra eserciti. È un assedio totale contro una popolazione intrappolata, la cancellazione deliberata di un popolo e della sua storia.
Perché l’Italia deve agire ora
Non è politica: è umanità.
La Spagna, l’Irlanda e la Norvegia hanno già riconosciuto lo Stato di Palestina e interrotto le forniture di armi a Israele. In Italia, invece, le licenze di esportazione di armi e componenti militari restano attive (oltre 7,6 miliardi di euro nel 2024). Persino i porti italiani, grazie alle proteste dei lavoratori, hanno iniziato a bloccare convogli sospetti diretti in Israele.
La società civile ha parlato, il 22 settembre 2025 con manifestazioni e scioperi in tutta Italia. Ora tocca al Governo.
Cosa chiediamo al Governo italiano
- Riconoscimento immediato dello Stato di Palestina, come già fatto da Spagna, Irlanda e Norvegia, per dare un segnale politico chiaro di fine all’impunità e ribadire il diritto all'esistenza del popolo Palestinese.
- Embargo totale su armi e componenti militari verso Israele, applicando integralmente la Legge 185/90 e sospendendo ogni accordo militare e industriale con aziende israeliane.
- Cessate il fuoco immediato e permanente, da sostenere con forza in sede UE e ONU, accompagnato da sanzioni mirate contro i membri del governo israeliano responsabili di crimini di guerra e contro le imprese che traggono profitto dall’occupazione.
- Corridoi umanitari sicuri e garantiti, in coordinamento con l’Unione Europea e le agenzie ONU, per assicurare acqua, cibo, medicine e protezione ai civili, con priorità assoluta ai bambini.
- Trasparenza totale e pubblica sul commercio di armi: pubblicazione periodica dei dati, rafforzamento del controllo parlamentare e accesso libero ai cittadini.
Perché firmare
Non possiamo più permettere che la distanza geografica diventi indifferenza morale. Non possiamo parlare di diritti e di democrazia e restare in silenzio davanti a un genocidio trasmesso in diretta.
Il nostro silenzio è complicità.
La storia ci giudicherà per ciò che avremo fatto — o per ciò che non avremo avuto il coraggio di fare.
👉 Per approfondire i motivi di questa petizione:
andreazurini.substack.com/p/gaza-la-morte-della-nostra-coscienza
Firma questa petizione e chiedi al Governo italiano di agire subito.
Non è politica è umanità.
790
Il problema
Abbiamo imparato a convivere con l’orrore come se fosse rumore di fondo. Le immagini di macerie, i bambini feriti, gli ospedali distrutti: scorrono sui nostri schermi e scompaiono nel flusso quotidiano. Non è ignoranza: è una scelta. La più comoda, la più vile.
La storia non ci chiederà se sapevamo, ma perché abbiamo scelto di distogliere lo sguardo.
La catastrofe umanitaria (dati ONU, OMS, UNICEF, The Lancet, RSF)
- Al 22 settembre 2025 il bilancio ufficiale supera 65.000 morti e 165.000 feriti. Uno studio su The Lancet stima che le vittime reali possano superare quota 80.000.
- 25.000 bambini uccisi: più che in tutti gli altri conflitti globali degli ultimi quattro anni messi insieme. Ogni giorno 10 bambini perdono una o entrambe le gambe (Save the Children).
- L’OMS ha confermato la carestia in corso: oltre 640.000 persone in “fase catastrofica”, con la fame usata come arma di guerra.
- Solo 10 ospedali su 36 sono parzialmente funzionanti: mancano elettricità, medicine, anestetici.
- Più di 222 giornalisti uccisi a Gaza dall’inizio dell’offensiva: un tasso di mortalità senza precedenti (RSF).
Questa non è una guerra tra eserciti. È un assedio totale contro una popolazione intrappolata, la cancellazione deliberata di un popolo e della sua storia.
Perché l’Italia deve agire ora
Non è politica: è umanità.
La Spagna, l’Irlanda e la Norvegia hanno già riconosciuto lo Stato di Palestina e interrotto le forniture di armi a Israele. In Italia, invece, le licenze di esportazione di armi e componenti militari restano attive (oltre 7,6 miliardi di euro nel 2024). Persino i porti italiani, grazie alle proteste dei lavoratori, hanno iniziato a bloccare convogli sospetti diretti in Israele.
La società civile ha parlato, il 22 settembre 2025 con manifestazioni e scioperi in tutta Italia. Ora tocca al Governo.
Cosa chiediamo al Governo italiano
- Riconoscimento immediato dello Stato di Palestina, come già fatto da Spagna, Irlanda e Norvegia, per dare un segnale politico chiaro di fine all’impunità e ribadire il diritto all'esistenza del popolo Palestinese.
- Embargo totale su armi e componenti militari verso Israele, applicando integralmente la Legge 185/90 e sospendendo ogni accordo militare e industriale con aziende israeliane.
- Cessate il fuoco immediato e permanente, da sostenere con forza in sede UE e ONU, accompagnato da sanzioni mirate contro i membri del governo israeliano responsabili di crimini di guerra e contro le imprese che traggono profitto dall’occupazione.
- Corridoi umanitari sicuri e garantiti, in coordinamento con l’Unione Europea e le agenzie ONU, per assicurare acqua, cibo, medicine e protezione ai civili, con priorità assoluta ai bambini.
- Trasparenza totale e pubblica sul commercio di armi: pubblicazione periodica dei dati, rafforzamento del controllo parlamentare e accesso libero ai cittadini.
Perché firmare
Non possiamo più permettere che la distanza geografica diventi indifferenza morale. Non possiamo parlare di diritti e di democrazia e restare in silenzio davanti a un genocidio trasmesso in diretta.
Il nostro silenzio è complicità.
La storia ci giudicherà per ciò che avremo fatto — o per ciò che non avremo avuto il coraggio di fare.
👉 Per approfondire i motivi di questa petizione:
andreazurini.substack.com/p/gaza-la-morte-della-nostra-coscienza
Firma questa petizione e chiedi al Governo italiano di agire subito.
Non è politica è umanità.
790
I decisori

Voci dei sostenitori
Petizione creata in data 22 settembre 2025