Basta abbandono: i malati psichiatrici sardi hanno diritto alle cure, non alla cella.
Basta abbandono: i malati psichiatrici sardi hanno diritto alle cure, non alla cella.
Il problema
La tragica scomparsa di un giovane di soli 36 anni della nostra comunità, avvenuta nel reparto sanitario del carcere di Bancali a Sassari, ha sconvolto l’intera cittadinanza di Nulvi. Questa drammatica fine non è solo un dolore immenso per chi lo conosceva, ma è il simbolo di un fallimento inaccettabile. Parliamo di una persona fragile, affetta da gravi patologie psichiatriche, che non avrebbe mai dovuto trovarsi dentro una cella, ma all'interno di una struttura sanitaria protetta. [1, 2]
Un malato psichiatrico è un malato a tutti gli effetti, esattamente come un malato di tumore. Nessuno penserebbe mai di rinchiudere un paziente oncologico in un carcere pretendendo di curarlo lì; eppure, per la salute mentale, lo Stato continua a usare le celle d'isolamento come risposta. Il carcere non cura: amplifica la sofferenza, disorienta i più fragili e, come purtroppo dimostra questo tragico evento, spezza le vite dei più deboli. Non possiamo più tollerare che le famiglie sarde siano lasciate completamente sole dalle istituzioni a gestire fatiche così grandi, per poi intervenire solo quando è troppo tardi.
Con questa firma, i cittadini chiedono con forza all'Assessorato alla Sanità della Regione Sardegna e alle istituzioni competenti:
Il potenziamento immediato delle strutture psichiatriche protette, delle comunità terapeutiche e dei posti letto nelle strutture sanitarie residenziali nell'isola, affinché ogni malato riceva le cure e l'assistenza a cui ha diritto.
Lo stop definitivo al confinamento in carcere dei malati psichiatrici gravi, garantendo l'applicazione di percorsi alternativi puramente terapeutici gestiti esclusivamente da personale medico e non da logiche detentive.
Un supporto concreto, economico e strutturale alle famiglie che assistono persone con gravi disagi mentali, per contrastare l'abbandono istituzionale che precede queste tragedie.
Chiediamo che la drammatica fine del nostro giovane concittadino sia l'ultima e che il diritto alla salute e alla dignità sia finalmente garantito a tutti i malati.
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Il problema
La tragica scomparsa di un giovane di soli 36 anni della nostra comunità, avvenuta nel reparto sanitario del carcere di Bancali a Sassari, ha sconvolto l’intera cittadinanza di Nulvi. Questa drammatica fine non è solo un dolore immenso per chi lo conosceva, ma è il simbolo di un fallimento inaccettabile. Parliamo di una persona fragile, affetta da gravi patologie psichiatriche, che non avrebbe mai dovuto trovarsi dentro una cella, ma all'interno di una struttura sanitaria protetta. [1, 2]
Un malato psichiatrico è un malato a tutti gli effetti, esattamente come un malato di tumore. Nessuno penserebbe mai di rinchiudere un paziente oncologico in un carcere pretendendo di curarlo lì; eppure, per la salute mentale, lo Stato continua a usare le celle d'isolamento come risposta. Il carcere non cura: amplifica la sofferenza, disorienta i più fragili e, come purtroppo dimostra questo tragico evento, spezza le vite dei più deboli. Non possiamo più tollerare che le famiglie sarde siano lasciate completamente sole dalle istituzioni a gestire fatiche così grandi, per poi intervenire solo quando è troppo tardi.
Con questa firma, i cittadini chiedono con forza all'Assessorato alla Sanità della Regione Sardegna e alle istituzioni competenti:
Il potenziamento immediato delle strutture psichiatriche protette, delle comunità terapeutiche e dei posti letto nelle strutture sanitarie residenziali nell'isola, affinché ogni malato riceva le cure e l'assistenza a cui ha diritto.
Lo stop definitivo al confinamento in carcere dei malati psichiatrici gravi, garantendo l'applicazione di percorsi alternativi puramente terapeutici gestiti esclusivamente da personale medico e non da logiche detentive.
Un supporto concreto, economico e strutturale alle famiglie che assistono persone con gravi disagi mentali, per contrastare l'abbandono istituzionale che precede queste tragedie.
Chiediamo che la drammatica fine del nostro giovane concittadino sia l'ultima e che il diritto alla salute e alla dignità sia finalmente garantito a tutti i malati.
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Petizione creata in data 31 luglio 2026