

Bad Bunny Milano 18 luglio 2026: vogliamo risposte e rimborsi
Il problema
Il 18 luglio 2026 migliaia di persone hanno raggiunto l'Ippodromo SNAI La Maura da tutta Italia e dall'estero per assistere al concerto di Bad Bunny, sostenendo spese importanti per biglietti, hotel, carburante, pedaggi autostradali, parcheggi e altri costi di viaggio.
Quella che doveva essere una serata di festa, per molti si è trasformata in un'esperienza di forte disagio e preoccupazione.
A causa del maltempo siamo rimasti per circa 25 minuti sotto una pioggia intensa, senza indicazioni chiare su cosa stesse accadendo e su come comportarci. Successivamente è stata disposta l'evacuazione dell'area.
Da quel momento sono iniziati i maggiori problemi.
Seguendo la segnaletica delle uscite, nella nostra esperienza, solo una risultava realmente percorribile, mentre le altre conducevano a percorsi senza sbocco, terminando davanti a recinzioni, fossati o aree completamente allagate. Migliaia di persone sono state costrette a tornare indietro per cercare un'altra via d'uscita, aumentando la confusione e gli assembramenti.
In diversi punti l'acqua aveva invaso il percorso, rendendo difficoltoso il passaggio. Durante il deflusso abbiamo visto persone tentare di oltrepassare o forzare alcune recinzioni nel tentativo di uscire dall'area. Chiediamo che anche questi episodi vengano verificati dalle autorità competenti.
Pur avendo parcheggiato l'auto nelle immediate vicinanze dell'ippodromo, siamo rimasti bloccati per circa due ore prima di riuscire a lasciare la zona.
In quei momenti abbiamo provato un forte senso di insicurezza. Ci chiediamo cosa sarebbe potuto accadere se fosse stato necessario evacuare l'area per una reale emergenza. Riteniamo che un evento con decine di migliaia di partecipanti debba garantire percorsi di evacuazione chiari, realmente praticabili e adeguatamente gestiti.
A tutto questo si aggiunge il fatto che il concerto è stato interrotto dopo sole nove canzoni, lasciando migliaia di spettatori senza la possibilità di assistere allo spettacolo per cui avevano acquistato il biglietto e affrontato una costosa trasferta.
Per questo riteniamo che il solo rimborso del biglietto non sia sufficiente.
Chi ha affrontato centinaia di chilometri per raggiungere Milano ha sostenuto spese elevate per alberghi, parcheggi, carburante, pedaggi autostradali e altri costi che non possono essere ignorati. A ciò si aggiunge il disagio e il senso di insicurezza vissuti durante l'evacuazione e il successivo deflusso.
Chiediamo
una verifica indipendente sulla gestione dell'evacuazione, del piano di sicurezza e del deflusso del pubblico;
la pubblicazione delle conclusioni dell'indagine e delle eventuali criticità riscontrate;
che gli organizzatori valutino un indennizzo economico, e non soltanto il rimborso del biglietto, tenendo conto anche delle spese documentate di viaggio (hotel, carburante, pedaggi, parcheggi e altri costi sostenuti per partecipare all'evento);
che per i futuri eventi vengano predisposti piani di evacuazione e di deflusso realmente efficaci, con percorsi chiaramente identificabili, segnaletica adeguata e personale sufficiente lungo tutto il tragitto.
Questa petizione non nasce per criticare l'artista, che non ha alcuna responsabilità nell'organizzazione dell'evento, ma per chiedere trasparenza, sicurezza e rispetto nei confronti delle migliaia di persone che hanno investito tempo e denaro per partecipare al concerto.
Se anche tu eri presente il 18 luglio 2026 e hai vissuto difficoltà analoghe, firma questa petizione e condividi la tua esperienza con foto, video e testimonianze. Più elementi saranno raccolti, più sarà possibile fare chiarezza sull'accaduto e contribuire a migliorare la sicurezza dei grandi eventi in futuro.

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Il problema
Il 18 luglio 2026 migliaia di persone hanno raggiunto l'Ippodromo SNAI La Maura da tutta Italia e dall'estero per assistere al concerto di Bad Bunny, sostenendo spese importanti per biglietti, hotel, carburante, pedaggi autostradali, parcheggi e altri costi di viaggio.
Quella che doveva essere una serata di festa, per molti si è trasformata in un'esperienza di forte disagio e preoccupazione.
A causa del maltempo siamo rimasti per circa 25 minuti sotto una pioggia intensa, senza indicazioni chiare su cosa stesse accadendo e su come comportarci. Successivamente è stata disposta l'evacuazione dell'area.
Da quel momento sono iniziati i maggiori problemi.
Seguendo la segnaletica delle uscite, nella nostra esperienza, solo una risultava realmente percorribile, mentre le altre conducevano a percorsi senza sbocco, terminando davanti a recinzioni, fossati o aree completamente allagate. Migliaia di persone sono state costrette a tornare indietro per cercare un'altra via d'uscita, aumentando la confusione e gli assembramenti.
In diversi punti l'acqua aveva invaso il percorso, rendendo difficoltoso il passaggio. Durante il deflusso abbiamo visto persone tentare di oltrepassare o forzare alcune recinzioni nel tentativo di uscire dall'area. Chiediamo che anche questi episodi vengano verificati dalle autorità competenti.
Pur avendo parcheggiato l'auto nelle immediate vicinanze dell'ippodromo, siamo rimasti bloccati per circa due ore prima di riuscire a lasciare la zona.
In quei momenti abbiamo provato un forte senso di insicurezza. Ci chiediamo cosa sarebbe potuto accadere se fosse stato necessario evacuare l'area per una reale emergenza. Riteniamo che un evento con decine di migliaia di partecipanti debba garantire percorsi di evacuazione chiari, realmente praticabili e adeguatamente gestiti.
A tutto questo si aggiunge il fatto che il concerto è stato interrotto dopo sole nove canzoni, lasciando migliaia di spettatori senza la possibilità di assistere allo spettacolo per cui avevano acquistato il biglietto e affrontato una costosa trasferta.
Per questo riteniamo che il solo rimborso del biglietto non sia sufficiente.
Chi ha affrontato centinaia di chilometri per raggiungere Milano ha sostenuto spese elevate per alberghi, parcheggi, carburante, pedaggi autostradali e altri costi che non possono essere ignorati. A ciò si aggiunge il disagio e il senso di insicurezza vissuti durante l'evacuazione e il successivo deflusso.
Chiediamo
una verifica indipendente sulla gestione dell'evacuazione, del piano di sicurezza e del deflusso del pubblico;
la pubblicazione delle conclusioni dell'indagine e delle eventuali criticità riscontrate;
che gli organizzatori valutino un indennizzo economico, e non soltanto il rimborso del biglietto, tenendo conto anche delle spese documentate di viaggio (hotel, carburante, pedaggi, parcheggi e altri costi sostenuti per partecipare all'evento);
che per i futuri eventi vengano predisposti piani di evacuazione e di deflusso realmente efficaci, con percorsi chiaramente identificabili, segnaletica adeguata e personale sufficiente lungo tutto il tragitto.
Questa petizione non nasce per criticare l'artista, che non ha alcuna responsabilità nell'organizzazione dell'evento, ma per chiedere trasparenza, sicurezza e rispetto nei confronti delle migliaia di persone che hanno investito tempo e denaro per partecipare al concerto.
Se anche tu eri presente il 18 luglio 2026 e hai vissuto difficoltà analoghe, firma questa petizione e condividi la tua esperienza con foto, video e testimonianze. Più elementi saranno raccolti, più sarà possibile fare chiarezza sull'accaduto e contribuire a migliorare la sicurezza dei grandi eventi in futuro.

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Petizione creata in data 19 luglio 2026