PETIZIONE CHIUSA

Autoriciclaggio: no all’impunità per mafiosi e corruttori

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Sull’autoriciclaggio chiediamo al Governo di fare immediatamente un passo indietro, tornando al testo che il ministro della Giustizia Andrea Orlando aveva presentato in Consiglio dei ministri lo scorso 29 agosto: un delitto indipendente dalla sanzione prevista per i cosiddetti “reati presupposto” e senza la scappatoia dell’utilizzo personale. L’attuale formulazione dell’autoriclaggio contenuta nel disegno di legge dell’esecutivo è, invece, l'esatto contrario di quello che serve per la lotta alla corruzione e alla criminalità economica e mafiosa. 

Corruzione, truffa, appropriazione indebita, evasione fiscale, finanziamento illecito ai partiti: tutti questi reati, per come è scritta ora la norma, rimarrebbero fuori dalle pene previste per il nuovo reato di autoriciclaggio. 

Non solo. L’attività dei giudici diventerebbe comunque difficilissima anche per i reati più gravi come quelli di mafia, perché sarebbero obbligati a dimostrare che quei soldi sporchi sono stati reimmessi nell'economia del Paese e non usati per godimento personale. 

Chiediamo al Governo di fare immediatamente un passo indietro. 

Niente compromessi con chi ci ruba il futuro, niente sconti a corrotti e mafiosi. 

Vogliamo una norma senza questi ostacoli paradossali: una legge sull’autoriciclaggio non “annacquata”, senza inciampi per chi indaga e scappatoie per i furbi, con pene certe e proporzionate.

E’ ora che venga ascoltata la voce di 650mila cittadini che, su Riparte il futuro, chiedono di non dare all’Italia armi spuntate per la lotta alla corruzione.



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