Non sprechiamo il tempo che il Covid ci lascia per organizzare la Salute del Territorio!

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Dall'epicentro dell'epidemia in Italia e in Lombardia un gruppo di Operatori Sanitari ha preparato un documento di richieste minime per mitigare il secondo picco COVID atteso per l'inverno, che molti paesi europei già stanno affrontando.

Questo documento ha ottenuto, al 1 ottobre 2020, quasi cinquecento firme di addetti ai lavori, che l'hanno reputato un modo intelligente di ripartire per non dover più vedere ciò che hanno visto nei mesi di Marzo e Aprile.

Non può bastare la pure importantissima disciplina della popolazione, servono strategie a lungo termine per mettere in opera le strategie sanitarie territoriali che la riforma sanitaria L.R.23/2015 aveva previsto e la cui mancanza ha avuto il suo peso nel propagarsi dell'epidemia: la medicina centrata sulle strutture ospedaliere non è stata il modello più adatto per difendersi dal contagio nelle fasi iniziali.

Anche in presenza di un nuovo picco epidemico filtri intermedi territoriali coordinati (reti di medici e pediatri, infermieri di famiglia e comunità, sistemi di monitoraggio remoto, gestione protetta degli isolati lievi, case della salute, cliniche mobili) impediranno il sovraccarico ospedaliero con conseguente interruzione della cura di alle patologie e dell'erogazione dei servizi primari.

Alla fine del periodo epidemico, avere investito in una medicina territoriale forte produrrà una società più sana e sicura, che può curare meglio la prevenzione delle malattie, producendo risparmio netto di spesa sanitaria e un miglior funzionamento degli ospedali pubblici e privati.

La collaborazione di tutti gli attori della Salute, che sono troppo abituati a lavorare per compartimenti stagni, è il vero futuro da coltivare.

Desideriamo che questi principi e le strategie enunciate nella Lettera dei sanitari di Bergamo e della Lombardia vengano prese in considerazione da chi è deputato a decidere.

Desideriamo che non si perda più tempo per andare nella direzione giusta.