PETIZIONE CHIUSA

Modificare le nuove condizioni relative alla Carta Tutto Treno 2017 della Regione Umbria

Questa petizione aveva 681 sostenitori


Pochi giorni fa il gestore dei trasporti Trenitalia ha comunicato agli utenti del trasporto umbro, con un foglietto appeso nelle stazioni interessate, che in virtù del nuovo accordo con la Regione Umbria le condizioni per l’acquisto e l’utilizzo della Carta Tutto Treno Umbria sarebbero cambiate a far data dal 24/01/2017. Le nuove condizioni prevedono le seguenti modifiche:
• Il costo della Carta Tutto Treno Umbria subisce un incremento del 30% passando per distanze fino ai 100 km da € 170 a € 250, per distanze superiori ai 100 km da € 350 a € 450 annuali,
• Viene sospesa la vendita delle Carte Tutto Treno con validità semestrale,
• vengono esclusi dai treni accessibili i treni Freccia Bianca,
• viene prevista la possibilità di acquisto della Carta Tutto Treno Umbria esclusivamente in abbinamento ad abbonamenti regionali annuali.

Traducendo in termini pratici:
• c’è un aumento immediato e sostanzioso del 30% del costo della Carta Tutto Treno,
• non sono più vendibili Carte Tutto Treno con validità semestrale
• l’acquisto della Carta Tutto Treno Umbria è possibile solo per i possessori di abbonamento annuale ai treni regionali.
• si nega agli abbonati di 1a classe di accedere alle carrozze IC di pari livello, ma solo alla 2a classe
• si nega l’accesso ai treni Freccia Bianca ai possessori della Carta Tutto treno

In una nota l’assessore ai trasporti della Regione Umbria Giuseppe Chianella ha evidenziato che
La Regione ha compiuto il massimo sforzo per venire incontro alle richieste dei pendolari umbri, ma ha dovuto rivisitare l’Accordo con Trenitalia della Carta tutto treno 2017 per contenere e rendere sostenibile la spesa a carico dell’ente. In particolare l’intervento economico di Palazzo Donini è passato dai 570 mila euro del 2010 ai 450 mila euro per l’anno in corso in conseguenza della periodica rivisitazione dell’accordo con Trenitalia che tiene conto del depauperamento dei servizi offerti dal gestore dei servizi ferroviari, ma che è anche finalizzata al contenimento dei costi a carico della Regione. Inizialmente ai possessori della Carta era consentito l’accesso ai servizi ferroviari dell’alta velocità con costi molto alti a carico dell’ente. Successivamente venne esclusa questa possibilità, conservando però quella dell’utilizzo della Carta per gli EuroStar, poi trasformati da Trenitalia in Intercity. Rimaneva quindi solo il Frecciabianca da e per Foligno, Roma: un servizio ferroviario dell’alta velocità con costi insostenibili per l’ente. Da qui la necessità di doverne escludere l’utilizzo nell’ambito dell’Accordo 2017, in analogia con quanto già fatto per i Frecciarossa. Per questo abbiamo modificato i contenuti dell’accordo con Trenitalia per questa l’agevolazione tariffaria che, in Umbria, riguarda il 2,4% della totalità degli utenti. Da un’analisi dei dati di rendicontazione della spesa annuale è inoltre emerso – ha proseguito l’assessore – che usufruiscono mediamente della Carta circa 600 pendolari umbri, con un costo annuo pro-capite a carico della Regione Umbria che è risultato tra i più alti fra quelli sostenuti dalle sole otto Regioni che in questi anni hanno adottato l’Accordo Carta Tutto Treno, mentre nelle rimanenti questo strumento non è stato mai attivato. Nel 2017 – ha concluso Chianella – la Regione Marche ha però deciso di non rinnovare l’Accordo, a conferma del peso economico che tale agevolazione ha sulle casse regionali

La contrattazione è stata quindi basata su una mera analisi di costi e numeri senza valutazione delle conseguenze reali sugli utenti colpiti da tali modifiche.
Partendo dall’assunto che le condizioni mutate non si limitano alla sola esclusione dell’utilizzo dei Frecciabianca, peraltro prevista nella sola Regione Umbria delle 8 che hanno rinnovato l’accordo, ma che contemplano anche un incremento notevole dei costi a carico degli utenti, un obbligo di sottoscrizione di un abbonamento regionale annuale per l’utilizzo della carta, un obbligo di acquisto della carta annuale, le modifiche previste nell’accordo Regione Umbria Trenitalia hanno delle conseguenze rilevanti sulle condizioni di viaggio e di vita di coloro che sono già costretti come pendolari ad un stile di vita disagiato per poter lavorare.

IN BUONA SOSTANZA VIENE RICHIESTO UN SOSTANZIOSO AUMENTO DEL CONTRIBUTO DEGLI UTENTI CON UNA RIDUZIONE NOTEVOLE DEL SERVIZIO “ACQUISTATO”.

Entrando nel merito, l’esclusione dall’accordo dei Frecciabianca va a colpire (principalmente per quanto riguarda il FrecciaBianca 8852 in partenza da Roma Termini alle 17:38) tutti coloro che rientrano dalla propria giornata di lavoro in un orario cosiddetto di punta, in particolar modo madri di famiglia con figli in giovanissima età, che possono contare sull’unico trasporto che consenta loro di poter arrivare a casa in un orario decente e consono con i loro impegni familiari. A questo si aggiunga che anche il sovraffollamento del regionale successivo delle 17:58 rappresenterebbe un notevole problema anche in termini di sicurezza del trasporto e causerebbe problemi ad un numero ancora maggiore di lavoratori (anche della Regione Lazio, dato che il treno regionale ferma anche nella stazione di Orte).

Si è argomentato che il costo che Trenitalia oggi chiede per l’accesso ai Frecciabianca con la Carta è insostenibile, che i numeri di utenti coinvolti sono troppo bassi per giustificarli, che il Frecciabianca sarebbe un servizio ferroviario dell’alta velocità con conseguenti costi insostenibili per l’ente.
Nel merito sarebbe opportuno fare delle precisazioni:
numeri di utenti coinvolti troppo bassi per giustificare i costi, si valuta in circa 600 pendolari vale a dire (a detta dell’assessorato) il 2,4% della totalità degli utenti stimati in 25000 - dati reali riportati anche su quotidiani nazionali stimano in circa 1600 i pendolari sulla tratta Torino-Milano e in 2000 sulla tratta Roma-Napoli, in rapporto alla numerosità di popolazione crediamo che i 600 (da verificare) della Regione Umbria rappresentino un numero notevole (andrebbe precisato ulteriormente che nella stima della percentuale andrebbe effettuato un opportuno distinguo tra il viaggiatore occasionale e il pendolare/viaggiatore giornaliero)
Frecciabianca servizio ferroviario dell’alta velocità - Sebbene sulla prima parte della linea si potrebbe viaggiare fino a 250 Km/h, davvero Trenitalia sostiene che i Frecciabianca che transitano in Umbria sarebbero dei treni dell’Alta Velocità? L’Alta Velocità, semmai, non avendo una sua infrastruttura dedicata in ingresso e uscita dalla capitale, limita la possibilità di ampliare il servizio (e a volte riversa le sue problematiche e i suoi disagi) sulla Roma-Ancona in fasce orarie sempre più frequentate, questo è l’unico effetto sull’Umbria. Speriamo che l’azienda non chiami “alta velocità” un treno che impiega (sulla carta) 47 minuti per coprire i 95 Km senza fermate che separano Roma da Terni per poi proseguire su una linea con tratti a singolo binario. Sarebbe ormai più opportuno chiamarlo Intercity (l’upgrading del materiale rotabile previsto dal contratto nazionale andrà peraltro in questa direzione).
A tal proposito la domanda che ci poniamo è ma quanti soldi Trenitalia chiede alla Regione Umbria? Quelle Regioni che tutt’ora stipulano l’accordo per le Carte Tutto Treno lo hanno sempre fatto ottenendo dei prezzi più bassi della Regione Umbria per l’utenza, tutti includendo anche i Frecciabianca e a parità di chilometraggio (e forse con offerta più ampia). Delle due l’una o le altre Regioni si fanno carico di costi davvero enormi, oppure alla Regione Umbria Trenitalia chiede contropartite davvero eccessive.

In merito all’obbligo di stipula di abbonamento annuale regionale per poter usufruire dei “vantaggi” della Carta Tutto Treno Umbria e all’abolizione della Carta Tutto Treno semestrale ci poniamo una ulteriore domanda se l’azienda Trenitalia vuole alzare i prezzi, perché togliere le carte semestrali, che al confronto costavano più delle annuali?
In aggiunta sempre più pendolari sono anche precari o professionisti, viaggiano in orari disparati (e in alcuni di questi orari non esistono alternative agli IC e al Frecciabianca) o lavorano a Roma per periodi brevi o medi solitamente molto inferiori all’anno previsto, per quali ragioni debbono sostenere una spesa molto più elevata per poter usufruire della Carta?
Ancor di più obbligare gli utenti ad un esborso economico così sostanzioso come quello dell’abbonamento annuale, senza la possibilità di diluire lo stesso in quote mensili, RAPPRESENTA UN GRANDE PROBLEMA in quanto molte famiglie non possono permettersi di pagare la cifra prevista dall’abbonamento annuale in un'unica soluzione.

Alla luce di tutto quanto detto chiediamo che la Regione Umbria congeli le decisioni prese in merito all’accordo con Trenitalia e torni sugli opportuni tavoli per rivedere la contrattazione fatta e RIPRISTINARE LE CONDIZIONI VALIDE FINO ALLO SCORSO ANNO IN MERITO AI COSTI E AI SERVIZI DELLA CARTA TUTTO TRENO UMBRIA, in linea con le altre regioni che hanno già stipulato gli accordi, SENZA GRAVARE DI ULTERIORI COSTI i pendolari e garantendo ALMENO i medesimi livelli di servizi.

 



Oggi: Giuseppe conta su di te

Giuseppe Schiavo ha bisogno del tuo aiuto con la petizione "Assessore ai Trasporti Giunta Regionale dell'Umbria Giuseppe Chianella: Modificare le nuove condizioni relative alla Carta Tutto Treno 2017 della Regione Umbria". Unisciti con Giuseppe ed 680 sostenitori più oggi.