PETIZIONE CHIUSA

Salviamo le ambulanze medicalizzate e i PTE del 118 siciliano

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Premesso che:

-     è stato licenziato in data 22.03.2017 (prot. 25831) dal Dipartimento per la Pianificazione Strategica – Servizio 4 “Programmazione ospedaliera” dell’Assessorato della Salute della Regione Siciliana il Documento Metodologico per la Riorganizzazione del Sistema di Rete dell’Emergenza-Urgenza della Regione Siciliana;

-     nel piano programmatico viene previsto un drastico taglio delle ambulanze medicalizzate che nel territorio della provincia di Messina prevedrebbe solo 13 MSA contro le precedenti 37 (MSA + MSB) di cui 27 medicalizzate (MSA);

-     i tempi di risposta e di intervento del sistema emergenza-urgenza non verrebbero assolutamente garantiti entro quanto previsto dalla conferenza Stato-Regioni (20 minuti in ambiente extra-urbano e 8 in ambiente urbano);

-     la distrazione di gran parte del personale medico dalle ambulanze comporterebbe il fallimento degli obiettivi di funzionamento e realizzazione delle reti tempo-dipendenti già operative sul territorio della provincia di Messina (rete STEMI e rete Stroke) con risultati pari a quelli ottenuti nelle regioni d’Italia più virtuose;

-     la chiusura dei PTE/PPI già operanti sul territorio della provincia di Messina comporterebbe il venir meno dell’azione di filtro operata sugli accessi ai pronto soccorso oltre il venir meno delle risposte ai bisogni immediati di salute richiesti da parte degli utenti;

CHIEDIAMO

 1.     Il mantenimento della attuale distribuzione territoriale delle MSA ed MSB, nonché dei PTE/PPI, in quanto economicamente più convenienti rispetto alla loro riduzione o parziale chiusura, a fronte dei vantaggi in termini di salute e sicurezza sociale che essi sono stati finora in grado di fornire ed erogare;

la corretta applicazione delle deroghe previste dall’art. 3 del DM 70/2015 («Le regioni a statuto speciale e le province autonome di Trento e di Bolzano applicano il presente decreto compatibilmente con i propri statuti di autonomia e con le relative norme di attuazione e, per  le regioni e le  province  autonome,  che  provvedono  autonomamente  al finanziamento del Servizio  sanitario  regionale  esclusivamente  con fondi del  proprio  bilancio,  compatibilmente  con  le  peculiarità demografiche e territoriali di  riferimento  nell'ambito  della  loro autonomia organizzativa»), tenendo conto che per la stima del fabbisogno dei mezzi di soccorso avanzato (MSA) è fondamentale l’applicazione di «un necessario correttivo specifico per la copertura ottimale nelle zone di particolare difficoltà di accesso», come le aree considerate geograficamente e meteorologicamente ostili o disagiate, tipicamente in ambiente montano o premontano con collegamenti di rete viaria complessi e conseguente dilatazione dei tempi, oppure in ambiente insulare, tenendo inoltre in considerazione il flusso turistico stagionale e la distribuzione dei presidi ospedalieri «per garantire l’adeguata funzionalità dei percorsi clinico assistenziali» tempo dipendenti.



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