

Apriamo la pesca sportiva alla carpa nel Lago di Cingoli: Più pescatori, meno Bracconieri
Il problema
Carpfishing Italia sostiene l’APERTURA DELLA PESCA SPORTIVA NOTTURNA nel Lago di Cingoli (MC), unitamente ad una riclassificazione delle acque, convertendole da B a C2.
Ne elenchiamo di seguito le motivazioni:
- Il pescatore è la prima sentinella ambientale.
- In questo lago abbiamo già recuperato diversi tramagli, reti usate dai bracconieri che pescano con corrente elettrica, uccidendo ogni forma di vita e distruggendo l’habitat.
- La pesca sportiva notturna è vietata, quindi una totale assenza di pescatori, consente ai bracconieri di avere campo libero.
- Da Novembre a Marzo la pesca è vietata, quindi anche in questo caso il lago diventa terra di nessuno.
- La presenza dei pescatori di giorno e di notte costituirebbe un presidio continuo del lago, soprattutto per quanto riguarda atti di bracconaggio ittico, purtroppo ancora presenti nelle acque pubbliche, avendo così la possibilità di vigilare e denunciare tempestivamente alle Autorità competenti tutti i comportamenti non eticamente corretti dei quali è stato testimone.
- La classificazione delle acque è anacronistica e non corrispondente alla realtà, infatti sono ancora considerate acque intermedie a popolazione mista (ciprinidi e salmonidi: Categoria B), quando in realtà sono popolate da ciprinidi, che abbondano (Categoria C2).
- La riclassificazione delle acque eviterebbe poi l’obbligo del tesserino segna catture per la trota, sia in un acqua dove non è presente la specie, sia per i praticanti di altre tecniche di pesca. Il tesserino non serve a nessuno!
- Da non trascurare anche la parte economica riconducibile all’attività alieutica, difatti le Marche vantano la presenza di ben cinque dei principali produttori a livello nazionale ed internazionale di esche per la carpa, più svariati negozi di attrezzatura specifica.
- Anche le micro-economie delle comunità locali, in particolar modo delle aree interne, possono trarre sostentamento da queste attività, in quanto i pescatori fanno uso delle strutture ricettive, delle attività di ristorazione e di altre attività commerciali.
Il Lago di Cingoli è una delle dighe più grandi del Centro Italia e come CFI Marche da anni chiediamo alle istituzioni locali, che possa essere difeso e valorizzato al meglio. Non c'è più Tempo e soprattutto non ci sono più Scuse!
AIUTACI anche tu e FIRMA LA PETIZIONE! Grazie Intanto godetevi qualche foto di questo paradiso...








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Il problema
Carpfishing Italia sostiene l’APERTURA DELLA PESCA SPORTIVA NOTTURNA nel Lago di Cingoli (MC), unitamente ad una riclassificazione delle acque, convertendole da B a C2.
Ne elenchiamo di seguito le motivazioni:
- Il pescatore è la prima sentinella ambientale.
- In questo lago abbiamo già recuperato diversi tramagli, reti usate dai bracconieri che pescano con corrente elettrica, uccidendo ogni forma di vita e distruggendo l’habitat.
- La pesca sportiva notturna è vietata, quindi una totale assenza di pescatori, consente ai bracconieri di avere campo libero.
- Da Novembre a Marzo la pesca è vietata, quindi anche in questo caso il lago diventa terra di nessuno.
- La presenza dei pescatori di giorno e di notte costituirebbe un presidio continuo del lago, soprattutto per quanto riguarda atti di bracconaggio ittico, purtroppo ancora presenti nelle acque pubbliche, avendo così la possibilità di vigilare e denunciare tempestivamente alle Autorità competenti tutti i comportamenti non eticamente corretti dei quali è stato testimone.
- La classificazione delle acque è anacronistica e non corrispondente alla realtà, infatti sono ancora considerate acque intermedie a popolazione mista (ciprinidi e salmonidi: Categoria B), quando in realtà sono popolate da ciprinidi, che abbondano (Categoria C2).
- La riclassificazione delle acque eviterebbe poi l’obbligo del tesserino segna catture per la trota, sia in un acqua dove non è presente la specie, sia per i praticanti di altre tecniche di pesca. Il tesserino non serve a nessuno!
- Da non trascurare anche la parte economica riconducibile all’attività alieutica, difatti le Marche vantano la presenza di ben cinque dei principali produttori a livello nazionale ed internazionale di esche per la carpa, più svariati negozi di attrezzatura specifica.
- Anche le micro-economie delle comunità locali, in particolar modo delle aree interne, possono trarre sostentamento da queste attività, in quanto i pescatori fanno uso delle strutture ricettive, delle attività di ristorazione e di altre attività commerciali.
Il Lago di Cingoli è una delle dighe più grandi del Centro Italia e come CFI Marche da anni chiediamo alle istituzioni locali, che possa essere difeso e valorizzato al meglio. Non c'è più Tempo e soprattutto non ci sono più Scuse!
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Petizione creata in data 12 marzo 2024