APPELLO PER IL CASCINO!

Il problema

I sottoscritti operatori della scuola insieme agli alunni, alle famiglie, ai cittadini, hanno appreso del progetto di imminente demolizione e successiva ricostruzione totale del plesso Cascino del liceo Regina Margherita di Palermo, senza che siano state proposte le possibili soluzioni che assicurino la continuazione del servizio scolastico in locali adeguati nello stesso territorio ma soprattutto, senza che siano chiare alla comunità, le ragioni che hanno escluso possibili alternative alla demolizione, tramite adeguamenti strutturali più rapidi ed economici che possano invece tutelare la continuità dell'attività educativa e didattica senza interruzioni sine die.

Da anni la comunità scolastica aspettava invece la riqualificazione del secondo piano del plesso Cascino e la sistemazione dei tetti, che necessitavano di manutenzione, senza che alcuna azione fosse messa in campo dagli enti responsabili. Questi interventi tempestivi avrebbero permesso un rapido ed efficace restauro senza attendere invece il totale ammaloramento dei tetti e senza dover progettare la demolizione completa dell’edificio, che comporta anche la distruzione di tutti i servizi resi al territorio in questi anni, con l’apertura nella sede Cascino a numerose attività pomeridiane proposte dalle associazioni che operano nel territorio.

La notizia della integrale demolizione e ricostruzione dell'intera "SCUOLA" ha suscitato non poca meraviglia se non incredulità e stupore. L'edificio risulta regolarmente utilizzato, ben arredato e attrezzato e negli ultimi anni tanti ambienti sono stati riqualificati, con spese non banali, e aperti al pubblico anche in orari pomeridiani, diventando un punto di riferimento culturale e sociale. La demolizione dell'edifico certamente cancellerà quella rete di collaborazioni attivate nel quartiere e i servizi di cui la comunità gode in quei locali.

Per tali ragioni chiediamo alle autorità preposte un immediato incontro pubblico in cui si possa discutere del progetto, nel rispetto dei principi di "CURA" del costruito e della prassi consolidata per gli edifici ricadenti all'interno del centro storico. Lo stesso edifico di fatto, ope legis, risulta essere testimonianza di una precisa epoca storica legata alla ricostruzione post-bellica e merita i dovuti interventi di consolidamento e restauro che certamente è possibile programmare.

Chiediamo quindi che venga valorizzata la partecipazione attiva dei cittadini, attivando percorsi di coprogettazione e di consultazione, facendo riferimento alle indicazioni del Consiglio dell’Unione Europea che per l'utilizzo dei fondi afferenti al PNRR ha raccomandato di “… coinvolgere tutte le autorità locali e tutti i portatori di interessi, tra cui le parti sociali, durante l'intera esecuzione degli investimenti e delle riforme inclusi nel piano”.

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Progetto Scuole Aperte PartecipatePromotore della petizioneIl progetto si pone come obiettivo l’apertura al territorio degli spazi pubblici destinati convenzionalmente all’educazione, costruendo intorno ad essi una comunità educante in grado di trasformare le scuole in veri e propri “luoghi della partecipazione”.

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Il problema

I sottoscritti operatori della scuola insieme agli alunni, alle famiglie, ai cittadini, hanno appreso del progetto di imminente demolizione e successiva ricostruzione totale del plesso Cascino del liceo Regina Margherita di Palermo, senza che siano state proposte le possibili soluzioni che assicurino la continuazione del servizio scolastico in locali adeguati nello stesso territorio ma soprattutto, senza che siano chiare alla comunità, le ragioni che hanno escluso possibili alternative alla demolizione, tramite adeguamenti strutturali più rapidi ed economici che possano invece tutelare la continuità dell'attività educativa e didattica senza interruzioni sine die.

Da anni la comunità scolastica aspettava invece la riqualificazione del secondo piano del plesso Cascino e la sistemazione dei tetti, che necessitavano di manutenzione, senza che alcuna azione fosse messa in campo dagli enti responsabili. Questi interventi tempestivi avrebbero permesso un rapido ed efficace restauro senza attendere invece il totale ammaloramento dei tetti e senza dover progettare la demolizione completa dell’edificio, che comporta anche la distruzione di tutti i servizi resi al territorio in questi anni, con l’apertura nella sede Cascino a numerose attività pomeridiane proposte dalle associazioni che operano nel territorio.

La notizia della integrale demolizione e ricostruzione dell'intera "SCUOLA" ha suscitato non poca meraviglia se non incredulità e stupore. L'edificio risulta regolarmente utilizzato, ben arredato e attrezzato e negli ultimi anni tanti ambienti sono stati riqualificati, con spese non banali, e aperti al pubblico anche in orari pomeridiani, diventando un punto di riferimento culturale e sociale. La demolizione dell'edifico certamente cancellerà quella rete di collaborazioni attivate nel quartiere e i servizi di cui la comunità gode in quei locali.

Per tali ragioni chiediamo alle autorità preposte un immediato incontro pubblico in cui si possa discutere del progetto, nel rispetto dei principi di "CURA" del costruito e della prassi consolidata per gli edifici ricadenti all'interno del centro storico. Lo stesso edifico di fatto, ope legis, risulta essere testimonianza di una precisa epoca storica legata alla ricostruzione post-bellica e merita i dovuti interventi di consolidamento e restauro che certamente è possibile programmare.

Chiediamo quindi che venga valorizzata la partecipazione attiva dei cittadini, attivando percorsi di coprogettazione e di consultazione, facendo riferimento alle indicazioni del Consiglio dell’Unione Europea che per l'utilizzo dei fondi afferenti al PNRR ha raccomandato di “… coinvolgere tutte le autorità locali e tutti i portatori di interessi, tra cui le parti sociali, durante l'intera esecuzione degli investimenti e delle riforme inclusi nel piano”.

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Progetto Scuole Aperte PartecipatePromotore della petizioneIl progetto si pone come obiettivo l’apertura al territorio degli spazi pubblici destinati convenzionalmente all’educazione, costruendo intorno ad essi una comunità educante in grado di trasformare le scuole in veri e propri “luoghi della partecipazione”.

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Petizione creata in data 16 febbraio 2023