

APPELLO ALLA CITTÀ DI ROMA: FERMIAMO LO SFRATTO DI PINA, DIFENDIAMO IL DIRITTO ALL'ABITARE
Il problema
APPELLO ALLA CITTÀ DI ROMA: FERMIAMO LO SFRATTO DI PINA, DIFENDIAMO IL DIRITTO ALL'ABITARE
📅il 9 luglio Pina, cento anni, rischia di essere sfrattata dalla casa in cui vive da decenni, nel complesso residenziale di via Badoero 51 e 61, oggi gestito dal Fondo Fabrica Immobiliare, che amministra il patrimonio conferito dalla Cassa Forense.
Il suo sfratto avverrebbe mentre, nello stesso complesso, oltre cento appartamenti restano vuoti e inutilizzati, così come accade in altri immobili della Cassa Forense, tra via Rava, viale Marconi e via Toscani. Abitazioni lasciate sfitte in attesa che le logiche della valorizzazione immobiliare ne determinino il destino, mentre l'emergenza abitativa continua a crescere.
Questa vicenda non riguarda soltanto Pina. Riguarda l'intera città.
🏠 Quegli edifici furono realizzati con una funzione sociale precisa: offrire abitazioni dignitose a canoni accessibili a lavoratori, dipendenti pubblici e famiglie, contribuendo a calmierare il mercato degli affitti. Oggi quella funzione appare completamente rovesciata.
💰 Il patrimonio abitativo è sempre più trattato come un asset finanziario, mentre la casa viene ridotta a strumento di rendita anziché essere riconosciuta come un diritto.
🏙️ Via Badoero rappresenta così il simbolo di un processo che sta trasformando Roma: una città dalla quale vengono progressivamente espulsi lavoratori, pensionati, giovani e famiglie, perché il costo dell'abitare è diventato insostenibile. Mentre aumentano gli sfratti e il disagio abitativo, migliaia di appartamenti rimangono sfitti, interi patrimoni immobiliari vengono lasciati inutilizzati e i quartieri perdono residenti, relazioni sociali e identità.
❓La domanda che questa vicenda pone è semplice: può una città accettare che una donna di cento anni venga sfrattata mentre oltre cento appartamenti dello stesso complesso restano vuoti?
🚫 Noi pensiamo di no.
Perché il diritto all'abitare non può essere subordinato esclusivamente agli interessi della rendita. Perché patrimoni immobiliari nati con finalità sociali devono continuare a rispondere anche a una responsabilità verso la collettività. Perché Roma non può rassegnarsi a lasciare che siano esclusivamente le logiche finanziarie a decidere chi possa continuare a viverci.
📣 Per questo chiediamo al Sindaco di Roma, alla Giunta Capitolina, alla Regione Lazio e al Governo di intervenire immediatamente per impedire lo sfratto di Pina, aprire un confronto con la proprietà e individuare una soluzione che tuteli gli inquilini e restituisca al complesso di via Badoero, così come quelli di via Rava, viale Marconi e via Toscani la funzione sociale per cui erano stati realizzati.
📣 Chiediamo inoltre alla Cassa Forense e al Fondo Fabrica Immobiliare di sospendere lo sfratto, fermare il progressivo svuotamento degli edifici e assumere scelte coerenti con la responsabilità sociale che dovrebbe accompagnare la gestione di questo patrimonio.
🗣️ Rivolgiamo infine un appello alle forze politiche, ai sindacati, alle associazioni, ai comitati, al mondo della cultura, dell'università e della ricerca, alle comunità religiose e a tutte le cittadine e i cittadini affinché sostengano questa battaglia.
Quella di via Badoero non è una vicenda privata. È una questione pubblica che riguarda il futuro di Roma, il diritto alla casa e il modello di città che vogliamo costruire.
📌 Invitiamo tutte e tutti ad aderire a questo appello, a diffonderlo e a partecipare al presidio del 9 luglio, dalle ore 8.00, davanti agli immobili di via Badoero 51 e 61, per impedire lo sfratto di Pina e affermare un principio fondamentale: nessuna persona deve essere costretta a lasciare la propria casa mentre centinaia di abitazioni rimangono deliberatamente vuote.
Difendere Pina significa difendere il diritto all'abitare. Difendere via Badoero significa difendere Roma.
Le inquiline e gli inquilini di via Badoero
✍️ Se vuoi aderire scrivici anche a
badoero5161@gmail.com

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Il problema
APPELLO ALLA CITTÀ DI ROMA: FERMIAMO LO SFRATTO DI PINA, DIFENDIAMO IL DIRITTO ALL'ABITARE
📅il 9 luglio Pina, cento anni, rischia di essere sfrattata dalla casa in cui vive da decenni, nel complesso residenziale di via Badoero 51 e 61, oggi gestito dal Fondo Fabrica Immobiliare, che amministra il patrimonio conferito dalla Cassa Forense.
Il suo sfratto avverrebbe mentre, nello stesso complesso, oltre cento appartamenti restano vuoti e inutilizzati, così come accade in altri immobili della Cassa Forense, tra via Rava, viale Marconi e via Toscani. Abitazioni lasciate sfitte in attesa che le logiche della valorizzazione immobiliare ne determinino il destino, mentre l'emergenza abitativa continua a crescere.
Questa vicenda non riguarda soltanto Pina. Riguarda l'intera città.
🏠 Quegli edifici furono realizzati con una funzione sociale precisa: offrire abitazioni dignitose a canoni accessibili a lavoratori, dipendenti pubblici e famiglie, contribuendo a calmierare il mercato degli affitti. Oggi quella funzione appare completamente rovesciata.
💰 Il patrimonio abitativo è sempre più trattato come un asset finanziario, mentre la casa viene ridotta a strumento di rendita anziché essere riconosciuta come un diritto.
🏙️ Via Badoero rappresenta così il simbolo di un processo che sta trasformando Roma: una città dalla quale vengono progressivamente espulsi lavoratori, pensionati, giovani e famiglie, perché il costo dell'abitare è diventato insostenibile. Mentre aumentano gli sfratti e il disagio abitativo, migliaia di appartamenti rimangono sfitti, interi patrimoni immobiliari vengono lasciati inutilizzati e i quartieri perdono residenti, relazioni sociali e identità.
❓La domanda che questa vicenda pone è semplice: può una città accettare che una donna di cento anni venga sfrattata mentre oltre cento appartamenti dello stesso complesso restano vuoti?
🚫 Noi pensiamo di no.
Perché il diritto all'abitare non può essere subordinato esclusivamente agli interessi della rendita. Perché patrimoni immobiliari nati con finalità sociali devono continuare a rispondere anche a una responsabilità verso la collettività. Perché Roma non può rassegnarsi a lasciare che siano esclusivamente le logiche finanziarie a decidere chi possa continuare a viverci.
📣 Per questo chiediamo al Sindaco di Roma, alla Giunta Capitolina, alla Regione Lazio e al Governo di intervenire immediatamente per impedire lo sfratto di Pina, aprire un confronto con la proprietà e individuare una soluzione che tuteli gli inquilini e restituisca al complesso di via Badoero, così come quelli di via Rava, viale Marconi e via Toscani la funzione sociale per cui erano stati realizzati.
📣 Chiediamo inoltre alla Cassa Forense e al Fondo Fabrica Immobiliare di sospendere lo sfratto, fermare il progressivo svuotamento degli edifici e assumere scelte coerenti con la responsabilità sociale che dovrebbe accompagnare la gestione di questo patrimonio.
🗣️ Rivolgiamo infine un appello alle forze politiche, ai sindacati, alle associazioni, ai comitati, al mondo della cultura, dell'università e della ricerca, alle comunità religiose e a tutte le cittadine e i cittadini affinché sostengano questa battaglia.
Quella di via Badoero non è una vicenda privata. È una questione pubblica che riguarda il futuro di Roma, il diritto alla casa e il modello di città che vogliamo costruire.
📌 Invitiamo tutte e tutti ad aderire a questo appello, a diffonderlo e a partecipare al presidio del 9 luglio, dalle ore 8.00, davanti agli immobili di via Badoero 51 e 61, per impedire lo sfratto di Pina e affermare un principio fondamentale: nessuna persona deve essere costretta a lasciare la propria casa mentre centinaia di abitazioni rimangono deliberatamente vuote.
Difendere Pina significa difendere il diritto all'abitare. Difendere via Badoero significa difendere Roma.
Le inquiline e gli inquilini di via Badoero
✍️ Se vuoi aderire scrivici anche a
badoero5161@gmail.com

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Petizione creata in data 6 luglio 2026