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Sua Santità, spezzi i legami tra il Vaticano e la mafia!


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Era il 9 maggio 1993 quando l'allora Papa Giovanni Paolo II ad Agrigento ha tuonato contro Cosa nostra pronunciando queste parole: “Dio ha detto una volta: Non uccidere. Non può l’uomo, qualsiasi uomo, qualsiasi umana agglomerazione, qualsiasi mafia, non può cambiare e calpestare questo diritto santissimo di Dio. Questo popolo siciliano è un popolo talmente attaccato alla vita, che dà la vita. Non può sempre vivere sotto la pressione di una civiltà contraria, di una civiltà della morte. Qui ci vuole una civiltà della vita. Nel nome di Cristo crocifisso e risorto, di questo Cristo che è Via, Verità e Vita, mi rivolgo ai responsabili: convertitevi! Un giorno verrà il giudizio di Dio!”.

Parole forti da cui la Chiesa dovrebbe ripartire per rompere definitivamente quel legame con la mafia che nel corso della storia si è manifestato a più riprese.

Un legame forte che va anche oltre alla semplice connivenza e che vede il suo lato più oscuro nei rapporti tra mafia e Ior. Pensiamo al ventennio della gestione a dire poco discussa del cardinale statunitense Paul Casimir Marcinkus (dal 1971 al 1989), che ebbe il suo apice nello scandalo della loggia P2 e nel crac del Banco Ambrosiano del 1982. E poi ancora i rapporti con il banchiere Michele Sindona, in rapporti con Giulio Andreotti e Papa Paolo VI, che riciclava il denaro della mafia nella banca del Vaticano e nel Banco Ambrosiano.

Nella sentenza di assoluzione per l’omicidio di Roberto Calvi era imputato fra gli altri il boss di Cosa Nostra Pippo Calò e, per quanto sia una sentenza senza colpevoli, vi è abbastanza materiale per dimostrare matematicamente, grazie al preciso lavoro del pm Tescaroli, che ingenti somme di denaro di provenienza criminale sono transitate presso lo Ior per uscirne riciclate. Si legge testualmente nella sentenza del 7 maggio 2010: "Cosa Nostra impiegava il Banco Ambrosiano e lo Ior come tramite per massicce operazioni di riciclaggio. Il fatto nuovo emerso è che avvenivano quantomeno anche ad opera di Vito Ciancimino (ex sindaco mafioso di Palermo, morto nel 2002, ndr) oltre che di Giuseppe Calò". Di come Ciancimino abbia svolto un ruolo centrale nel reimpiego di enormi quantità di soldi sia per suo conto che per quello dei corleonesi aveva testimoniato anche il figlio Massimo sentito nell’ambito dello stesso processo. Ma la banca vaticana è tornata a dare scandalo anche nel recente passato con l'ombra della mafia sempre presente. Ci sono indiscrezioni che riguardano ipotesi di riciclaggio di denaro condotte dal capo mafia latitante Matteo Messina Denaro. Una circostanza che sarebbe emersa dal memoriale dell'ex capo della banca vaticana Ettore Gotti Tedeschi. In quel memoriale si fa riferimento ad una indagine della Procura di Trapani che allo Ior nel maggio 2012 ha chiesto una rogatoria internazionale per sapere di due conti correnti aperti da un sacerdote, padre Ninni Treppiedi, ex direttore di uffici diocesani, finito da un anno sotto inchiesta a Trapani per una storia di tanti soldi spariti dalle casse della Curia. E nel memoriale Gotti Tedeschi confessava anche di “temere per la propria vita”.

Oggi sua Santità, Papa Francesco, ha una grande opportunità davanti a sé, quella di dare vita ad una potentissima riforma che si rifaccia a quel messaggio lanciato vent'anni fa nella Valle dei Templi da Giovanni Paolo II, che determini la definitiva rottura dei rapporti tra mafia e Chiesa.

Ed è a Papa Francesco che rivolgiamo questo appello, nella speranza che si torni a denunciare con le parole ma anche con i fatti, dando appoggio alla magistratura italiana, che da tempo ha presentato da più sedi la richiesta di rogatoria internazionale per l'accesso alle informazioni, ordinando ai dirigenti dello Ior di svelare i nomi degli intestatari dei conti miliardari ed appartenenti alle mafie o organizzazioni criminali similari.

In nome di una vera riforma della Chiesa che punti alla giustizia come fondamento principale.
Sua Santità, faccia quanto in suo potere per troncare definitivamente i legami tra il Vaticano e la mafia!

iorgio Bongiovanni e la redazione di ANTIMAFIADuemila

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Papa Francesco
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