Salviamo Hamed, condannato a morte in Yemen per la sua fede Bahá’í - #HamedLibero

Il problema

Lo scorso 2 gennaio la Corte criminale specializzata di Sana’a, nello Yemen, ha condannato a morte Hamed bin Haydara, un membro della comunità Bahá’í locale, ingiustamente imprigionato quattro anni fa solo e soltanto per il suo credo religioso.

Hamed è stato arrestato arbitrariamente sul suo posto di lavoro il 3 dicembre 2013 e da allora si trova in carcere, dove ha trascorso oltre un anno in isolamento. Durante la detenzione ha subito ogni tipo di tortura. Dopo tre anni in attesa di giudizio, dall’aprile 2016 Hamed è stato convocato in tribunale per 14 udienze, ma gli è stato concesso di presenziare solo a tre di esse.

Una delle imputazioni mosse a carico di Hamed da parte dei suoi accusatori è «di aver dimostrato un elevato livello di moralità, tramite il quale si è conquistato la fiducia dei suoi concittadini».

L’unica colpa di cui si è macchiato Hamed è di essere un credente Bahá’í. La comunità Bahá’í è la realtà religiosa geograficamente più diffusa al mondo dopo il cristianesimo con circa 8 milioni di credenti. In Italia è presente in più di 250 località con circa 5.000 fedeli.

La fede Bahá’í, espressione religiosa geograficamente più diffusa al mondo dopo il cristianesimo con otto milioni di credenti, professa l’esistenza di un unico Dio, la pace, la tolleranza, l’unità dei popoli, la parità tra uomo e donna, il rifiuto di ogni forma di violenza e il superamento di qualsiasi frammentazione razziale, politica e sociale.

In tutto il mondo è in corso una mobilitazione per salvare la vita di Hamed bin Haydara.

L’Italia e l’Europa, patrie del diritto, della tolleranza, della pace fra i popoli e della salvaguardia del valore della vita, non possono accettare una simile condanna alla libertà religiosa, diritto umano fondamentale.

Per questo chiediamo a tutti i rappresentanti del Parlamento, delle istituzioni italiane e del mondo delle associazioni di prendere pubblicamente posizione per chiedere la liberazione di Hamed, aderendo alla campagna #HamedLibero.

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Comunità bahá’í d’ItaliaPromotore della petizionePresente oggi in più di 200 nazioni, la Comunità Bahá’í è la realtà religiosa geograficamente più diffusa dopo il cristianesimo, con circa 8 milioni di credenti in tutto il mondo. In Italia è presente in più di 250 località, con 5.000 fedeli.

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Il problema

Lo scorso 2 gennaio la Corte criminale specializzata di Sana’a, nello Yemen, ha condannato a morte Hamed bin Haydara, un membro della comunità Bahá’í locale, ingiustamente imprigionato quattro anni fa solo e soltanto per il suo credo religioso.

Hamed è stato arrestato arbitrariamente sul suo posto di lavoro il 3 dicembre 2013 e da allora si trova in carcere, dove ha trascorso oltre un anno in isolamento. Durante la detenzione ha subito ogni tipo di tortura. Dopo tre anni in attesa di giudizio, dall’aprile 2016 Hamed è stato convocato in tribunale per 14 udienze, ma gli è stato concesso di presenziare solo a tre di esse.

Una delle imputazioni mosse a carico di Hamed da parte dei suoi accusatori è «di aver dimostrato un elevato livello di moralità, tramite il quale si è conquistato la fiducia dei suoi concittadini».

L’unica colpa di cui si è macchiato Hamed è di essere un credente Bahá’í. La comunità Bahá’í è la realtà religiosa geograficamente più diffusa al mondo dopo il cristianesimo con circa 8 milioni di credenti. In Italia è presente in più di 250 località con circa 5.000 fedeli.

La fede Bahá’í, espressione religiosa geograficamente più diffusa al mondo dopo il cristianesimo con otto milioni di credenti, professa l’esistenza di un unico Dio, la pace, la tolleranza, l’unità dei popoli, la parità tra uomo e donna, il rifiuto di ogni forma di violenza e il superamento di qualsiasi frammentazione razziale, politica e sociale.

In tutto il mondo è in corso una mobilitazione per salvare la vita di Hamed bin Haydara.

L’Italia e l’Europa, patrie del diritto, della tolleranza, della pace fra i popoli e della salvaguardia del valore della vita, non possono accettare una simile condanna alla libertà religiosa, diritto umano fondamentale.

Per questo chiediamo a tutti i rappresentanti del Parlamento, delle istituzioni italiane e del mondo delle associazioni di prendere pubblicamente posizione per chiedere la liberazione di Hamed, aderendo alla campagna #HamedLibero.

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Comunità bahá’í d’ItaliaPromotore della petizionePresente oggi in più di 200 nazioni, la Comunità Bahá’í è la realtà religiosa geograficamente più diffusa dopo il cristianesimo, con circa 8 milioni di credenti in tutto il mondo. In Italia è presente in più di 250 località, con 5.000 fedeli.

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Petizione creata in data 28 febbraio 2018