Manteniamo pubblico l’importante scrigno di biodiversità della R​.​N. Diaccia Botrona

Il problema

Nei giorni scorsi, abbiamo appreso la grave notizia che, in un’asta pubblica indetta dalla Provincia di Grosseto, sono stati aggiudicati ad un privato 950 ettari di terreni situati nel Comune di Grosseto, nell’area del Padule Aperto, ricadenti in parte nella R.N. Diaccia Botrona.

Tale zona è un'area di grandissima importanza internazionale per lo svernamento dell’oca selvatica (700-800 esemplari), della gru (600 esemplari negli ultimi anni) e di caradriformi come la pavoncella o il piviere dorato; vi sono inoltre state osservate specie di particolare importanza dal punto di vista conservazionistico, come il lanario, il falco sacro e, addirittura, una gallina prataiola e un’aquila imperiale.

L’operazione ha suscitato la nostra preoccupazione. Infatti, se una cessione di beni pubblici poteva avere una ragione quando l’obiettivo principale della politica economica europea e nazionale era quello della riduzione del debito pubblico, oggi sarebbe molto più opportuno utilizzare la proprietà pubblica per il raggiungimento di obiettivi diversi, come quelli previsti dalla Strategia della UE per la biodiversità per il 2030. Poiché in tale documento della UE si parla anche di “rinaturalizzazioni”, diventa paradossale che si rischi una trasformazione di ambienti che “naturali” già lo sono, per effetto della loro privatizzazione.

Chiediamo pertanto che, non essendosi ancora formalizzato il trasferimento di proprietà ed essendo previste nello stesso bando forme di prelazione, la proprietà dell’area resti pubblica.

In caso contrario, verrebbe mano una visione unitaria nella gestione della Riserva, come invece previsto dalla delibera n. 73 della Giunta Provinciale del 24/05/2006.

Anche per le aree non ricomprese nella R.N. e oggetto di attività agricola, riteniamo che l’unica attività compatibile con l’ambiente sia la coltivazione estensiva di cereali e piante erbacee. Un loro utilizzo diverso dall’attuale andrebbe a vanificare alcuni dei risultati conseguiti nel tempo, anche grazie all’ampliamento dell’area a divieto di caccia in vigore ormai da dieci anni.

Associazione WWF Provincia di Grosseto ODV

GOM - Gruppo Ornitologico Maremmano "A.Ademollo" ODV

Associazione CERM Centro Rapaci Minacciati ODV

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Luca PassalacquaPromotore della petizione

55.303

Il problema

Nei giorni scorsi, abbiamo appreso la grave notizia che, in un’asta pubblica indetta dalla Provincia di Grosseto, sono stati aggiudicati ad un privato 950 ettari di terreni situati nel Comune di Grosseto, nell’area del Padule Aperto, ricadenti in parte nella R.N. Diaccia Botrona.

Tale zona è un'area di grandissima importanza internazionale per lo svernamento dell’oca selvatica (700-800 esemplari), della gru (600 esemplari negli ultimi anni) e di caradriformi come la pavoncella o il piviere dorato; vi sono inoltre state osservate specie di particolare importanza dal punto di vista conservazionistico, come il lanario, il falco sacro e, addirittura, una gallina prataiola e un’aquila imperiale.

L’operazione ha suscitato la nostra preoccupazione. Infatti, se una cessione di beni pubblici poteva avere una ragione quando l’obiettivo principale della politica economica europea e nazionale era quello della riduzione del debito pubblico, oggi sarebbe molto più opportuno utilizzare la proprietà pubblica per il raggiungimento di obiettivi diversi, come quelli previsti dalla Strategia della UE per la biodiversità per il 2030. Poiché in tale documento della UE si parla anche di “rinaturalizzazioni”, diventa paradossale che si rischi una trasformazione di ambienti che “naturali” già lo sono, per effetto della loro privatizzazione.

Chiediamo pertanto che, non essendosi ancora formalizzato il trasferimento di proprietà ed essendo previste nello stesso bando forme di prelazione, la proprietà dell’area resti pubblica.

In caso contrario, verrebbe mano una visione unitaria nella gestione della Riserva, come invece previsto dalla delibera n. 73 della Giunta Provinciale del 24/05/2006.

Anche per le aree non ricomprese nella R.N. e oggetto di attività agricola, riteniamo che l’unica attività compatibile con l’ambiente sia la coltivazione estensiva di cereali e piante erbacee. Un loro utilizzo diverso dall’attuale andrebbe a vanificare alcuni dei risultati conseguiti nel tempo, anche grazie all’ampliamento dell’area a divieto di caccia in vigore ormai da dieci anni.

Associazione WWF Provincia di Grosseto ODV

GOM - Gruppo Ornitologico Maremmano "A.Ademollo" ODV

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Luca PassalacquaPromotore della petizione

I decisori

Amministrazione Provinciale di Grosseto
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