

Flasjëm Arbërisht! Manifesto a tutela della Lingua e della Cultura di Piana degli Albanesi


Flasjëm Arbërisht! Manifesto a tutela della Lingua e della Cultura di Piana degli Albanesi
Il problema
MANIFESTO “VOGLIAMO CONTINUARE A VIVERE ARBËRESH” PER IL RILANCIO DELLA LINGUA E DELLA CULTURA ARBËRESHE
"La morte di una lingua è molto più della perdita di un modo di esprimersi: essa implica la scomparsa di un’intera visione del mondo e della cultura che la lingua veicola."
Un gruppo di Arbëreshë di Piana degli Albanesi da qualche tempo si confronta sullo stato e sul futuro della nostra lingua e della nostra cultura arbëreshe. Con sentimenti attoniti, e una constatazione vissuta della nostra realtà odierna in tempo di grave crisi, non solo economica ma anche etica ed esistenziale, ci siamo posti la domanda: "Che fare?".
Che fare per cercare di resistere ai cambiamenti epocali della nostra società che ci stanno travolgendo e stanno mettendo a dura prova la nostra comunità autoctona?
Possiamo aspettare inermi che la piena travolga la nostra lingua e la nostra cultura?
Resistere non basta. Dobbiamo alzare la testa e reagire. Credere ancora in ciò che ci ha accompagnati e cresciuti in questo territorio e in questa piccola società che è sopravvissuta tra grandi momenti di orgoglio e momenti di crisi, di nascondimento.
Non possiamo tacere, gridiamo a noi stessi di non abbandonare la nostra lingua e la nostra cultura.
Alla Amministrazione Comunale
Ci rivolgiamo ai politici e agli impiegati del Comune affinché l’attenzione e l’azione alla promozione della lingua e della cultura arbëreshe, si concretizzi nella stampa in bilingue dei documenti ufficiali e della modulistica. Non basta promuovere soltanto attività di promozione turistica (far venire persone a Piana) ma l’azione deve essere rivolta anche ai concittadini, indistintamente, i quali devono poter leggere e scrivere arbërisht i documenti ufficiali del Comune.
Pertanto, facciamo presente che l’azione deve essere diretta a:
1. Creare corsi di formazione di lingua arbëreshe per gli impiegati stessi;
2. Stampare la modulistica in bilingue;
3. Coordinare, promuovere e sostenere le associazioni e le aziende che vogliano adoperare il bilinguismo nelle loro attività;
4. Aggiornare il sito web istituzionale e tutta la galassia comunicativa del web direttamente o indirettamente legati al Comune con l’uso del bilinguismo.
5. Pretendere la conoscenza e l’uso della lingua arbëreshe per chi occupa determinati ruoli chiave per la crescita e lo sviluppo delle nuove generazioni
Alla Chiesa e altre realtà religiose e culturali del territorio
Se la Chiesa Cattolica bizantino-greca nel passato ma anche nel presente continua l’uso dell’arbëresh nelle celebrazioni, non può essa ignorare e sfilarsi da una continua e massiccia attività di traduzioni e pubblicazioni dei testi liturgici nella suddetta lingua. Quasi tutti i testi liturgici sono stati tradotti ma pochissimi messi a disposizione dei fedeli.
Chiediamo più attenzione e cura da parte delle parrocchie alla pubblicazione dei testi e alla traduzione di nuovi testi in lingua autoctona, e di avere maggiore sensibilità nei confronti del desiderio degli arbëreshë di partecipare ai riti interamente nella loro lingua madre.
Nel catechismo degli adolescenti si usi l’albanese per i dialoghi, per le preghiere e per la preparazione alle celebrazioni.
Per le altre tipologie religiose e culturali, noi chiediamo che si usi nelle loro attività il più possibile l’arbëresh.
Anche nelle parrocchie ci si sforzi a produrre certificati in bilingue.
Alla Scuola
L’istituzione per eccellenza preposta ed “onorata” alla salvaguardia della cultura arbëreshe è la scuola, che ha indiscutibilmente una grande responsabilità nel decretare la sopravvivenza o il declino del nostro idioma.
La buona volontà di alcune insegnanti del presente e del passato, a cui deve andare un nostro caloroso e affettuoso pensiero per l’amore con il quale hanno insegnato di generazione in generazione le basi della nostra identità, deve essere accompagnato da un’ufficializzazione di tale insegnamento.
Il che vuol dire che la lingua arbëreshe e con essa l’insegnamento della storia della nostra comunità, deve essere elevata a pari dignità delle altre materie di insegnamento, senza rimanere relegata a materia di scarto o di minore importanza.
Alle Famiglie
Tutti i precetti sopra indicati risultano vani però se il nucleo fondante della società, la famiglia per l’appunto, si defila dal suo ruolo educativo fondamentale e primario.
Oggi ai figli si parla in italiano. Non capiamo cosa abbia fatto alle famiglie la nostra lingua, che sopravvive da 500 anni, da meritare di essere esclusa come membro principale comunicativo all’interno delle relazioni essenziali e sentimentali. Qual è la colpa dell’arbëresh o meglio del bilinguismo in famiglia? Una nuova lingua (inglese) predominante che deve condividere la realtà famigliare con l’italiano? Difficoltà dei figli di approcciarsi correntemente all’italiano? Una lingua che non è più “utile”?
Oppure si deve pensare che sia una lingua che provoca in loro un complesso di inferiorità?
A ben guardare, noi siamo già un miracolo per chi ci guarda da fuori, per il semplice fatto che fino ad oggi parliamo una nostra lingua propria. Siamo doppiamente un miracolo se oggi al di là dell’Adriatico, ci riconoscono un ruolo storico per il passato e per il presente, grazie alla nostra viva produzione letteraria, vivacità culturale e partecipazione politica alla costruzione della nazione albanese. Non vorremmo che la generazione di oggi degli arbëreshë, chiudesse definitivamente le porte al futuro della nostra lingua e della nostra cultura.
Le mamme e i papà devono essere coscienti di ciò che stanno decretando: la condanna a morte della lingua che la loro madre gli insegnò con tanto amore, e con la quale si sono compiaciuti con i loro nonni, cugini e amici, ed alla quale è connessa tutta la nostra identità.
Genitori, non negate ai vostri figli il dono gratuito e importantissimo del bilinguismo, sfidando tutti gli studi medici e scientifici, che concordano nell’evidenziare i vantaggi che tale facoltà produce nello sviluppo cerebrale e cognitivo dei vostri bambini.
Famiglie, non lasciatevi sopraffare dai calcoli e dai complessi; quel latte che avete ricevuto dal seno delle vostre madri datelo ancora ai vostri figli.
Non vergognatevi di parlare arbëresh ai vostri figli! non arrendetevi dicendo che la nostra e vostra cultura è ormai superata, obsoleta! Non uccidete la nostra e la vostra storia!
Seguici su Facebook:

Il problema
MANIFESTO “VOGLIAMO CONTINUARE A VIVERE ARBËRESH” PER IL RILANCIO DELLA LINGUA E DELLA CULTURA ARBËRESHE
"La morte di una lingua è molto più della perdita di un modo di esprimersi: essa implica la scomparsa di un’intera visione del mondo e della cultura che la lingua veicola."
Un gruppo di Arbëreshë di Piana degli Albanesi da qualche tempo si confronta sullo stato e sul futuro della nostra lingua e della nostra cultura arbëreshe. Con sentimenti attoniti, e una constatazione vissuta della nostra realtà odierna in tempo di grave crisi, non solo economica ma anche etica ed esistenziale, ci siamo posti la domanda: "Che fare?".
Che fare per cercare di resistere ai cambiamenti epocali della nostra società che ci stanno travolgendo e stanno mettendo a dura prova la nostra comunità autoctona?
Possiamo aspettare inermi che la piena travolga la nostra lingua e la nostra cultura?
Resistere non basta. Dobbiamo alzare la testa e reagire. Credere ancora in ciò che ci ha accompagnati e cresciuti in questo territorio e in questa piccola società che è sopravvissuta tra grandi momenti di orgoglio e momenti di crisi, di nascondimento.
Non possiamo tacere, gridiamo a noi stessi di non abbandonare la nostra lingua e la nostra cultura.
Alla Amministrazione Comunale
Ci rivolgiamo ai politici e agli impiegati del Comune affinché l’attenzione e l’azione alla promozione della lingua e della cultura arbëreshe, si concretizzi nella stampa in bilingue dei documenti ufficiali e della modulistica. Non basta promuovere soltanto attività di promozione turistica (far venire persone a Piana) ma l’azione deve essere rivolta anche ai concittadini, indistintamente, i quali devono poter leggere e scrivere arbërisht i documenti ufficiali del Comune.
Pertanto, facciamo presente che l’azione deve essere diretta a:
1. Creare corsi di formazione di lingua arbëreshe per gli impiegati stessi;
2. Stampare la modulistica in bilingue;
3. Coordinare, promuovere e sostenere le associazioni e le aziende che vogliano adoperare il bilinguismo nelle loro attività;
4. Aggiornare il sito web istituzionale e tutta la galassia comunicativa del web direttamente o indirettamente legati al Comune con l’uso del bilinguismo.
5. Pretendere la conoscenza e l’uso della lingua arbëreshe per chi occupa determinati ruoli chiave per la crescita e lo sviluppo delle nuove generazioni
Alla Chiesa e altre realtà religiose e culturali del territorio
Se la Chiesa Cattolica bizantino-greca nel passato ma anche nel presente continua l’uso dell’arbëresh nelle celebrazioni, non può essa ignorare e sfilarsi da una continua e massiccia attività di traduzioni e pubblicazioni dei testi liturgici nella suddetta lingua. Quasi tutti i testi liturgici sono stati tradotti ma pochissimi messi a disposizione dei fedeli.
Chiediamo più attenzione e cura da parte delle parrocchie alla pubblicazione dei testi e alla traduzione di nuovi testi in lingua autoctona, e di avere maggiore sensibilità nei confronti del desiderio degli arbëreshë di partecipare ai riti interamente nella loro lingua madre.
Nel catechismo degli adolescenti si usi l’albanese per i dialoghi, per le preghiere e per la preparazione alle celebrazioni.
Per le altre tipologie religiose e culturali, noi chiediamo che si usi nelle loro attività il più possibile l’arbëresh.
Anche nelle parrocchie ci si sforzi a produrre certificati in bilingue.
Alla Scuola
L’istituzione per eccellenza preposta ed “onorata” alla salvaguardia della cultura arbëreshe è la scuola, che ha indiscutibilmente una grande responsabilità nel decretare la sopravvivenza o il declino del nostro idioma.
La buona volontà di alcune insegnanti del presente e del passato, a cui deve andare un nostro caloroso e affettuoso pensiero per l’amore con il quale hanno insegnato di generazione in generazione le basi della nostra identità, deve essere accompagnato da un’ufficializzazione di tale insegnamento.
Il che vuol dire che la lingua arbëreshe e con essa l’insegnamento della storia della nostra comunità, deve essere elevata a pari dignità delle altre materie di insegnamento, senza rimanere relegata a materia di scarto o di minore importanza.
Alle Famiglie
Tutti i precetti sopra indicati risultano vani però se il nucleo fondante della società, la famiglia per l’appunto, si defila dal suo ruolo educativo fondamentale e primario.
Oggi ai figli si parla in italiano. Non capiamo cosa abbia fatto alle famiglie la nostra lingua, che sopravvive da 500 anni, da meritare di essere esclusa come membro principale comunicativo all’interno delle relazioni essenziali e sentimentali. Qual è la colpa dell’arbëresh o meglio del bilinguismo in famiglia? Una nuova lingua (inglese) predominante che deve condividere la realtà famigliare con l’italiano? Difficoltà dei figli di approcciarsi correntemente all’italiano? Una lingua che non è più “utile”?
Oppure si deve pensare che sia una lingua che provoca in loro un complesso di inferiorità?
A ben guardare, noi siamo già un miracolo per chi ci guarda da fuori, per il semplice fatto che fino ad oggi parliamo una nostra lingua propria. Siamo doppiamente un miracolo se oggi al di là dell’Adriatico, ci riconoscono un ruolo storico per il passato e per il presente, grazie alla nostra viva produzione letteraria, vivacità culturale e partecipazione politica alla costruzione della nazione albanese. Non vorremmo che la generazione di oggi degli arbëreshë, chiudesse definitivamente le porte al futuro della nostra lingua e della nostra cultura.
Le mamme e i papà devono essere coscienti di ciò che stanno decretando: la condanna a morte della lingua che la loro madre gli insegnò con tanto amore, e con la quale si sono compiaciuti con i loro nonni, cugini e amici, ed alla quale è connessa tutta la nostra identità.
Genitori, non negate ai vostri figli il dono gratuito e importantissimo del bilinguismo, sfidando tutti gli studi medici e scientifici, che concordano nell’evidenziare i vantaggi che tale facoltà produce nello sviluppo cerebrale e cognitivo dei vostri bambini.
Famiglie, non lasciatevi sopraffare dai calcoli e dai complessi; quel latte che avete ricevuto dal seno delle vostre madri datelo ancora ai vostri figli.
Non vergognatevi di parlare arbëresh ai vostri figli! non arrendetevi dicendo che la nostra e vostra cultura è ormai superata, obsoleta! Non uccidete la nostra e la vostra storia!
Seguici su Facebook:

PETIZIONE CHIUSA
Condividi questa petizione
Aggiornamenti sulla petizione
Condividi questa petizione
Petizione creata in data 8 giugno 2020