#MaiPiùSenza: un piano d’azione per l’inclusione delle donne

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Ancora oggi in Italia la questione della parità di genere e dell’emancipazione economica delle donne manca di una visione sistemica e del sostegno di una volontà politica profonda e condivisa: lo dice chiaramente il Global Gender Gap Report 2017, prodotto dal World Economic Forum, che vede l’Italia all’82esimo posto su 144 Paesi analizzati, in caduta libera di 32 posizioni rispetto all’anno precedente.

Prendendo spunto da questo studio, abbiamo provato a identificare alcune azioni prioritarie che riteniamo dovrebbero diventare impegni ufficiali del prossimo governo. Numerosi studi hanno oramai dimostrato, infatti, che la disuguaglianza di genere non è solo un tema di giustizia sociale ma anche di prosperità della nostra economia. È necessario che sia affrontato adesso.

La divisione delle azioni proposte è puramente a fini di semplificazione: le misure sono tutte strettamente interconnesse ed è, anzi, prioritario che questa interconnessione venga riconosciuta e riflessa nelle policy adottate, in modo che queste possano essere non semplici palliativi o misure “spot” ma possano affrontare con efficacia le radici del problema.

Questo documento programmatico non ha pretese di esaustività: sono delle linee guida, alle quali possono essere aggiunte integrazioni o eliminati dei passaggi, che affidiamo all’attenzione del prossimo governo e di chiunque si candidi, a qualsiasi livello, a governare, di qualsiasi compagine politica sia.

È aperto alla sottoscrizione di tutti – cittadini, associazioni, movimenti e partiti politici, accademici, media – perché si tratta di azioni basilari per qualunque progetto futuro di società che chi si candida a governare dovrebbe presentare ai cittadini. Abbiamo scelto un hashtag che permette di sposare una o più di queste azioni o, ancora, di proporne di diverse: apre a un lavoro collettivo, così come collettiva dovrebbe essere l’attenzione e la partecipazione su questo tema.

#MaiPiùSenza una piena partecipazione delle donne al mercato del lavoro, #MaiPiùSenza la parità salariale, #MaiPiùSenza un'organizzazione del lavoro di cura basata sulla condivisione tra uomini e donne, #MaiPiùSenza il talento di tutti, che non possiamo più permetterci di vedere soffocato da stereotipi di genere.

 

AZIONI DI SISTEMA

1.     Cambiamento di approccio nella progettazione delle politiche pubbliche:

- Adozione di un bilancio di genere e inserimento di una prospettiva di genere nelle analisi ex ante ed ex post delle politiche pubbliche.

2.     Raccolta di dati disaggregati per genere

- Predisposizione di linee guida, per i centri di ricerca, gli istituti di statistica ma anche per le imprese, volte alla raccolta di dati disaggregati per genere in tutti i settori, economici e non solo.

 

A – PARTICIPAZIONE AL MERCATO DEL LAVORO

3.     Formazione e riqualificazione:

- Creazione di protocolli con le amministrazioni locali ed enti di formazione per garantire la formazione alle donne nei settori con maggiore disponibilità di occupazione, in primis nel settore digitale.

4.     Politiche fiscali:

- Detraibilità/deducibilità totale delle spese di cura sia per i figli che per gli anziani ed i disabili a carico di uno o entrambi i coniugi quando lavorano entrambi;

- Incentivi per il rientro a lavoro dopo la maternità.

5.     Appalti pubblici:

- Creazione di un sistema di preferenze che assegni ad aziende con determinati requisiti (ad esempio, proprietà femminile, presenza di piani efficaci di parità di genere, presenza di adeguate misure di bilanciamento vita-lavoro) un punteggio extra;

- Azione a favore delle aziende appena citate attraverso i piani di subappalto, per incidere in maniera sostanziale sulla catena di produzione.

 

B – PARITA’ SALARIALE

6.     Trasparenza e merito:

- Richiesta di inserimento, nel bilancio annuale di ogni azienda con più di 50 dipendenti, del dato relativo alla percentuale di presenza femminile in rapporto alla forza lavoro complessiva con informativa esplicita su: numeri assoluti e percentuali in ingresso e di dispersione nel corso della crescita professionale, analisi dei vincoli e delle opportunità alla crescita, divario salariale a parità di posizioni e qualifiche e presenza in azienda di generazioni diverse;

- Strumenti di incentivo/pressione volti alla pubblicazione in forma aggregata dei compensi di tutti i dipendenti.

 

C – LEADERSHIP ECONOMICA

7.     Contro il soffitto di cristallo:

- Monitoraggio dei risultati della legge n. 120/2011 in vista della sua naturale scadenza, prevista tra cinque anni, e riflessione sull’eventuale necessità di proseguire con nuovi strumenti normativi per non disperdere le conquiste raggiunte fino ad ora.

 

D – CURA E CONDIVISIONE

8.     Politiche di incentivo sui congedi:

- Rimodulazione del congedo di maternità, mantenendo i cinque mesi obbligatori ma legandone solo tre al momento del parto e lasciando che gli altri due siano fruiti, secondo accordo tra lavoratrice e datore di lavoro, entro il primo anno di vita del bambino; contemporaneamente, introduzione di un mese di congedo di paternità obbligatorio, retribuito allo stesso livello di quello materno, da fruirsi entro il primo anno di vita del bambino;

- Un sistema di incentivi e disincentivi per far richiedere ai padri e non solo alle madri il congedo parentale.

9.     Maternità e salute riproduttiva delle donne:

- Creazione di spazi appositi per mamme nelle prime settimane di congedo di maternità, con anche il coinvolgimento di cooperative e ospedali.

10.  Cura dei bambini e asili nido:

- Rimodulazione delle soglie di reddito per l’accesso agli asili nido di bambini di età inferiore ai tre anni, anche in base ai recenti cambiamenti socio-demografici che hanno interessato la società italiana negli ultimi anni;

- Incentivi fiscali per le donne interessate ad aprire dei micro-nidi (sull’esempio dei “Tagesmutter” tedeschi);

- Meccanismi premianti per le aziende che offrono ai propri dipendenti un nido aziendale;

- Nuovo piano di investimenti per garantire una maggiore disponibilità di posti negli asili nido;

- Predisposizione del tempo pieno in tutte le scuole elementari pubbliche.

 

CULTURA DELLA PARITA’

11.  Rompere gli stereotipi:

- Campagne di comunicazione e finanziamento di prodotti culturali (film, libri, serie tv) che discutano gli stereotipi di genere, smascherandoli;

- Attivazione di progetti di collaborazione con scuole medie e istituti superiori per garantire dei percorsi di orientamento e valorizzare il talento delle studentesse, superando gli stereotipi che si possono creare fin dalla prima infanzia;

- Revisione dei testi scolastici delle scuole elementari, volta all’eliminazione degli stereotipi di genere;

- Attivazione di percorsi di costruzione della leadership per le giovani donne durante l’università, indipendentemente dall’indirizzo, e di mentoring interno ed esterno.

12.  Violenza contro le donne

- Finanziamento di percorsi per l’autonomia delle donne che hanno subito violenza, anche attraverso dei protocolli d’intesa con imprese e cooperative per favorire il loro inserimento lavorativo e, quindi, creare le condizioni per una loro indipendenza finanziaria;

- Finanziamento di progetti di prevenzione e contrasto della violenza di genere nelle scuole.

 

Alessia Mosca, proponente della legge sulle quote di genere nei cda (“Golfo-Mosca")

Paola Profeta, Università Bocconi

Paola Subacchi, Chatham House Londra



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