Alzheimer Bari: Centri Diurni e RSA subito. La dignità non può aspettare!


Alzheimer Bari: Centri Diurni e RSA subito. La dignità non può aspettare!
Il problema
Nella città di Bari vivono oltre 315.000 persone. Eppure, per migliaia di famiglie che ogni giorno combattono contro il morbo di Alzheimer e le demenze, la risposta delle istituzioni è quasi inesistente.
Una rete assistenziale al collasso
Oggi risultano operative solo 3 strutture dedicate (centri diurni), per un totale di appena 90 posti.
La provincia di Bari è ugualmente scoperta: solo 3 centri diurni in tutto il territorio (Bitonto, Terlizzi e Giovinazzo).
A questa carenza drammatica si aggiunge l’emergenza delle RSA (Residenze Sanitarie Assistite) e delle RSSA (Residenze Socio-Sanitarie Assistenziali): i posti disponibili sono pochissimi e le liste d'attesa sono diventate interminabili, lasciando le famiglie in un limbo disperato per mesi, se non anni.
Il paradosso della burocrazia e il declino della salute
Il ritardo nell'accesso ai servizi non è solo un problema logistico, ma un danno clinico irreversibile:
Il peggioramento:
L'attesa infinita per un Centro Diurno accelera il decadimento cognitivo e fisico del paziente.
La beffa burocratica:
Quando finalmente si libera un posto, le condizioni del malato sono spesso già precipitate. Questo costringe le famiglie a ricominciare da zero l'intero iter burocratico (nuove valutazioni UVG/UVM, nuove domande) per tentare l'accesso a una RSA o RSSA, poiché il Centro Diurno non è più sufficiente.
L'abbandono:
In questo vuoto assistenziale, il peso della cura ricade interamente sui familiari, spesso costretti a lasciare il lavoro o a esaurire i risparmi per l'assistenza privata, rischiando il burnout e il collasso economico.
Perché questa petizione è urgente?
Un Centro Diurno, così come una RSA di qualità, non è un "parcheggio": è un luogo di cura che preserva la dignità e le capacità residue dei pazienti. Offre inoltre l'unico, vitale momento di sollievo per i caregiver. Escludere la maggioranza dei malati dai Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) è un'ingiustizia sociale non più tollerabile.
Le nostre richieste
Al Presidente della Giunta Regionale della Puglia, all’Assessore al Welfare e al Direttore Generale della ASL Bari, chiediamo un intervento immediato per:
Nuovi Accreditamenti e Posti Letto: Indire bandi urgenti per l'apertura di nuovi Centri Diurni e l'ampliamento dei posti in RSA/RSSA nel territorio barese.
Sostegno Economico: Incrementare le quote sanitarie per coprire le rette e non lasciare sole le famiglie meno abbienti.
Semplificazione Burocratica: Creare percorsi fluidi che evitino il rimpallo tra uffici quando le condizioni del paziente peggiorano a causa dei ritardi istituzionali.
Prossimità della Cura: Garantire una distribuzione capillare dei servizi affinché la cura sia vicina a chi soffre.
Firma anche tu!
Non possiamo permettere che i nostri cari restino prigionieri della malattia e dell'isolamento. La dignità dei pazienti e delle loro famiglie non può più aspettare.
Firma e condividi questa petizione per chiedere alla Regione Puglia e alla ASL Bari fatti concreti, non solo promesse.

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Il problema
Nella città di Bari vivono oltre 315.000 persone. Eppure, per migliaia di famiglie che ogni giorno combattono contro il morbo di Alzheimer e le demenze, la risposta delle istituzioni è quasi inesistente.
Una rete assistenziale al collasso
Oggi risultano operative solo 3 strutture dedicate (centri diurni), per un totale di appena 90 posti.
La provincia di Bari è ugualmente scoperta: solo 3 centri diurni in tutto il territorio (Bitonto, Terlizzi e Giovinazzo).
A questa carenza drammatica si aggiunge l’emergenza delle RSA (Residenze Sanitarie Assistite) e delle RSSA (Residenze Socio-Sanitarie Assistenziali): i posti disponibili sono pochissimi e le liste d'attesa sono diventate interminabili, lasciando le famiglie in un limbo disperato per mesi, se non anni.
Il paradosso della burocrazia e il declino della salute
Il ritardo nell'accesso ai servizi non è solo un problema logistico, ma un danno clinico irreversibile:
Il peggioramento:
L'attesa infinita per un Centro Diurno accelera il decadimento cognitivo e fisico del paziente.
La beffa burocratica:
Quando finalmente si libera un posto, le condizioni del malato sono spesso già precipitate. Questo costringe le famiglie a ricominciare da zero l'intero iter burocratico (nuove valutazioni UVG/UVM, nuove domande) per tentare l'accesso a una RSA o RSSA, poiché il Centro Diurno non è più sufficiente.
L'abbandono:
In questo vuoto assistenziale, il peso della cura ricade interamente sui familiari, spesso costretti a lasciare il lavoro o a esaurire i risparmi per l'assistenza privata, rischiando il burnout e il collasso economico.
Perché questa petizione è urgente?
Un Centro Diurno, così come una RSA di qualità, non è un "parcheggio": è un luogo di cura che preserva la dignità e le capacità residue dei pazienti. Offre inoltre l'unico, vitale momento di sollievo per i caregiver. Escludere la maggioranza dei malati dai Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) è un'ingiustizia sociale non più tollerabile.
Le nostre richieste
Al Presidente della Giunta Regionale della Puglia, all’Assessore al Welfare e al Direttore Generale della ASL Bari, chiediamo un intervento immediato per:
Nuovi Accreditamenti e Posti Letto: Indire bandi urgenti per l'apertura di nuovi Centri Diurni e l'ampliamento dei posti in RSA/RSSA nel territorio barese.
Sostegno Economico: Incrementare le quote sanitarie per coprire le rette e non lasciare sole le famiglie meno abbienti.
Semplificazione Burocratica: Creare percorsi fluidi che evitino il rimpallo tra uffici quando le condizioni del paziente peggiorano a causa dei ritardi istituzionali.
Prossimità della Cura: Garantire una distribuzione capillare dei servizi affinché la cura sia vicina a chi soffre.
Firma anche tu!
Non possiamo permettere che i nostri cari restino prigionieri della malattia e dell'isolamento. La dignità dei pazienti e delle loro famiglie non può più aspettare.
Firma e condividi questa petizione per chiedere alla Regione Puglia e alla ASL Bari fatti concreti, non solo promesse.

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Petizione creata in data 18 aprile 2026