Tunnel del Monte Bianco riaperto. Situazione risolta?

Tutto tace, o quasi.
I tir in realtà no, quelli non si spengono mai, sono in continuo movimento. Giorno e notte.
Il problema dell'aumento dei tir in Val di Susa è terminato dopo il 18 dicembre data di riapertura del tunnel del Monte Bianco?
ASSOLUTAMENTE NO!
1) L'arpa Piemonte non ha dato risposta completa e tecnicamente chiara. Si sono limitati alla pubblicazione di qualche dato sparso sul loro sito, facendo una gran confusione fra numerosi fattori e le competenze dei controlli sullo stato dell'inquinamento. In sostanza è stato delegato quasi tutto a Sitaf (conflitto di interessi marcatissimo). Come è possibile che un ente pubblico di rilevanza strategica per la salute pubblica e quella ambientale deleghi una società autostradale privata a fare da sola le rilevazioni dell'inquinamento che essa stessa produce? Sembra impossibile che capitino cose del genere, ma è quel che capita. Abbiamo chiesto e richiesto più volte ad Arpa di confermare o smentire. Non l'ha mai fatto. SILENZIO STAMPA uguale SILENZIO IMBARAZZO? Oggi sempre più, chi deve rispondere perché ha responsabilità precise, quando interpellato dai cittadini, si chiude nel silenzio, pensando che il silenzio sia una soluzione o il male minore. E' un grave sbaglio ed un malcostume, invece. Dimostra disonestà, occultamento, timore ipocrita, insipienza, arroganza, totale noncuranza di quello che è un dovere fondamentale dell'istituzione pubblica: informare i cittadini specie quando questi pongono lecite domande. Arpa quindi cosa intende fare per il futuro?
2) La Regione Piemonte non è da meno. L'attuale giunta nell'autunno ha a lungo declamato i suoi provvedimenti per sanare la situazione inquinamento nella città di Torino, ma non ha mosso un dito per la situazione tangenziale nord e autostrada A32 della Val di Susa. Perché? La Regione quindi cosa intende fare per il futuro?
3) Il tavolo di coordinamento in Prefettura a Torino per gestire l'emergenza traffico dopo la chiusura del Bianco è stato piuttosto deludente. Abbiamo letto i diversi comunicati ma tutte le volte l'atteso provvedimento, quello serio e davvero efficace, di limitare i passaggi giornalieri in Val di Susa, imponendo orari e contingentamenti, non è arrivato. Tutto pareva scorrere liscio, nessuno problema o quasi, situazione sotto controllo. Al tempo stesso anche la prefettura ha fatto molto affidamento alla Sitaf, come si trattasse di soggetto super partes, una sorta di garante tecnico di natura pubblica. La Prefettura quindi cosa intende fare per il futuro?
4) Sitaf? Non ha proferito verbo. Sollecitata più volte a dare risposte, sia attraverso la nostra petizione che tramite gli articoli comparsi sui media, non si è fatta alcun problema a chiudersi anche lei nel silenzio. Come a significare: si tratta di interrogazioni che arrivano da una platea incompetente che pone domande senza consapevolezza dei contesti, perché abbassarci a rispondere e perdere tempo? Un intollerabile atteggiamento da intoccabile, una superiorità boriosa da padrona della valle. La Sitaf quindi cosa intende fare per il futuro?
5) Le Unioni Montane Valli Olimpiche, Alta Valle Susa? Abbiamo chiesto ripetutamente di assumere una posizione che pubblicamente desse prova alla popolazione che vi era anche solo un interessamento, una richiesta a Sitaf e ai vari organi preposti di auto limitazione, di fornire garanzie ai cittadini che i limiti di inquinamento fossero rispettati. Abbiamo visto accenni da parte di alcuni rappresentanti, "emarginati" velocemente da un contesto di colleghi che paiono più preoccupati a non intralciare Sitaf (porta lavoro/voti in valle) che a fare ciò che compete al loro ruolo di amministratori nell'interesse generale. Che definizione corretta dare a questi atteggiamenti? Le succitate Unioni Montane quindi cosa intendono fare per il futuro?
6) I Comuni, i sindaci, le giunte? Qui forse nutriamo ancora la speranza che con alcuni si possa fare un ragionamento e si possa intervenire nella necessaria direzione. I prossimi mesi ce lo diranno
7) Il rientro alla "normalità" dopo il 18 dicembre non è un ritorno all'aria pulita di montagna. Dobbiamo considerare che questa valle già prima dell'autunno e della chiusura del Bianco era pesantemente impattata dall'inquinamento dei tir. Nell'autunno il problema è diventato parossistico. Ora siamo rientrati ma in termini assolutamente insoddisfacenti, non c'è garanzia per la salute pubblica e per la salute ambientale. Il numero dei tir, oggi di nuovo intorno ai 6-8.000 al giorno, deve essere ridotto di molto per poterci considerare sicuri di quello che respiriamo
8) La chiusura del Monte Bianco per lavori si protrarrà, come abbiamo più volte scritto e messo in evidenza, 4-5 MESI L'ANNO PER 18 ANNI. Il che pone davanti a noi tutti una prospettiva molto severa e preoccupante. Stiamo parlando di 72-90 mesi, cioè 6-7 anni di inquinamento e pressione al di là di ogni possibile tolleranza. Ci rendiamo conto della portata del problema? Ma soprattutto chi ne ha responsabilità vuole davvero continuare a nascondere questa evidenza drammatica? Una valle posseduta dall'interesse supremo del trasporto pesante su gomma, sacrificata per anni e anni, in spregio della salute e della vita. Ricordiamo ancora che stiamo parlando di inquinamento potenzialmente cancerogeno...
Cerchiamo di essere seri e responsabili.
Cogliamo ancora l'occasione per ringraziare il grande numero di persone che fino ad oggi hanno firmato questa petizione, che decideranno di firmarla, che si proporranno di agire.
Comitato MENO TIR PIU' SALUTE