STOP CACCIA E INCENDI "Legge-quadro in materia di incendi boschivi"

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Richiesta Applicazione
"Legge-quadro in materia di incendi boschivi"
Legge 21 novembre 2000, n. 353

Alla cortese attenzione del Presidente della Repubblica italiana, Egregio Signor Presidente Sergio Mattarella, e, per competenza, al Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, Onorevole Gian Luca Galletti.
Egregi Signori,
l’estate scorsa è stata caratterizzata da continui e violenti incendi che hanno flagellato l’Italia da nord a sud.
Alcuni territori hanno pagato più di altri, in termini di vite umane e disastri paesaggistici con conseguenti stragi animali, senza contare il numero di abitazioni e terreni distrutti dalle fiamme o gravemente compromessi, la stoltezza di alcuni individui e la criminalità di diversi altri. Appurato che l’autocombustione rientra tra quelle percentuali che non fanno neanche più notizia a fronte degli importanti numeri dei focolai appiccati nella trascorsa stagione estiva, chiediamo che il Presidente della Repubblica dia voce alle vittime di una strategia del terrore, ideata nel dettaglio per distruggere territori interi a scopo di lucro.
La frequenza, la particolareggiata scelta di colpire delle zone, anche più volte, cercando di mimetizzare gli attacchi dietro a fenomeni che di casuale non hanno nulla, delineano in realtà un piano criminoso atto a destabilizzare l’intero Paese attraverso l’aggressione a molte delle sue regioni:
Quarantaquattro mila ettari di devastazione ambientale, oltre 17 milioni di animali uccisi, tra mammiferi, rettili, volatili e insetti, secondo quanto riportato nel ‘Dossier incendi 2017’realizzato da Legambiente sulle stime della Coldiretti, novecento milioni di euro di danni che vanno a sommarsi agli otto miliardi di euro se si prende in considerazione il periodo dal 2010 ad oggi.
Senza contare la distruzione della biodiversità, tipica della nostra macchia mediterranea, che non ha prezzo. Il sud ed il centro sud annoverano numeri di interventi da scontri bellici da parte delle varie forze intervenute, operazioni compiute anche con l’apporto di costosi mezzi aerei che non hanno comunque supplito alla mancanza di quelle preziose, fondamentali, figure professionali che erano abilitate alla dissuasione e all’eventuale pronto intervento a ‘terra’, una parte delle quali è poi confluita nella Benemerita. Infine,ma non ultimi, i mancati introiti derivanti dal turismo che ha immancabilmente risentito di questo sfacelo
ed è a fronte di tutto ciò che.
CHIEDIAMO
• Come assicurarci che la legge 353/2000 (“legge quadro in materia di incendi boschivi”)http://www.camera.it/parlam/leggi/00353l.htm nell'art 10 comma 1 chiediamo principalmente che venga quantomeno applicata questo articolo
FUNZIONI AMMINISTRATIVE
E SANZIONI
Art. 10.
(Divieti, prescrizioni e sanzioni)
1. Le zone boscate ed i pascoli i cui soprassuoli siano stati percorsi dal fuoco non possono avere una destinazione diversa da quella preesistente all’incendio per almeno quindici anni. È comunque consentita la costruzione di opere pubbliche necessarie alla salvaguardia della pubblica incolumità e dell’ambiente. In tutti gli atti di compravendita di aree e immobili situati nelle predette zone, stipulati entro quindici anni dagli eventi previsti dal presente comma, deve essere espressamente richiamato il vincolo di cui al primo periodo, pena la nullità dell’atto. È inoltre vietata per dieci anni, sui predetti soprassuoli, la realizzazione di edifici nonché di strutture e infrastrutture finalizzate ad insediamenti civili ed attività produttive, fatti salvi i casi in cui per detta realizzazione sia stata già rilasciata, in data precedente l’incendio e sulla base degli strumenti urbanistici vigenti a tale data, la relativa autorizzazione o concessione. Sono vietate per cinque anni, sui predetti soprassuoli, le attività di rimboschimento e di ingegneria ambientale sostenute con risorse finanziarie pubbliche, salvo specifica autorizzazione concessa dal Ministro dell’ambiente, per le aree naturali protette statali, o dalla regione competente, negli altri casi, per documentate situazioni di dissesto idrogeologico e nelle situazioni in cui sia urgente un intervento per la tutela di particolari valori ambientali e paesaggistici. Sono altresì vietati per dieci anni, limitatamente ai soprassuoli delle zone boscate percorsi dal fuoco, il pascolo e la caccia.,disattesa dalle Regioni colpite, venga recepita dai nostri legislatori ed amministratori locali in tempi brevi, le aree colpite dagli incendi siano realmente sottoposte a vincolo senza alcuna deroga .

• Non troverebbe giusto e sensato, come lo è per noi, che dopo tanti danni e sofferenze alla fauna selvatica si imponesse una forte limitazione alla stagione venatoria, come del resto ha chiesto l’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione Ricerca e Ambientale) in un’accorata nota alle Regioni?

• Non auspicherebbe anche Lei, come noi, che eventuali finanziamenti da elargire allo scopo di mettere in sicurezza e rimboschire le zone colpite venissero attivati solo nell’assoluta certezza che questi non vadano a premiare organizzazioni, enti o singoli individui che potrebbero speculare sul disastro?

• Non troverebbe giusto, alla luce del fallimento del sistema anti incendi boschivo regionale, di valorizzare l’esperienza ultradecennale delle figure D.O.S (Direttore Operazioni di Spegnimento), già appartenenti all’ex CFS Corpo Forestale dello Stato, oggi Carabinieri Forestali?

• Analogamente, perché non ripristinare le numerose figure professionali, un tempo esistenti, abilitate alla prevenzione, alla sorveglianza e allo spegnimento degli incendi “a terra”, piuttosto che puntare sull’uso tout court dei mezzi aerei, incommensurabilmente più costosi e da attivare solo in casi di particolare emergenza e/o in zone inaccessibili ai mezzi da terra?

Teniamo a sottolineare, Signor Presidente, che questa richiesta di sostegno e aiuto nasce da una forte reazione partita dalle costituiti in associazioni
di tutela animali e ambiente, hanno unito le loro forze per dar voce all'indignazione delle popolazioni.
Questa vivace partecipazione,un disperato appello alle istituzioni della Repubblica Italiana e una speranza di sentire vicina la presenza di quest’ultima, augurandoci non resti disattesa.
Chiediamo, quindi, che si mostrino segnali forti sia per bloccare la tracotanza di chi ha voluto così barbaramente ferire una parte consistente del territorio italiano.
Infine, la invitiamo a visitare le zone colpite:insopportabile l’assordante silenzio dei media e delle istituzioni.

 



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