
Il 21 giugno scorso è stata rinviata ancora l’udienza del processo per lo studente egiziano Patrick Zaki, che dovrà attendere il 27 settembre per difendersi dall’accusa di diffusione di false notizie in Egitto e all’estero. "Inizio a sentirmi non libero", è stato il suo commento saputa la notizia.
Il 7 dicembre Patrick era stato scarcerato in attesa della sentenza definitiva. A differenza di quello che pensano in molti, è ancora in attesa del verdetto che potrebbe portarlo ad una condanna fino a 5 anni.
Come una spada di Damocle, tutti questi continui rinvii , non fanno altro che trascinare questa questione, logorando Patrick e chi gli sta attorno. Non può lasciare il paese, e quindi nemmeno poter essere in presenza all’università di Bologna per continuare gli studi.
Noi di Station To Station, nel Gennaio 2021, lanciammo sulla piattaforma Change .org, la petizione per la richiesta di concessione della cittadinanza Italiana per Patrick. Grazie a questa mobilitazione dal passo, nacque una richiesta alla Camera da parte di una cinquantina di deputati di vari schieramenti, con gli onorevoli Lia Quartapelle e Filippo Sensi in prima linea per questa battaglia. Consegnammo le prime 160mila firme in appoggio a questa mozione. Col passare dei mesi, una analoga mozione venne presentata al Senato con prima firmataria Liliana Segre. Venne approvata in Aprile. La petizione si trasformò poi in richiesta di cittadinanza Europea, e su richiesta del Presidente David Sassoli, fummo invitati a consegnare le 270mila firme raccolte in tutta Europa per appoggiare questa richiesta. Questo avvenne esattamente il 7 luglio 2021, un anno fa. Lo stesso giorno venne approvata la mozione alla Camera anch’essa senza nessun voto contrario. Abbiamo continuato a fare eventi, manifestazioni e tant’altro per tenere viva l’attenzione.
Abbiamo portato in piazza ONG, Sindacati, associazioni per la tutela dei diritti umani, tutti uniti per non spegnere l’attenzione. Ci è stato chiesto di rimanere in silenzio e lo abbiamo fatto, sperando servisse a qualcosa. Il 7 luglio scorso, siamo stati invitati in diretta al TGR Emilia/Romagna per ricordare la consegna al parlamento Europeo delle allora 270mila firme, che nel frattempo sono diventate 311mila. E alle domande
su come mai la cittadinanza sia ancora in altomare, abbiamo risposto come abbiamo sempre fatto. Siamo 5 cittadini che dal basso hanno convinto centinaia di migliaia di persone a firmare per una causa comune. Le mozioni al Senato e alla Camera, nate da questa spinta, sono state approvate senza nessun voto contrario. Allora perché dopo un anno tutto Sembra caduto nel dimenticatoio? Per questo abbiamo chiesto di essere ricevutI da chi possa darci questa risposta. Che sia il premier Draghi, il ministro Di Maio o il presidente Mattarella. Il povero presidente Sassoli, in quei pochi minuti, ci disse di credere sempre nel nostro operato e di non mollare mai. Era orgoglioso di come un movimento dal basso fosse arrivato così in alto con la sola forza delle proprie idee. Anche per questo continuiamo a chiedere che venga concessa la cittadinanza al più presto, perché in un mondo dove a volte sembrano vacillare anche i diritti acquisiti con anni di sacrifici e lotte, noi vogliamo credere che questo non sia il caso. Che il nostro paese compia l'ultimo passo per quell’atto di coraggio che Patrick, noi, e tutti quelli che hanno spinto per questo, si aspettano. Non deludeteci.
#patrickcittadinoitaliano
Community Station To Station