Diciamo NO alla finale di Champions League 2020 a Istanbul in Turchia

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Siamo un gruppo di parlamentari che vogliono farsi portavoce nei confronti del presidente della UEFA Aleksander Čeferin della richiesta di trasferimento della sede della finale di Champions League, calendarizzata il 30 maggio 2020, a Istanbul, allo Stadio Olimpico Atatürk, a causa degli evidenti problemi di violazione di diritti umani che si stanno verificando dopo l’attacco turco alle regioni siriane e al popolo curdo.

Nelle prossime ore chiederemo sostegno al governo italiano e alle istituzioni europee: la politica ha il compito di farsi interprete e protagonista della richiesta di indicare un’altra sede per una delle manifestazioni calcistiche più importanti a livello europeo e internazionale.

Il calcio e lo sport sono importanti strumenti di sensibilizzazione per le nostre comunità; in questi anni è stato fatto tanto per cercare di educare giocatori, tifosi e appassionati nel rispetto dei diritti umani, coinvolgendo le società sportive e per formare una generazione che sia attenta nei confronti dell’avversario, che sia esso sul campo di gioco che sugli spalti.

Per questi motivi l’influenza mediatica, economica e culturale di una manifestazione come la Champions League non può essere collegata a questa guerra, perpetuata nei confronti del popolo curdo. Una guerra che nasce dalla inaccettabile decisione della Turchia di attaccare le regioni siriane in cui proprio i curdi, in questi anni, hanno combattuto contro l’ISIS.

Quello curdo è un popolo coraggioso che ha avuto un ruolo da protagonista contro il terrorismo islamico, ed oggi è sotto attacco da uno stato sovrano che ha dichiarato guerra su presupposti di egemonia territoriale. La nostra richiesta nasce dalla necessità di dare un segnale forte all’Europa e al mondo sportivo.

Facciamo sentire la nostra voce firmando questa petizione: NO ALLA FINALE DI CHAMPIONS LEAGUE A ISTANBUL