NO alle associazioni pro vita nei consultori: difendiamo la legge 194


NO alle associazioni pro vita nei consultori: difendiamo la legge 194
Il problema
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A fine settembre la regione Piemonte, su iniziativa del consigliere di Fratelli d’Italia Maurizio Marrone e con il sostegno del presidente Alberto Cirio, ha diramato una circolare che non solo vieta le modalità di accesso alla pillola abortiva RU486 nei consultori, ma finanzia e rafforza l’ingresso delle associazioni antiabortiste negli ospedali pubblici. La circolare (consultabile all'indirizzo https://www.regione.piemonte.it/web/pinforma/notizie/una-circolare-indirizzo-sullaborto-farmacologico) prevede l'attivazione ... di sportelli informativi all’interno degli ospedali, consentita ad idonee formazioni sociali di base e di associazioni del volontariato, che possono anche aiutare la maternità difficile dopo la nascita, citando a titolo esemplificativo iniziative riconducibili al Movimento per la vita.
Nonostante un primo abbandono di questo tentativo, negli scorsi giorni, con una nota alle ASL, la Regione ha inserito tra i requisiti per il bando del 31 marzo 2021, riguardante l'aggiornamento dell'elenco associazioni con le quali collaborare, finalità di tutela della vita fin dal concepimento.
Di conseguenza viene richiesto l'ingresso delle associazioni pro vita nei consultori , le quali si inseriscono al momento dei colloqui per l’IVG, tentando di dissuadere le donne in procinto di abortire.
Crediamo che una scelta così difficile e strettamente personale debba essere affiancata da un supporto imparziale, nella piena libertà di autodeterminazione, senza alcun tipo di pressioni esterne. È inaccettabile che l’amministrazione regionale utilizzi una circolare per cercare pubblicamente il rimprovero della donna che abortisce, richiamando implicitamente concetti paternalistici, quali la figura della 'donna-madre' e l'impossibilità di quest'ultima di avere pieno potere decisionale del proprio corpo.
Prendendo atto di quanto disposto dalla Regione richiediamo:
- Il divieto di accesso ai consultori nei confronti associazioni di qualsiasi genere, che potrebbero interferire con le scelte personali, violando di fatto la legge 194 sull'IVG, in modo tale da fornire un supporto e una tutela del tutto imparziale durante il percorso di IVG.
- La rimozione del divieto di aborto farmacologico (ricorrendo al RU486) all'interno dei consultori, in totale disaccordo con le linee guida emanate dal Ministero della Salute, su indicazione del Consiglio Superiore di Sanità e dall'AIFA. (https://www.trovanorme.salute.gov.it/norme/renderNormsanPdf?anno=2020&codLeg=75683&parte=1%20&serie=null).

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A fine settembre la regione Piemonte, su iniziativa del consigliere di Fratelli d’Italia Maurizio Marrone e con il sostegno del presidente Alberto Cirio, ha diramato una circolare che non solo vieta le modalità di accesso alla pillola abortiva RU486 nei consultori, ma finanzia e rafforza l’ingresso delle associazioni antiabortiste negli ospedali pubblici. La circolare (consultabile all'indirizzo https://www.regione.piemonte.it/web/pinforma/notizie/una-circolare-indirizzo-sullaborto-farmacologico) prevede l'attivazione ... di sportelli informativi all’interno degli ospedali, consentita ad idonee formazioni sociali di base e di associazioni del volontariato, che possono anche aiutare la maternità difficile dopo la nascita, citando a titolo esemplificativo iniziative riconducibili al Movimento per la vita.
Nonostante un primo abbandono di questo tentativo, negli scorsi giorni, con una nota alle ASL, la Regione ha inserito tra i requisiti per il bando del 31 marzo 2021, riguardante l'aggiornamento dell'elenco associazioni con le quali collaborare, finalità di tutela della vita fin dal concepimento.
Di conseguenza viene richiesto l'ingresso delle associazioni pro vita nei consultori , le quali si inseriscono al momento dei colloqui per l’IVG, tentando di dissuadere le donne in procinto di abortire.
Crediamo che una scelta così difficile e strettamente personale debba essere affiancata da un supporto imparziale, nella piena libertà di autodeterminazione, senza alcun tipo di pressioni esterne. È inaccettabile che l’amministrazione regionale utilizzi una circolare per cercare pubblicamente il rimprovero della donna che abortisce, richiamando implicitamente concetti paternalistici, quali la figura della 'donna-madre' e l'impossibilità di quest'ultima di avere pieno potere decisionale del proprio corpo.
Prendendo atto di quanto disposto dalla Regione richiediamo:
- Il divieto di accesso ai consultori nei confronti associazioni di qualsiasi genere, che potrebbero interferire con le scelte personali, violando di fatto la legge 194 sull'IVG, in modo tale da fornire un supporto e una tutela del tutto imparziale durante il percorso di IVG.
- La rimozione del divieto di aborto farmacologico (ricorrendo al RU486) all'interno dei consultori, in totale disaccordo con le linee guida emanate dal Ministero della Salute, su indicazione del Consiglio Superiore di Sanità e dall'AIFA. (https://www.trovanorme.salute.gov.it/norme/renderNormsanPdf?anno=2020&codLeg=75683&parte=1%20&serie=null).

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Petizione creata in data 13 marzo 2021